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Ecco l’ultima idea per contrastare la Cina: introdurre l’IA nel Five Eyes

Il disegno di legge Five Ais Act è stato presentato da un repubblicano e un democratico, con ampie possibilità di successo al Congresso. Prevede l’introduzione di un gruppo di lavoro che condividerà le informazioni tra i cinque alleati, per accelerare il processo di sviluppo e contenere Pechino. Ma la sua applicazione resta ancora un punto di domanda

La rivoluzione del gruppo di intelligence Five Eyes potrebbe cominciare da un disegno di legge bipartisan. Il deputato repubblicano del Wisconsin, Mike Gallagher, presidente del Comitato ristretto sulla competizione strategica tra Stati Uniti e Cina nonché capo della Sottocommissione alla Camera su cyber, tecnologie dell’informazione e innovazione, insieme a quello democratico della California, Ro Khanna, membro della stessa commissione, hanno infatti presentato un disegno di legge che, se approvato dal Congresso, chiederebbe al segretario della Difesa Lloyd Austin di coordinarsi con il direttore della Cia per l’istituzione di un team di lavoro strategico (che terminerà la sua missione a settembre del 2028) dedicato all’intelligenza artificiale all’interno dell’alleanza che, oltre agli Usa, riunisce Australia, Canada, Nuova Zelanda e Regno Unito.

Il nome assegnato al bill presentato lo scorso 15 novembre è Five AIs Act. Consentirebbe ai membri di confrontarsi sui vari sistemi avanzati di IA, individuando dove si possa collaborare e condividere informazioni tecnologiche e confrontando le rispettive visioni sull’intelligenza artificiale in modo tale da accelerare la sua sperimentazione, l’applicazione e la regolamentazione.

“L’intelligenza artificiale è una tecnologia di trasformazione che può essere sfruttata per il bene o per il male”, ha spiegato in un comunicato Gallagher delineando uno dei principali obiettivi dell’iniziativa. “È imperativo impedire ai nostri avversari, in particolare al Partito Comunista Cinese, di utilizzare l’IA come arma per promuovere le loro ambizioni militari e perfezionare i loro repressivi Stati di sorveglianza tecno-totalitari”. Unire le forze dunque, per contrastare i rivali.

L’intelligenza artificiale è lo strumento del presente e ancor di più del futuro: creare un sistema interoperabile all’interno di cui le varie intelligence possano condividere i propri strumenti per raggiungere gli obiettivi comuni è quindi un’idea interessante da sviluppare. Dipende tuttavia in che modo. Nel testo si legge che “il segretario alla Difesa cercherà di garantire che qualsiasi informazione o dato tecnico prodotto da un paese dei Five Eyes nell’ambito di un progetto di cooperazione portato avanti dal gruppo di lavoro sia controllato da tale paese in base alle leggi e ai regolamenti sul controllo delle esportazioni di tale paese e non sia soggetto alla giurisdizione o al controllo di nessun altro paese” dell’alleanza. E qui potrebbero nascere dei problemi.

Sebbene partner storici, Stati Uniti e Gran Bretagna sembrano avere due approcci differenti nella regolamentazione IA. Molto più stringenti gli americani, meno soffocanti i britannici. Se Washington è alle prese con una difficile trattativa interna per cercare di limitare lo strapotere delle Big Tech, Londra sembra invece improntata a limitare i rischi senza tuttavia imporre un codice di regole rigido che potrebbe rallentare l’innovazione tecnologica.

Bisognerà comprendere pertanto in che modo le informazioni verranno processate. Ci sono molti strumenti che le aziende private mettono a disposizione del proprio Paese – le stesse che vengono negate ai concorrenti, come dimostra la black list delle esportazioni verso la Cina stilata dall’amministrazione Biden. Un esempio concreto sono i visori per la realtà aumentata basata su tecnologia HoloLens, prodotti da Microsoft per l’esercito americano. Ma anche ChatGPT potrebbe diventare un ottimo alleato delle forze armate, specialmente nella geocalizzazione o nell’elaborare analisi che la mente umana non riesce a sviluppare in tempi rapidi. Peccato però che l’utilizzo di questi strumenti per scopi militari sia vietato dalla stessa OpenAI, dove è appena tornato Sam Altman nella carica di Ceo. Avendo più volte ribadito di non sottovalutare i pericoli nei quali l’IA potrebbe cacciare l’uomo, la sua azienda potrebbe anche pensare di non mettere a disposizione il suo know-how per il Five Eyes.

Ciononostante, il disegno di legge ha buone possibilità di essere approvato dal Congresso. Il fatto che sia stato presentato da entrambi i partiti è già un indicatore che potrebbe lasciar intendere l’ampio sostegno dei parlamentari. Per la sua messa in pratica servirà un dibattito successivo.

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