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La sfida globale di Leonardo passa per l’industria 4.0. Ecco il progetto Nemesi

Leonardo ha presentato il suo programma Nemesi, che ha portato all’evoluzione dei siti produttivi di aerostrutture di Pomigliano in vere e proprie industrie 4.0, grazie alla completa digitalizzazione dei processi e all’integrazione dell’IA. L’iniziativa ambisce ad aumentare la competitività globale dell’azienda, posizionandosi sullo scenario internazionale quale leader industriale italiano nel settore aerospaziale e della difesa

L’intelligenza artificiale quale estensione dell’intelligenza naturale. La definizione è del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, espressa in occasione della presentazione del progetto Nemesi, presso i siti produttivi di Leonardo di Pomigliano d’Arco e di Nola. New engineering & manufacturing enhanced system innovation, questo l’acronimo del programma del gruppo di piazza Monte Grappa, non è, infatti, una mera innovazione tecnica di qualche sistema, ma una vera e propria rivoluzione disruptive del modo di intendere l’industria 4.0, basata su una forte digitalizzazione, l’automazione dei processi e il sostegno, appunto, dell’intelligenza artificiale. Ad accogliere questo primo passo verso la manifattura del futuro sono stati appunto i siti campani per la realizzazione di aerostrutture per velivoli, una delle eccellenze di Leonardo.

Il progetto Nemesi

Come illustrato da Leonardo ad Airpress, il progetto Nemesi è incentrato principalmente su tre iniziative: il design 3D, l’automazione della linea di assemblaggio e la digitalizzazione dell’intero processo industriale. Un progetto “finanziato con113 milioni di euro di investimenti, dei quali 59 milioni sono finanziamenti dello Stato”, ha spiegato il capo divisione aerostrutture di Leonardo, Stefano Bortoli, con il risultato di conseguire “sei centri automatizzati per la realizzazione delle fusoliere, e 3500 nuove attrezzature”. L’obiettivo – spiegano ancora dalla società – è far evolvere l’attuale operatore in un digital expert, il quale assume un ruolo manageriale dell’intero procedimento, con un relativo consolidamento di nuove competenze per la forza lavoro. Per Leonardo, infatti, l’intero sistema è disegnato per mantenere la centralità dell’individuo, che non viene sostituto dalla macchina, ma aiutato da questa “a fare di più e meglio in maggiore sicurezza”, come ha registrato ancora il ministro Urso.

La strategia globale

Gli obiettivi strategici di questo nuovo modo di concepire la manifattura sono la riduzione dei tempi per la produzione, la riduzione delle inefficienze tecniche, la flessibilità produttiva, oltre al miglioramento delle condizioni di lavoro tramite l’integrazione tra individuo e macchina. Come spiegato dall’amministratore delegato di Leonardo, Roberto Cingolani: “Le produzioni saranno più veloci, più precise e di migliore qualità rispetto a tutti i competitori internazionali; questa divisione vanta dei parametri di qualità irraggiungibili per gli altri”. L’iniziativa, dunque, segue gli obiettivi di competitività internazionale che l’azienda intende perseguire, posizionandosi sullo scenario globale quale leader industriale italiano del settore aerospaziale e della difesa. Una strategia che si lega anche all’impegno della società a livello europeo, tramite l’ambizione di costruire dei campioni continentali in grado di assicurare anche all’Europa un ruolo di primo piano nel mercato mondiale, in uno scenario caratterizzato da una crescente competizione tra “big player”.

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