Da Bruxelles arriva il via libera alla profonda ristrutturazione del Recovery Plan da parte italiana, dopo mesi di trattative e interventi su 144 obiettivi. E si sblocca anche la quarta rata

Un doppio via libera pesante, che chiude, almeno per il 2023, uno dei capitoli più complessi del rapporto tra l’Italia e l’Europa, quello del Pnrr. Nell’attesa di giocare l’altra e forse più delicata partita, quella relativa alla riforma del Patto di stabilità, Giorgia Meloni porta a casa un risultato non da poco: il sì della Commissione alla revisione del Pnrr, aggiornato al rallentamento dell’economia e alla tenuta dell’inflazione e il disco verde alla quarta rata, che per Roma vale 16,5 miliardi.

Partendo dalla ristrutturazione degli impegni previsti nel Piano, il governo l’aveva presentato lo scorso agosto, apportando modifiche che hanno interessato ben 144 misure tra riforme e investimenti e da quel momento avviando un’interlocuzione costante con Bruxelles. Con un obiettivo: cambiare in corsa eventuali punti oscuri senza incorrere in bocciature dannose per l’Italia ma anche per l’Ue. Ora, il Pnrr italiano dovrebbe finire sul tavolo dell’Ecofin dell’8 dicembre e non sarà certo il solo. Negli ultimissimi giorni l’esecutivo europeo ha dato via libera a ben undici Piani, accogliendone le relative modifiche di Croazia, Finlandia, Grecia, Polonia, Romania, Belgio, Cipro, Lettonia, Irlanda e Ungheria.

Il nuovo piano italiano, inizialmente da 191,5 miliardi, adesso nella proposta presentata dal governo prevede 2,76 miliardi di prestiti in più tutti dedicati al Repower. Il capitolo energetico, nel suo complesso, presenta progetti per un totale di 19,2 miliardi, in grandissimi parte ricavati tagliando alcune misure distribuite sui 6 paragrafi del Pnrr iniziale. In particolare il governo ha rivisto i target nell’efficienza energetica, nei progetti di rigenerazione urbana, nei cosiddetti piani integrati e nella lotta al dissesto idrogeologico.  Poi c’è il discorso della quarta rata.

Qui c’è da annotare l’ottimismo del ministro che più di tutti ha le chiavi del Pnrr, il titolare degli Affari Europei, Raffaele Fitto. “Non ho da darvi notizie. Il lavoro con la Commissione europea va portato avanti in maniera seria e costruttiva. La riservatezza fa sì che il risultato diventi serio e credibile. A breve, in questi giorni, stiamo definendo gli ultimi dettagli, ci sarà il pagamento della quarta rata comunque entro fine anno. La portiamo a casa, non vi preoccupate. Arriva anche la quarta rata, state tranquilli”.

Ma c’è un neo. L’Antitrust italiana, per bocca del suo presidente, Roberto Rustichelli, ha rilasciato alcune valutazioni che suonano come una resa. L’Italia non riuscirà mai a raggiungere tutti gli obiettivi del Pnrr. “Non siamo in grado a mio avviso di completare tutti i progetti che abbiamo messo in cantiere nei termini previsti dal Pnrr. Un fatto grave, mi assumo la piena responsabilità di queste dichiarazioni: è inutile che ci nascondiamo, la realtà, purtroppo, a mio avviso, è questa”.

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