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Tra Indo Pacifico e Global South. Perché il Kazakhstan è strategico per Roma

L’obiettivo adesso è quello di trasformare in un partenariato strategico rapporti bilaterali già di ottimo livello. La visita di oggi a Palazzo Chigi del presidente della Repubblica del Kazakhstan, Kassym-Jomart Tokayev, dimostra il grande interesse dei due Paesi a rafforzare la cooperazione. Ecco su quali dossier

Terre rare, diplomazia, interscambio, ma anche la consapevolezza che il Caucaso rappresenta un’area in cui investire relazioni e progetti nel medio-lungo periodo, alla luce della sua posizione geostrategica. L’Italia lo ha compreso e punta a rafforzare una cooperazione che si sta facendo sempre più multilaterale. La visita di oggi a Palazzo Chigi del Presidente della Repubblica del Kazakhstan, Kassym-Jomart Tokayev, dimostra il grande interesse dei due Paesi a moltiplicare i propri rapporti. Lo stato asiatico estende la propria rilevanza dal Mar Caspio fino al confine con Cina e Russia, per questa ragione è molto attenzionato. E Giorgia Meloni lo ha già spiegato nei mesi scorsi.

Nuove opportunità

L’Italia è il primo acquirente di greggio kazako, con quasi il 28% del totale esportato, ma l’interesse di Roma va anche oltre e abbraccia una visione. Perché l’Italia guarda al Kazakhstan? In primis per la sua mutata consistenza di alleanze, essendo venuto meno il principale riferimento, la Russia. Inoltre i numeri fino ad oggi lasciano immaginare una probabilissima fase di incremento: nel 2022 si è verificato un interscambio record da 4,5 miliardi ed export italiano a +66%, base ideale e pratica per apparecchiare nuove opportunità per le aziende italiane. L’Italia è il primo acquirente europeo di beni kazaki e secondo a livello globale, sempre fra i primi investitori esteri, con la prospettiva di interessanti opportunità per le aziende del belpaese.

Un passaggio che da queste colonne è stato più volte sottolineato dall’Ambasciatore d’Italia, Marco Alberti, ovvero che è in atto nel Paese “un processo di riforma politico-istituzionale ed economica destinato a generare nuove opportunità e l’Italia vuole cogliere questo cambiamento”. La visita di Antonio Tajani dello scorso anno è stata significativa: era infatti da 26 anni che mancava un ministro degli esteri italiano, l’ultimo era stato Lamberto Dini, transitato ad Almaty nel 1997.

Energia

L’energia rappresenta un settore trainante: recentemente è stato inaugurato un impianto solare da 50 megawatt realizzato da Eni Plenitude attraverso la controllata Arm Wind, attiva nella generazione di energia da fonti rinnovabili, presso il villaggio di Shaulder. Il parco fotovoltaico, dotato di oltre 93 mila pannelli solari e una sottostazione elettrica collegata alla rete tramite una linea di trasmissione elettrica di 7,5 chilometri, è il primo importante passo di Plenitude nel settore dell’energia solare in Kazakhstan e si aggiunge a due parchi eolici, Badamsha-1 e Badamsha-2, già attivi dal 2020 e dal 2022. Per cui Eni affianca al prezioso lavoro solo sui grandi progetti dell’Oil & Gas, anche la transizione ecologica.

Terre rare

Un altro settore ricco di opportunità è quello relativo alle terre rare. In occasione della visita del ministro Tajani venne infatti firmata la Dichiarazione di Intenti sulla Crescita, focalizzata su materiali critici, terre rare ed idrogeno verde, firmata dall’omologo Nurtleu. Si tratta di un documento molto rilevante, dal momento che Kazakhstan è fra i primi produttori al mondo di alcuni materiali critici, come l’uranio e che l’elemento della diversificazione delle catene di approvvigionamento di materiali strategici per la transizione ecologica e digitale è considerata dall’Ue una macro priorità. In questo senso l’Italia sta lavorando con profitto. Astana ha dalla sua anche il vantaggio di aver firmato l’accordo strategico tra Ue e Kazakistan in materia di critical materials, al quale Roma si è intelligentemente agganciata.

La moda

Anche la moda è entrata di diritto nel paniere di interessi sull’asse Roma-Astana: lo scorso anno si è svolto ad Almaty l’appuntamento con La Moda Italiana@Almaty promosso da Assocalzaturifici, in collaborazione con Ente Moda Italia, Associazione Italiana Pellicceria, Assopellettieri, Sistema Moda Italia, tutte appartenenti alla galassia di Confindustria Moda. Un evento promosso dall’Ice. L’ombrello dell’Ice rappresenta il marchio istituzionale dell’evento, a cui hanno preso parte 64 espositori con oltre 85 brand. In Kazakhstan si segnalano esportazioni del settore pari a 160 milioni di euro, con un incremento dell’87,1% rispetto al 2021. La moda dunque è un volano oggettivo.

Simest e Kazakh Invest

Ultimo in ordine di tempo è l’accordo tra Simest, la società per l’internazionalizzazione delle imprese italiane del Gruppo Cassa depositi e Prestiti e Kazakh Invest, società nazionale d’investimento, per favorire la crescita degli scambi commerciali fra i due Paesi, siglato oggi alla Farnesina dal Presidente di Simest, Pasquale Salzano, e da Zhandos Temirgali Acting Chairman del Management Board di Kazakh Invest, nel corso della tavola rotonda aperta dal Presidente della Repubblica del Kazakhstan Kassym-Jomart Tokayev e dal Ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Con la firma le parti s’impegnano a favorire l’aumento degli investimenti bilaterali allo scopo di sviluppare ulteriormente le relazioni commerciali e aumentare il volume complessivo degli investimenti reciproci.

Secondo il Presidente di Simest, Pasquale Salzano, l’accordo sé un’importante opportunità di sviluppo delle relazioni commerciali e industriali fra l’Italia e il Kazakhstan, con cui Simest si impegna a supportare gli investimenti del settore produttivo nazionale, in particolare delle PMI, in Kazakhstan, a favore di un maggiore presenza del Made in Italy nella prima economia dell’Asia centrale. “L’accordo s’inserisce in un più ampio quadro di collaborazione promosso dai governi dei due Paesi, a favore dello sviluppo di una partnership bilaterale strategica, con il coinvolgimento dei principali attori dell’economia e delle istituzioni pubbliche”.

Cultural diplomacy

Anche la cultura rientra in queste iniziative, con l’inaugurazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Astana, il primo dell’Italia nella macro area asiatica, che certifica la presenza dell’Italia in Kazakistan e al contempo inaugura una fase nuova, dedita ad un partenariato strategico di ampia portata. Il soft power culturale è elemento utile a potenziare il dialogo fra Roma ed Astana, come dimostrano i 97 accordi di cooperazione interuniversitaria in essere e il dialogo politico-istituzionale sui grandi temi multilaterali. L’obiettivo adesso è quello di trasformare in un partenariato strategico rapporti bilaterali già di ottimo livello.

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