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Manganelli & anime belle, occhio a non stravolgere la realtà. Il commento di Arditti

In questa Italia dalle tante cose da mettere a posto piomba la polemica sulle forze dell’ordine dal manganello facile, su cui oggi con pacatezza interviene anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sul Corriere della Sera, cercando (comprensibilmente) di stare in equilibrio tra il monito del Presidente Sergio Mattarella e la linea del governo (ieri ribadita anche dal pur moderato Antonio Tajani). Il commento di Roberto Arditti

Siamo proprio sicuri che l’emergenza nazionale sia quella di forze dell’ordine dal manganello facile? Siamo proprio certi del fatto che dalle nostre parti si svolgano solo manifestazioni dall’impeccabile sapore democratico e che si debba, quindi, impedire al personale in divisa di sentirsi onnipotente fino al punto di divenire una minaccia dell’equilibrio democratico?

È proprio sicuro il Capo dello Stato dell’opportunità di un richiamo a senso unico (verso l’improprio uso del manganello) anziché scegliere una linea più equilibrata, capace cioè di invitare le forze dell’ordine a non smarrire il senso del limite ed al tempo stesso rammentare con energia ai manifestanti di tutti i colori e tipologie che le regole del manifestare sono essenza della vita democratica, perché esiste chi manifesta ma esistono anche gli altri (magari in giro per lo shopping), esiste chi protesta ma esiste anche chi è “bersaglio” della protesta (meritevole di tutela all’ennesima potenza), esiste chi desidera esprimere dissenso ma esiste anche chi è deputato ad incanalarlo in forme civili e gestibili (il poliziotto è un cittadino, non un bersaglio da insultare o aggredire).

Io credo sinceramente che le troppe anime belle del pensiero liberal e democratico, tendenzialmente protette dalla loro personale condizione economica e sociale, siano ormai infilate in una sorta di imbuto, dentro il quale sentono solo quello che vogliono sentire, parlando solo con quelli con cui vogliono parlare.

Fuori però, fuori da quell’imbuto, c’è un’Italia che ribolle di indignazione (che spesso diventa rassegnazione) per un certo lassismo dilagante, che si vede per strada (vogliamo fare un passeggiata insieme nei dintorni delle stazioni ferroviarie? Io sono pronto, le frequento quasi ogni giorno), a scuola (chi ha dubbi si faccia due chiacchiere con qualche insegnante di lunga esperienza) o in altre situazioni di non poco conto, come ad esempio in tema di circolazione automobilistica: solo chi non vuole vedere può negare il mix repellente nel quale circoliamo, fatto di migliaia e migliaia di autovelox a fronte di una tendenza al parcheggio selvaggio che rende (Roma ne è esempio acclarato) circolare a quattro ruote una specie di incubo.

Ecco allora che in questa Italia dalle tante cose da mettere a posto piomba la polemica sulle forze dell’ordine dal manganello facile, su cui oggi con pacatezza interviene anche il ministro dell’Interno Piantedosi sul Corriere della Sera, cercando (comprensibilmente) di stare in equilibrio tra il monito del Presidente Sergio Mattarella e la linea del governo (ieri ribadita anche dal pur moderato Tajani).

Allora proviamo a dircela una volta per tutte la verità: in Italia c’è spazio a iosa per ogni forma di opinione e c’è una gestione della piazza che non presenta ragionevoli criticità sotto il profilo “democratico”.

Si prenda il caso delle manifestazioni contro Israele sotto l’insegna “Palestina Libera”: se ne sono svolte centinaia con toni brutali e di sostanziale supporto alla strategia omicida di Hamas. Nessuno ha fiatato, le forze dell’ordine hanno vigilato e garantito ai manifestanti la libertà di dire qualunque cosa, spesso con stravolgimento dei fatti che dalle nostre parti passa sempre per libertà d’opinione.

Allora proviamo a concludere.

È evidente che esiste una facile associazione governo di destra = repressione delle forze dell’ordine. Però tra l’ipotesi di scuola e la realtà c’è una bella differenza.

Ecco allora che rischiamo il completo stravolgimento della realtà: una nazione in cui chi se ne frega degli altri ha molte chances di farla franca diventa un posto pericoloso per l’atteggiamento repressivo delle forze dell’ordine indirizzate dal governo. E poi si stupiscono, quelle anime belle, di quanti apprezzano ormai senza timore uno come Putin.

Ci pensino su, se ancora hanno voglia di ragionare davvero.

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