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L’importanza (insostituibile) dell’acqua dolce nella società dell’IA

Di Domenico Caligiuri

Quest’anno le Nazioni Unite hanno scelto il tema “Sfruttare l’acqua per la pace”, in linea con il Rapporto mondiale sullo sviluppo delle risorse idriche 2024 intitolato “L’acqua per la prosperità e la pace”. Questo richiamo pone la sua importanza per il perseguimento del bene dell’intera comunità, unendo i disallineamenti geografici dati dalle guerre

L’acqua dolce è una risorsa insostituibile per la vita dell’uomo e del nostro Pianeta, indispensabile per la totalità degli esseri viventi, animali, uomini, vegetali ed è necessaria per il nostro organismo e per mantenerlo in condizioni di buona salute. Con aria, fuoco, e terra costituisce i quattro elementi classici posti alla base delle nostre “radici” storiche. Purtroppo la sua risorsa è limitata, con un basso rapporto tra disponibilità e fabbisogno, il cui consumo e spreco comporta una continua riduzione della quantità disponibile della risorsa stessa.

Nell’ultimo secolo il consumo di acqua dolce è aumentato considerevolmente per cause antropiche ed effetti planetari sottoponendo la risorsa a ingenti stress idirci-fisici causati dall’aumento della popolazione globale, dall’impatto dei cambiamenti climatici e dai cambiamenti degli stili di vita della popolazione. Sono aumentate sia le esigenze idriche degli individui che delle attività agricole e industriali.

Innovazione e sostenibilità quanto è importante per la salvaguardia della risorsa?

Il futuro che volge verso lo sviluppo dell’industria 4.0, dove la tecnologia sarà parte integrante delle attività produttive pone nuove basi al sistema produttivo. Anche gli aspetti della società mutano, l’Intelligenza Artificiale, i Data Center e Traning consumano tanta energia. Per il raffreddamento di queste strutture di Data Center viene fatta un enorme dispendio di acqua dolce.

Una banale conversazione tra l’utente e IA consuma in media 2 litri di acqua dolce, fabbisogno giornaliero umano per la corretta idratazione nella “dieta mediterranea” piramide di salute.

L’efficienza idrica dei Data Center diventa fondamentale a mano a mano che si ripetono siccità e ondate di calore. Un uso idrico efficiente diventa fondamentale poiché caldo e siccità estremi possono mettere a dura prova sia i sistemi di raffreddamento sia le reti elettriche a cui essi si affidano causandone la totale inefficienza.

Il 22 Marzo 2024 si è celebrato il “World Water Day”

Questa ricorrenza annuale istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 intende celebrare l’acqua e sostenere il raggiungimento dell’obiettivo di uno sviluppo planetario sostenibile con l’obiettivo entro il 2030 di avere acqua e servizi igienici per tutti(Goal6).

Il tema scelto quest’anno dalle Nazioni Unite è stato “Sfruttare l’acqua per la pace”, in linea con il Rapporto mondiale sullo sviluppo delle risorse idriche 2024 intitolato “L’acqua per la prosperità e la pace”.

Il richiamo alla pace dato al secondo elemento, pone la sua importanza per il perseguimento del bene dell’intera comunità, unendo i disallineamenti geografici dati dalle guerre.

Una certa idea di Italia

Acqua vuol dire competitività, nel nostro Paese grazie al lavoro di preziose istituzioni governative e non, ed al prezioso lavoro del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, viene fornito un focus tematico annuale multi-fonte che propone risultati provenienti da diverse indagini, elaborazioni ed analisi, offrendo una lettura integrata del fenomeno con riferimento agli aspetti legati al territorio ed alla popolazione.

Report annuale dell’Istat

Secondo l’Istat, il nostro Paese nel 2022 rimane nell’UE il primo consumatore della risorsa. Nell’intero 2022 sono stati prelevati circa 9 mila (milioni di metri cubi), circa 200 litri di acqua al giorno per individuo con perdite idriche nella distribuzione pari al 42%.

Il maggior prelievo di acqua per uso potabile è avvenuto nel distretto idrografico del Fiume Po dove è stata prelevata circa il 30% del totale nazionale. Segue la zona dell’Appennino meridionale con il 25% del volume nazionale. I volumi regionali passano da 110 litri per abitante al giorno per la Puglia ai 2.100 litri al giorno del Molise.

L’erogazione più elevata nei comuni del Nord e nei capoluoghi, nel Nord-ovest la media giornaliera è di 250 litri al giorno. Le isole erogano il minore volume di acqua con 180 litri giornalieri.

Il prelievo maggiore deriva dal sottosuolo (pozzi, sorgenti), il restante da acque superficiali (bacini artificiali, corso d’acqua superficiale e lago naturale). Ad integrazione e circa lo 0.1% deriva dal prelievo di acque marine, soprattutto in Sicilia e nelle sue isole minori. Sono tuttavia persistenti delle perdite idriche nella fase di distribuzione, circa 3.5 miliardi di metri cubi di perdite sul totale del 43% dell’acqua erogata, confermando la completa inefficienza di molte reti di distribuzione.

Si stima che il totale delle perdite soddisferebbe le esigenze idriche per il 75% del fabbisogno annuale. L’acqua depurata rimane nettamente superiore all’acqua potabile erogata, con l’esercizio di circa 18.000 impianti di depurazione delle acque reflue urbane. Gran parte dell’acqua che confluisce nei depuratori viene processata con un trattamento avanzato che consente il successivo riutilizzo dell’acqua per l’agricoltura e l’industria. Per quanto attiene alle lamentele sulla irregolarità nell’erogazione dell’acqua nel Mezzogiorno si sono registrate le maggiori incidenze. Questa disputa interessa circa 2.5 milioni di famiglie soprattutto gli abitanti di Calabria e Sicilia.

Comunicato Stampa dell’Ispra

La disponibilità di risorsa idrica nell’anno 2023 conferma il trend negativo registrato da diversi anni in Italia. Nel nostro Paese la disponibilità di risorsa idrica per l’anno 2023 è stimata in 110 miliardi di metri cubi, a fronte di un valore di precipitazione totale di 280 miliardi di metri cubi.

Il 2023 ha fatto registrare una riduzione a livello nazionale di circa il 20% della disponibilità rispetto alla media annua dello stesso lungo periodo 1951–2023, risultato dell’effetto combinato di un deficit di precipitazioni e di un incremento dei volumi idrici di evaporazione diretta dagli specchi d’acqua e dal terreno.

Su scala temporale annuale gli studi effettuati dall’Ispra da tempo evidenziano un aumento della frequenza di accadimento di condizioni di siccità estrema e della percentuale del territorio italiano soggetto a tali condizioni. In linea generale, la siccità ha continuato a caratterizzare tutto il 2023 con condizioni di siccità estrema e severa.

Attualmente, l’Italia è caratterizzata da quattro diverse condizioni di severità idrica in Sicilia, in Sardegna, nei distretti dell’Appennino Centrale e dell’Appennino Meridionale. I dati definitivi provenienti dal reporting alla Commissione Ue dei Piani di Gestione delle Acque di gestione della Direttiva Acque consentono di fornire alcuni elementi di riflessione.

I corpi idrici superficiali ossia i fiumi, laghi, acque marino-costiere e di transizione, su un totale di 7.800 corpi idrici, il 40% è in stato ecologico buono o superiore, mentre il 70% è in stato chimico buono. I Corpi idrici sotterranei su un totale di 1.000 corpi idrici, l’80% è in stato quantitativo buono, mentre il 70% è in stato chimico buono. Il 60% del campione di corpi idrici superficiali analizzato non subisce deterioramento, a fronte di un 15% di corpi idrici che peggiora il suo stato ecologico. Per quanto riguarda il campione dei corpi idrici sotterranei, si riscontra un miglioramento dello stato quantitativo tanto quanto la percentuale di corpi idrici che hanno subito un peggioramento.

Negli ultimi anni abbiamo sperimentato una serie di periodi siccitosi sempre più frequenti che rappresentano una sfida con cui dovremo confrontarci anche nel prossimo futuro. Questa situazione metterà inevitabilmente a rischio sia la quantità che la qualità delle risorse idriche a disposizione dell’umanità, rendendo urgente un cambiamento accelerato nel modo in cui gestiamo questa risorsa preziosa.

Accelerazione particolarmente cruciale nell’area del Mediterraneo, identificata come un hotspot globale dei cambiamenti climatici. Qui, i regimi termo-pluviometrici stanno subendo modifiche rapide e significative, così come il livello medio del mare, influenzando di conseguenza la disponibilità delle risorse idriche superficiali e sotterranee.

E’ previsto che il riscaldamento medio nella regione supererà la media globale e che entro il 2050 la domanda di acqua raddoppierà o addirittura triplicherà per via sia dell’incremento demografico che come discusso per via dello sviluppo di tecnologie emergenti.

Occorre rispondere nell’immediatezza all’emergenza idrica avviando un lavoro di pianificazione e creazione di una strategia per la transizione ecologica dell’acqua. La gestione delle risorse idriche deve essere riformata in modo integrato e sistematico, ponendola al centro di piani di adattamento che devono essere congiunti alle azioni di mitigazione necessarie per contrastare il cambiamento climatico.

Dunque una certa idea di Italia è opportuna?

Probabilmente si, questa è una fase di ingenti investimenti europei che necessitano di essere utilizzati in programmi di lungo termine. La creazione di nuove strutture potrebbe essere contemperata solo dopo la messa a pieno regime di quelle esistenti. Ad esempio nuovi invasi, potrebbero essere doppiamente utili in regioni dove la prolungata siccità e temporali funesti possono causare inondazioni e frane per via della scarsa tenuta dei terreni. Qui un maggiore monitoraggio satellitare può essere di accordo ai nuovi progetti. Per il resto del Paese occorre collaudare quelli in via di avvio e autorizzare programmi di manutenzione.

Quanto attiene agli impianti di desalinizzazione è utile utilizzarli e garantirne la completa efficienza nelle isole minori ma per il resto del Paese non è una soluzione sostenibile sia sotto l’aspetto economico che ambientale.

Quello che è il dato più importante riguarda le perdite sulla distribuzione della rete idrica dove con investimenti mirati si può cercare di recuperare una buona fetta del 40% di acqua dolce dispersa.

Infine un sistema di recupero delle acque meteoriche da installare sugli edifici delle città potrebbe far recuperare ingenti quantità di acqua utilizzabile per usi non alimentari come nell’irrigazione dell’importante settore agroalimentare italiano.

Nel celebre libro Le figlie del fuoco di Gérard de Nerval l’autore ebbe a dire: “Tutte le acque erano dolci per gli Egizi, ma in particolare modo quella attinta dal fiume, emanazione di Osiride”.

Riverbera il termine acqua nella società odierna quale elemento indissolubile tra la natura, il pianeta e la vita della nostra stessa specie, lega, unisce ed è utile al nostro progresso allo stesso tempo. Agendo per tempo potremmo invece dar l’esempio a chi lungimirante non è contribuendo alla stabilizzazione collettiva, “sfruttando l’acqua per la pace”.

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