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Vi spiego il significato dell’istituzione della figura del Veterano. Parla Perego di Cremnago

Due le qualifiche onorifiche istituite dal ministero per riconoscere il merito di chi ha servito il Paese in uniforme e una data simbolica, quella dell’11 novembre, per ricordare chi ha dedicato la propria vita al servizio del Paese. L’intervista di Formiche.net al sottosegratario alla Difesa, Matteo Perego di Cremnago, sul significato di questa iniziativa che punta a rafforzare il legame tra cittadini e Forze armate

Il 24 febbraio, con la firma del relativo Decreto da parte del ministro della Difesa, Guido Crosetto, sono state istituite le qualifiche di “Veterano della Difesa” e “Veterano delle Missioni Internazionali” e una giornata nazionale del Veterano, l’11 novembre. Tali onorificenze puntano non solo a riconoscere il valore del servizio prestato al Paese da parte di donne e uomini in uniforme, ma anche ad avvicinare il mondo civile a quello militare nel costruire una Cultura nazionale della Difesa. Per saperne di più, Formiche.net ne ha parlato con Matteo Perego di Cremnago, sottosegretario di Stato alla Difesa.

Sottosegretario, il Decreto ridefinisce la figura del Veterano. Qual è l’obiettivo principale della misura e quali benefici si prevede di offrire a coloro che riceveranno questo riconoscimento?

L’obiettivo principale di questo Decreto è quello di dare il giusto riconoscimento a chi ha servito il Paese con onore, indipendentemente dal fatto che abbia riportato traumi fisici o psichici invalidanti derivanti da attività operative. Per troppo tempo infatti, il concetto di Veterano è stato associato esclusivamente a chi ha subito traumi in servizio escludendo chi, invece, ha contribuito alla sicurezza e alla difesa della nazione con dedizione e sacrificio. L’intento è quindi quello di valorizzare il ruolo di tutti coloro che hanno dedicato la loro vita al servizio del Paese, in Italia e nelle missioni internazionali, con coraggio, lealtà e abnegazione. Il riconoscimento si traduce in un titolo onorifico, nell’istituzione di una giornata ufficiale e di medaglie al merito, strumenti fondamentali per dare dignità e visibilità ai nostri eroi.

L’11 novembre è stata designata come Giornata ufficiale per la celebrazione del Veterano. Qual è il significato di questa data e quali iniziative sono previste in questa occasione?

L’11 novembre è una data simbolica e ricca di significato, riconosciuta a livello internazionale come il giorno dedicato ai Veterani. È il giorno in cui, nel 1918, si concluse la Prima Guerra Mondiale, e da allora molti paesi lo celebrano per onorare il sacrificio e l’impegno dei propri connazionali. Riconoscere il valore del servizio e dare un tributo ufficiale a chi si è speso per il Paese significa anche onorare la memoria collettiva di chi si è speso per giustizia e libertà. Durante questa giornata, le iniziative avranno l’obiettivo di rafforzare il rispetto per chi ha servito e serve in armi la nazione. È un momento di riflessione collettiva, un’occasione per ringraziare chi ha dedicato la propria vita alla nostra difesa e sicurezza, e il nostro benessere.

Il Decreto prevede l’istituzione di Medaglie al merito per i Veterani della Difesa e per i Veterani delle Missioni Internazionali. Qual è la differenza tra le due figure?

Le due onorificenze riconoscono le diverse esperienze di servizio. La Medaglia al merito di “Veterano della Difesa” è destinata al personale che ha servito per almeno venticinque anni con onore e mantenendo un comportamento esemplare. Si tratta di un riconoscimento per il lungo e meritorio servizio prestato alla nazione. Dall’altro lato, la Medaglia al merito di “Veterano delle Missioni Internazionali”, è riservata a coloro che, oltre a possedere i requisiti del Veterano della Difesa, hanno preso parte ad almeno una missione fuori dal territorio nazionale. Questa distinzione valorizza il sacrificio e l’impegno di chi ha operato in contesti internazionali, spesso in condizioni difficili, contribuendo alla sicurezza internazionale e al mantenimento della pace.

Si può dire che il Decreto abbia anche una finalità culturale nel suo voler sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto al lavoro svolto da chi serve nelle Forze armate. C’è bisogno di una nuova sensibilità nell’opinione pubblica verso i militari?

Assolutamente sì. Questo Decreto non è solo un atto normativo, ma un segnale culturale forte. Troppo spesso il servizio del nostro personale in divisa non riceve il meritato riconoscimento che, invece, è doveroso da parte di tutti i cittadini. Senza Difesa e Sicurezza non ci può essere crescita e benessere. Questo è fondamentale comprenderlo. C’è bisogno di una nuova sensibilità, di una maggiore consapevolezza da parte dell’opinione pubblica del ruolo essenziale che le Forze armate svolgono ogni giorno non solo nella difesa della nazione, ma anche per la pace e la sicurezza internazionale. Diffondere una Cultura della Difesa significa anche costruire un ponte tra la comunità in divisa e la società civile, nel rispetto e nella riconoscenza per chi veste l’uniforme. Coinvolgere gli studenti nella progettazione delle medaglie è un esempio concreto di questo concetto nei confronti delle nuove generazioni. Riconoscere il ruolo dei Veterani significa riconoscere la storia, l’identità e il valore del nostro Paese. Non è solo un atto dovuto, ma un dovere morale che ci riguarda tutti.


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