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Dei cannoni per sparare i data center in orbita lunare. Ecco la nuova idea di Musk

Musk torna a spingere il confine un passo più in là e immagina data center lanciati dalla Luna con dei cannoni elettromagnetici. Si tratta del progetto Terafab, che nasce dalla convinzione che, sulla Terra, lo spazio (e soprattutto l’energia) a disposizione stiano finendo. La visione è tanto ambiziosa quanto controversa e i dubbi sulla sua effettiva fattibilità rimangono. Ma non sarebbe la prima volta che il patron di SpaceX si lancia in un’impresa considerata folle dai più

Il make in India è un’opportunità per le imprese italiane. Poggipolini spiega perché

L’India punta a rafforzare la propria industria e a indigenizzare la produzione, ma ha bisogno di partner internazionali capaci di fornire a Nuova Delhi il know-how e le capacità per farlo. In questo contesto Poggipolini, azienda bolognese specializzata nella componentistica aeronautica critica, ha acquisito la maggioranza Aero Fasteners, società indiana che vanta collaborazioni con i principali stakeholder del subcontinente. Al centro dell’operazione, un modello win-win in grado di sostenere lo sviluppo locale e di diversificare gli investimenti. L’intervista di Airpress a Michele Poggipolini

Oltre l’operazione Leonardo-Idv. Cos’è un Oem e perché oggi è importante

Con l’acquisizione di Iveco defense vehicles per 1,7 miliardi di euro, Leonardo è passata da fornitore e integratore a Original equipment manufacturer nel settore terrestre. È una distinzione che, con i tempi che corrono, fa molta differenza

Sulla militarizzazione spaziale gli Stati Uniti fanno sul serio

La Space Force sta riscrivendo il modo in cui gli Stati Uniti pensano e preparano la guerra nello spazio. Dall’orbita bassa fino allo spazio cislunare, Washington si muove per presidiare il prossimo high ground strategico. Mentre la competizione con la Cina prende forma, l’Europa resta ai margini di una trasformazione che promette di ridefinire gli equilibri militari globali

Anduril incassa un appalto da 20 miliardi per la difesa Usa. Ecco perché è importante

L’US Army ha assegnato ad Anduril un contratto decennale da 20 miliardi di dollari per integrare la piattaforma software Lattice nelle proprie reti operative. È la conferma che il modello dei grandi contractor storici della difesa è sotto pressione strutturale. La nuova generazione di appaltatori, cresciuta nella Silicon Valley e costruita attorno all’intelligenza artificiale, si muove più velocemente, con margini più alti e una capacità di innovazione che i colossi tradizionali faticano a replicare. La domanda non è più se i neoprime cambieranno l’industria della difesa, ma quanto ci metteranno a farlo

La lezione di Epic Fury. La superiorità tecnologica da sola non basta 

Nel Golfo si sta assistendo a una verifica impietosa dei presupposti su cui l’Occidente ha costruito la propria dottrina militare negli ultimi trent’anni. La superiorità tecnologica regge sul piano qualitativo, ma non su quello della sostenibilità. L’Iran produce droni a decine di migliaia, mentre gli Stati Uniti acquistano meno di sessantacinque missili Tomahawk all’anno. Il risultato è un’asimmetria produttiva che favorisce chi punta sulla massa e sul logoramento. La lezione che emerge dall’operazione Epic Fury non è nuova nella storia militare, ma è urgente sul piano strategico: senza capacità industriale adeguata, anche l’arsenale più avanzato del mondo può essere inutile

Cosa sta succedendo in Polonia riguardo i fondi europei per il riarmo? Tutti i dettagli

Il presidente polacco ha posto il veto su una legge che avrebbe permesso a Varsavia di accedere a 43,7 miliardi di euro del fondo europeo Safe per la difesa, la quota più grande tra tutti i Paesi Ue. Il governo Tusk ha risposto con una riunione d’emergenza e la promessa di trovare strade alternative. Dietro allo scontro c’è una frattura istituzionale profonda tra un esecutivo filoeuropeo e una presidenza vicina ai nazionalisti del Pis, con le elezioni del 2027 già in vista

Dalla difesa alla sicurezza globale. Cosa c’è nel piano industriale di Leonardo

Leonardo ha presentato oggi il piano industriale più ambizioso della sua storia. Cingolani promette ricavi quasi raddoppiati, sinergie con i gruppi europei, un portafoglio che abbraccia ogni dominio operativo e una trasversalità pressoché totale delle tecnologie dipendenti. Su tutto, la scommessa del Michelangelo Dome, che verrà testato direttamente in Ucraina

Quali lezioni dal Golfo per le Forze aeree occidentali. Parla il gen. Goretti

Il conflitto nel Golfo sta riportando il dominio aereo al centro del dibattito strategico, ma mette anche in luce nuove vulnerabilità operative. Pesano l’impiego massivo di droni e munizioni circuitanti, lo squilibrio economico tra attaccante e difensore e l’emergere di tecnologie non cinetiche destinate a cambiare il modo in cui si combatte nei cieli. Sullo sfondo, le scelte industriali, l’integrazione europea della difesa aerea e le implicazioni per le Forze armate italiane. L’intervista di Airpress al generale Luca Goretti, già capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare

L’arsenale della democrazia rischia di svuotarsi. L’allarme di JPMorgan

Gli Stati Uniti stanno affrontando un momento critico per la loro industria della difesa. Il modello sviluppato dopo la Guerra fredda mostra limiti evidenti, dalla concentrazione dei produttori alla riduzione della forza lavoro e dei fornitori. In un contesto di competizione globale con Cina e alleati più autonomi, l’innovazione tecnologica e la capacità produttiva devono trovare un nuovo equilibrio. Le conclusioni del nuovo report di JPMorgan sull’industria della difesa statunitense

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