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A Roma i leader di Uk, Turchia e Usa. Ecco l’agenda Meloni secondo Coratella

Re Carlo, Erdogan e Vance attesi a Roma nei prossimi giorni. Secondo Teresa Coratella, vicedirettrice dell’ufficio romano dell’Ecfr, l’agenda internazionale della presidente Meloni appare chiaramente finalizzata a ritagliare per l’Italia un ruolo di rilievo e a mantenere nel pensiero strategico nazionale partner considerati essenziali per gli interessi economici e politici del Paese. “Tuttavia, quel che serve in questo momento di grave crisi politica e securitaria dell’Ue, è anche una strategia che guardi al lungo periodo, di cui a beneficiarne non sarà solo Bruxelles, ma Roma stessa”

Nel mese di aprile, Roma si prepara ad accogliere una serie di visite internazionali di alto profilo che riflettono le crescenti ambizioni dell’Italia sulla scena globale sotto la guida del governo di Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio ospiterà tre figure chiave della politica internazionale: Re Carlo III del Regno Unito, il capo di Stato turco, Recep Tayyip Erdoğan, e il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance.

Dal 7 al 10 aprile, Re Carlo III, accompagnato dalla Regina Camilla, sarà in visita di Stato presso la Santa Sede e l’Italia. Un momento storico è atteso con il suo intervento davanti a una sessione congiunta del Parlamento italiano: sarà infatti il primo monarca britannico a rivolgersi alle Camere riunite, un gesto carico di valore simbolico e diplomatico. Roma e Londra seguono un percorso comune dettato formalmente dalla congiunzione strategica sul Gcap, ma che trova sia in ambiti geostrategici come il Mediterraneo che nella visione comune sulle nuove tecnologie dei punti di contatto.

A seguire, il 16 e 17 aprile, si terrà nella capitale un vertice intergovernativo tra Italia e Turchia, con la partecipazione del presidente Erdoğan. L’incontro rafforzerà il dialogo bilaterale in un momento in cui Ankara ha un ruolo sempre più influente nelle dinamiche mediterranee e nella regione euroasiatica. L’interconnessione strategico-industriale e geopolitica è profonda e Roma è uno dei punti di contatto europei per Ankara – che vive una stagione complessa dovuta anche alle derive autoritarie governative.

Infine, tra il 18 e il 20 aprile (date ancora in attesa di conferma ufficiale), è prevista la visita del vicepresidente statunitense JD Vance. La sua presenza segnerebbe un ulteriore passo nella strategia di consolidamento dell’asse transatlantico da parte del governo italiano. Roma e Washington rivendicano continuità di vedute e il governo Meloni cerca di dipingersi come “ponte” nel rapporto tra Unione Europea e Stati Uniti che si sta rimodellando sotto l’impulso dell’amministrazione Trump.

Secondo Teresa Coratella, vicedirettrice dell’ufficio romano dello European Council on Foreign Relations, l’agenda internazionale della presidente Meloni appare chiaramente finalizzata a ritagliare per l’Italia un ruolo di rilievo e a mantenere nel pensiero strategico nazionale partner considerati essenziali per gli interessi economici e politici del Paese.

“Tuttavia, questo piano d’azione manca di un’importante cornice, l’Europa: tali sforzi bilaterali, non dovrebbero aver luogo ignorando l’inquadramento all’interno delle priorità e della strategia dell’Ue come attore chiave”, spiega Coratella a Decode39. “Per l’Italia, come membro Ue e G7, è importante lavorare affinché tali iniziative rafforzino non solo l’Italia e le relative relazioni politico-economiche, ma l’intero sistema europeo”.

Secondo l’esperta del think tank paneuropeo, Roma cerca successi e raggiungimento di obiettivi settoriali ed immediati. “Tale approccio potrebbe anche funzionare. Tuttavia, quel che serve in questo momento di grave crisi politica e securitaria dell’Ue, è anche una strategia che guardi al lungo periodo, di cui a beneficiarne non sarà solo Bruxelles, ma Roma stessa”.


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