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L’Italia nomina l’ambasciatore Talò come inviato per Imec

Francesco Talò, ex consigliere diplomatico presso l’Ufficio del Primo Ministro, è il primo inviato speciale italiano per il Corridoio India-Medio Oriente-Europa (Imec). Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato la decisione mercoledì, prima della sua visita ufficiale a Nuova Delhi la prossima settimana. Formentini (Lega): “L’Italia, con i suoi interessi nevralgici in quelle aree, deve esserne protagonista, e la nomina di Talò, a cui va un immenso in bocca al lupo, ci porta sulla strada giusta”

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato oggi, durante il question time alla Camera, la nomina dell’ambasciatore Francesco Maria Talò come inviato speciale italiano per il corridoio India-Medio Oriente-Europa (Imec). La designazione arriva a pochi giorni dalla visita ufficiale dello stesso Tajani a New Delhi, in programma il 10 e 11 aprile, e rappresenta un chiaro segnale della volontà italiana di assumere un ruolo di primo piano all’interno di uno dei più ambiziosi progetti infrastrutturali e geopolitici dell’area indo-mediterranea.

Sostenuto da Stati Uniti, India, paesi del Golfo e Unione Europea, Imec mira a collegare l’Asia meridionale all’Europa attraverso il Medio Oriente e il Mediterraneo, passando per infrastrutture strategiche come il porto di Trieste. La nomina di Talò – figura di altissimo profilo della diplomazia italiana – rafforza il posizionamento dell’Italia nel progetto e risponde a una risoluzione parlamentare approvata nel 2024, che indicava la necessità di individuare un rappresentante con mandato speciale dedicato al dossier.

Diplomatico di lungo corso, Talò ha maturato esperienze che lo rendono particolarmente adatto al ruolo. È stato consigliere diplomatico della presidente del Consiglio Giorgia Meloni dal 2022 e, prima ancora, ambasciatore italiano presso la Nato a Bruxelles, incarico tarmite il quale ha seguito da vicino i dossier più delicati sulla difesa europea. In passato ha rappresentato l’Italia in Israele, Pakistan, Afghanistan, Sud America e Stati Uniti, dove ha lavorato anche come console a New York e presso la rappresentanza permanente all’Onu. Esperto di sicurezza cibernetica e relazioni transatlantiche, ha anche diretto la partecipazione italiana alla Conferenza Osce sulla lotta all’antisemitismo. La sua nomina conferma la volontà del governo di affidare la guida diplomatica su Imec a una figura di comprovata esperienza e rete internazionale.

Il progetto Imec si inserisce infatti in un contesto di crescenti convergenze tra India, Medio Oriente e Mediterraneo. “È un’infrastruttura fondamentale, non solo per le sue implicazioni economiche, ma per il suo significato strategico”, spiega Paolo Formentini, vicepresidente della Commissione Esteri della Camera, motore dell’iniziativa parlamentare per costruire la strategia italiana nell’Indo-Pacifico e nell’Indo-Mediterraneo . “Il valore politico di Imec – ha spiegato a Formiche.net – è quello di tenere insieme India, Golfo e Medio Oriente nel quadro dell’azione occidentale. L’Italia, con i suoi interessi nevralgici in quelle aree, deve esserne protagonista, e la nomina di Talò, a cui va un immenso in bocca al lupo, ci porta sulla strada giusta”.

Formentini, ricordando in aula il ruolo cruciale del porto di Trieste, ha anche ragionato sul valore che esso può rappresentare per collegare Imec alla Three Seas Initiatitive, l’infrastruttura geopolitica tra Baltico, Mar Nero e Adriatico, che grazie all’hub italiano potrebbe dunque connettersi con l’Indo-Mediterraneo.

In questo quadro si colloca anche la missione del ministro Tajani a New Delhi, dove parteciperà all’Italy-India Business, Science and Technology Forum, co-organizzato da Maeci, Ice e Confindustria. L’evento riunirà istituzioni e imprese dei due Paesi, con quattro tavole rotonde tematiche dedicate a Industria 4.0, infrastrutture, transizione verde e tecnologie avanzate. È prevista anche una sessione dedicata all’innovazione, con la partecipazione di fondi di venture capital, incubatori e start-up.

La nomina di Talò permette all’Italia di presentarsi all’appuntamento indiano con una figura autorevole, capace di coordinare le priorità economiche, tecnologiche e strategiche della nuova architettura Imec, in un momento in cui il corridoio viene percepito da Washington e da Bruxelles come risposta concreta alla Belt and Road cinese. Un incarico che, al netto della sua natura temporanea, si inserisce nella visione di lungo periodo del governo italiano su Indo-Pacifico e Mediterraneo allargato.


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