Convergenza militare, sguardo allo Spazio e idea di libertà. Sono i tre punti di convergenza che, in questo momento incendiario, possono aiutare a spegnere le fiamme divampate nel rapporto tra Stati Uniti ed Europa. È tempo dei pompieri. Il commento di Roberto Arditti
Proprio nel momento della più forte tensione commerciale tra le due rive dell’Atlantico, vale la pena spendere una parola (e anche più di una) per riaffermare un concetto fondamentale: Stati Uniti ed Europa hanno interessi geopolitici convergenti che sono strutturalmente in grado di consentire il superamento di questo passaggio difficile. Ciò è vero quale che sia l’amministrazione a Washington ed è vero comunque si articoli il puzzle delle cancellerie europee.
Ma come si fa a dimostrare credibilmente quanto appena sostenuto? Adesso ci proviamo scegliendo tre ambiti strategici in questa fase storica assai turbolenta.
Innanzitutto, c’è un tema di omogeneità nelle attività connesse agli apparati militari, attività che, è ben ricordarlo, estendono la loro influenza anche in vastissimi ambiti civili. Da questo punto di vista, l’Europa deve certamente fare molto per razionalizzare le proprie spese, ma è fuori discussione il fatto che l’esistenza della Nato (la cui messa in discussione è pura follia) rende palese la necessità di dialogo permanente e sincero tra tutti i membri dell’alleanza. Anzi, possiamo dire molto di più: da decenni le forze armate dei Paesi che compongono l’alleanza hanno sviluppato procedure comuni, procedure che rappresentano la più significativa garanzia di sicurezza per quella che è, tutti gli effetti, la più potente coalizione militare del pianeta. Va anche detto che questo aspetto non si può limitare a considerare l’esistente, poiché dal 2022 è in atto un percorso di avvicinamento di nazioni come il Giappone, la Corea del sud, l’Australia, la Nuova Zelanda ed altri, segno molto preciso del fatto che le democrazie cercano in ogni modo di coordinare le proprie attività di difesa.
Questa logica può essere tranquillamente estesa ad un secondo ambito, destinato a diventare sempre più decisivo negli anni avvenire. Si tratta delle attività nello Spazio, che nei prossimi anni vedranno, prima sulla Luna e poi sul pianeta Marte, gli effetti degli impressionanti progressi tecnologici ormai disponibili sia nelle agenzie spaziali nazionali o sovranazionali (Nasa e Esa), sia nei protagonisti privati della “corsa allo Spazio”. Essendo le implicazioni di tutto quanto riguarda lo Spazio semplicemente incredibili, dobbiamo sapere sin d’ora che quella sta già diventando la più furibonda battaglia di potere a livello planetario, battaglia di potere nella quale tutte le potenze emergenti vanno costruendo organizzazioni in grado di giocare da protagonista. Quindi, tanto per fare un esempio, è bene capire che è un’avventura imprenditoriale come quella messa in piedi da Elon Musk deve essere considerata patrimonio decisivo per l’Occidente nel suo insieme, mettendo da parte (deve fare qualche passo avanti anche lui stesso) vicende legate a contrapposizioni politiche che sono minuzie rispetto alle enormità delle questioni da affrontare.
C’è, infine un terzo tema, che per molti versi andrebbe affrontato per primo. Ruota intorno ad una parola tanto semplice quanto gigantesca. Questa parola è libertà, asse portante della nostra idea occidentale della vita, delle relazioni personali, dell’attività economica, dello scontro politico. Nessuna contrapposizione momentanea di carattere commerciale o di altro genere può superare la comunanza di visione che c’è tra Europa e Stati Uniti, anche se persino il concetto di libertà è soggetto ad evoluzione nel tempo.
Adesso che l’incendio è scoppiato, è opportuno auspicare l’intervento di saggi ed operosi pompieri.