Skip to main content

Weber parla e Tajani conferma. I popolari sono l’architrave dell’Ue

Il numero uno del Partito popolare europeo intervenendo al Consiglio nazionale di Forza Italia ribadisce l’assunto che pace e sicurezza sono le due facce della stessa medaglia, l’una difende l’altra, ha sottolineato. Per Tajani, l’Europa è sotto attacco e vanno immaginare alternative praticabili e soprattutto strategie che ne sciolgano i nodi

Non è stato solo il consiglio nazionale di Forza Italia, al Palazzo dei Congressi di Roma si è manifestata l’occasione per tracciare una linea programmatica e valoriale e capire come far camminare la nuova Ue. Dazi, Ucraina, difesa, competitività, commercio: alla presenza del numero uno del Ppe, Manfred Weber, sono stati toccati praticamente tutti i temi con al centro del ragionamento la capacità del governo italiano di essere determinante nelle future (e presenti) scelte. Lo ha detto Weber e lo ha ribadito Antonio Tajani che l’Europa è sotto attacco: per cui vanno immaginare alternative praticabili e soprattutto strategie che sciolgano i nodi.

Proteggere l’Europa

Punto di partenza l’attacco all’Ue. La pace è il termine da cui Weber parte, sia citando Silvio Berlusconi sia abbracciando una riflessione complessiva su Ue e Nato: “Silvio sapeva quanto fosse urgente proteggere l’Europa, e il Ppe è per la pace. Abbiamo unito l’Europa dopo la seconda guerra mondiale. De Gasperi aveva le lacrime agli occhi quando la Francia respinse la Comunità europea di Difesa, la prima idea per unire l’Europa. I nostri padri di centrodestra e cristiano-democratici, qualche anno dopo la fine della Seconda guerra mondiale, hanno avuto l’idea di creare un’Unione per la difesa europea. E noi come Ppe, come cristiano-democratici, non accetteremo lezioni di pace dai populisti e dalla sinistra. Sappiamo meglio di chiunque altro cosa fare in queste questioni”. Il numero uno del Partito popolare europeo intervenendo al Consiglio nazionale di Forza Italia ribadisce l’assunto che pace e sicurezza sono le due facce della stessa medaglia, l’una difende l’altra – ha sottolineato. “Voglio essere chiaro, siamo anche al fianco della Nato: gli americani sono i nostri grandi alleati, non c’è dubbio. Sappiamo quanto sia importante. La nostra libertà è nata sulle coste della Normandia e della Sicilia, grazie ai coraggiosi soldati americani. La nostra unione di difesa deve essere il pilastro europeo di una Nato forte e rafforzata. È ciò in cui crediamo, e gli 800 miliardi di oggi sono il primo grande passo”.

Dove andrà l’Europa al tempo del riarmo

Ma dove andare da domani in poi? Secondo Weber serve costruire un’architettura di sicurezza duratura in Europa, tramite una strategia intelligente. “Aziende come Leonardo, Airbus e Saab dovrebbero unire le forze sulla difesa missilistica, i droni, la difesa aerea e la tecnologia satellitare. Questa è una grande opportunità per Paesi come l’Italia, con una solida base produttiva sul territorio. Dobbiamo garantire che i soldi dei contribuenti europei vengano spesi per le armi europee in Europa, e non capisco perché alcuni politici italiani non vedano l’opportunità di una forte industria della difesa italiana”.

Il secondo punto trattato è l’attacco che viene portato contro l’Europa da parte dell’estrema destra e dell’estrema sinistra, soggetti che puntano a smantellare tutto quello che è stato costruito. “Dicono di voler porre fine alla guerra ma distruggono la credibilità dell’Europa facendo i burattini di Putin. Parlano di fermare gli scafisti ma votano contro Frontex, contro le frontiere sicure. Dicono di voler rendere l’Europa di nuovo grande ma indeboliscono la nostra industria e la difesa, rendendo l’Europa fragile di fronte a Cina e Russia. I populisti si oppongono a tutto, ma non propongono nulla. Non offrono nessuna visione a voi, ai vostri figli, per la vostra città, per il vostro lavoro o per il vostro futuro”.

Il centrosinistra è finito

Non poteva mancare un riferimento ai dazi: per Weber il commercio è più importante che mai “anche per la nostra sicurezza in Europa in questo momento e quando si tratta degli Stati Uniti, solo un’Europa unita può resistere ai dazi di Trump. Bisogna raggiungere un accordo basato sul commercio equo, e non sulla paura del commercio”. Passaggio che si lega alla chiusa di Tajani, secondo cui in Ue il centrosinistra è finito, dal momento che i socialisti italiani in gran parte ormai votano per Forza Italia, “perché i socialisti che storicamente sono stati, soprattutto sotto la guida di Bettino Craxi, fortemente anticomunisti, non gradiscono una politica di estrema sinistra, una politica grillina, quindi credo che noi dovremmo anche recuperare gli altri amici socialisti perché possono venire a votare per Forza Italia che è una grande forza garantista e riformista, credo che questo sia il ragionamento giusto da fare”. Un’arma in più per il governo Meloni che guarda alla seconda parte della legislatura costruendo già da oggi il bis


×

Iscriviti alla newsletter