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Il quantum computing è la prossima rivoluzione industriale. Parla Pistoia (IonQ Italia)

La corsa per proteggere i dati di oggi dagli hacker di domani calcolo quantistico crittografia

“Quando un Paese comincia a progettare e costruire computer quantistici — non semplicemente a usarli — stimola una catena industriale completamente nuova: materiali avanzati, microfabbricazione, sensoristica, cybersecurity, farmaceutica, energia, finanza, logistica, mobilità, e molto altro”, spiega in una intervista a Formiche.net il ceo di IonQ Italia, che aprirà la prima sede a Roma

IonQ ha deciso di aprire la propria filiale in Italia, più precisamente a Roma. Una decisione che può cambiare il ruolo del nostro Paese, dando un impulso all’industria nazionale ma anche aumentando il peso a livello internazionale. Formiche.net ne ha parlato con Marco Pistoia, appena nominato ceo di IonQ Italia.

In che modo il quantum computing può aiutare l’Italia a diventare un hub tecnologico europeo e per l’area del Mediterraneo?

Il quantum computing rappresenta la prossima rivoluzione industriale. Con la creazione di IonQ Italia, di cui ho l’onore di essere stato nominato ceo, stiamo compiendo un passo strategico che può trasformare profondamente il ruolo dell’Italia nello scenario globale. Guidati dalla visione del nostro ceo e chairman globale, Niccolò de Masi, abbiamo scelto di non aprire un semplice ufficio commerciale, ma di fondare in Italia una vera e propria filiale tecnologica. IonQ Italia sarà un centro dove si sviluppano, progettano e costruiscono tecnologie quantistiche di frontiera: hardware quantistico, algoritmi, applicazioni, quantum networking, quantum-safe cryptography e quantum sensing. Roma è la nostra scelta naturale: è il cuore politico, economico e geografico del Paese. Da qui vogliamo contribuire a costruire quello che Niccolò ed io chiamiamo il Rinascimento Quantistico Italiano: un ecosistema capace di riportare in Italia talenti che erano emigrati, attrarne di nuovi, e posizionare il Paese come snodo essenziale dell’innovazione europea e mediterranea.

Che impulso può dare il quantum computing alla nostra industria?

Un impulso straordinario. La tecnologia quantistica non è un miglioramento incrementale: è un cambiamento di paradigma. Quando un Paese comincia a progettare e costruire computer quantistici — non semplicemente a usarli — stimola una catena industriale completamente nuova: materiali avanzati, microfabbricazione, sensoristica, cybersecurity, farmaceutica, energia, finanza, logistica, mobilità, e molto altro. IonQ è oggi l’unica industria quantistica al mondo che possiede una piattaforma completa che include tutte le tecnologie quantistiche: quantum computing, quantum networking, quantum cryptography e quantum sensing. In ognuna di queste discipline, IonQ è il leader mondiale.

Ci faccia un esempio.

Il quantum computer di IonQ è quello in cui quantum bits, o “qubits,” hanno la più alta fedeltà e il più alto fattore di scalabilità. Portare lo sviluppo di questa piattaforma in Italia significa dare alle imprese, università e organizzazioni governative italiane un accesso privilegiato alla tecnologia più avanzata al mondo.

Qual è l’obiettivo di IonQ Italia?

IonQ Italia non è stata creata semplicemente per importare e vendere tecnologie sviluppate in America. Al contrario, IonQ Italia lavorerà direttamente con università, industrie e istituzioni italiane per co-sviluppare applicazioni concrete e di valore immediato, come testimoniato dal fatto che inizieremo con l’assumere almeno 100 persone tra ricercatori, ingegneri e sviluppatori. Questo accelererà la produttività, l’innovazione e soprattutto la capacità delle aziende italiane di competere sul piano globale. In questo modo, IonQ Italia darà un forte contributo alla svolta quantistica su tutto il territorio nazionale ad ogni livello: dalle scuole e università alle industrie e alle organizzazioni governative.

Non è però solo una questione industriale. Dentro c’è anche la sicurezza. Quali minacce siamo chiamati ad affrontare e cosa il quantum computer può fare in questo senso?

La sicurezza è uno dei pilastri della tecnologia quantistica ed è anche una necessità. I futuri computer quantistici renderanno vulnerabili molti sistemi crittografici classici, e questo pone sfide enormi per governi, imprese e cittadini. Tuttavia, allo stesso tempo, la tecnologia quantistica offre le soluzioni più avanzate al mondo per costruire sicurezza “post-quantum,” cioè resistente al quantum computing. IonQ ha sviluppato la piattaforma più avanzata dell’industria proprio in questo campo, e possiede tecnologie leader mondiali per quantum key distribution (QKD), quantum-safe cryptography, quantum-secure networking. La QKD, in particolare, è oggi l’unico protocollo crittografico per la distribuzione delle chiavi crittografiche ad essere matematicamente sicuro, perché la sua sicurezza non si basa su ipotesi matematiche o problemi difficili da risolvere, bensì su leggi fisiche fondamentali, come il principio di indeterminazione. Questo fa sì che qualsiasi tentativo di intercettare una chiave crittografica possa essere istantaneamente scoperto e debellato. Nessun algoritmo classico offre questa importantissima proprietà. Con IonQ Italia, vogliamo portare questa tecnologia nel cuore delle infrastrutture italiane, in collaborazione con università, governi e industrie strategiche. La sicurezza nazionale, nella prossima decade, sarà quantistica.

Dietro la scelta di aprire IonQ Italia a Roma c’è stato anche il governo italiano. Come si sta comportando Palazzo Chigi in tema di IA e tecnologie quantistiche?

Il governo italiano sta dimostrando un livello di visione e tempestività che va riconosciuto con chiarezza. La pubblicazione nel 2025 della “Strategia Italiana per le Tecnologie Quantistiche” è un segnale forte: il Paese ha finalmente colto il carattere urgente e il valore strategico che queste tecnologie avranno nei prossimi 10–20 anni. Ora dobbiamo fare il passo successivo: trasformare la strategia in azioni concrete. Servono programmi educativi nelle scuole e nelle università, fondi per la ricerca e per le imprese, incentivi alla collaborazione tra pubblico, privato e università, ed infrastrutture per sperimentazione e produzione. IonQ Italia vuole essere un partner attivo di questo processo. La nostra presenza a Roma non è simbolica: è operativa e strategica. Vogliamo contribuire, insieme al governo, a costruire la leadership quantistica italiana ed europea.

Grazie al quantum computing l’Italia può davvero diventare un ponte tra USA e UE grazie al suo approccio di mezzo sull’IA?

Sì, e lo dico non solo da scienziato, ma da qualcuno che ha lavorato ventotto anni negli Stati Uniti e conosce bene entrambe le culture. L’Italia ha una posizione unica: è tecnicamente competente, culturalmente aperta e strategicamente credibile sia per Washington sia per Bruxelles. Con l’arrivo di IonQ Italia, questo ruolo può diventare ancora più forte. Noi portiamo in Italia sviluppo di nuova tecnologia, investimenti diretti, creazione di competenze avanzate, ed un’infrastruttura quantistica completa. Al tempo stesso, collaboriamo con università e industrie europee. L’Italia può diventare un ponte tecnologico, un laboratorio aperto dove Stati Uniti e Unione Europea trovano un terreno comune per far progredire IA e quantum in modo responsabile, sicuro e trasparente.

Cosa si porterà dalla sua esperienza in JPMorgan e, più in generale, dagli Stati Uniti?

Porto tre elementi chiave. La prima è la cultura dell’innovazione radicale. In America ho imparato che l’innovazione non è un progetto, è un ambiente. È la capacità di un team di muoversi velocemente, di accettare il rischio e di inseguire obiettivi che sembrano impossibili. Mi porto inoltre l’arte di costruire team di eccellenza. In JPMorganChase ho avuto il privilegio di creare da zero e guidare una delle migliori squadre di quantum computing del pianeta. Quell’esperienza mi ha insegnato che la tecnologia più avanzata nasce solo quando si mettono insieme scienziati di talento, con visione e umiltà.
Da ultimo, la certezza che l’Italia può essere protagonista. Dopo ventotto anni negli Stati Uniti torno con una convinzione profonda: l’Italia non deve e non può essere un follower. L’Italia deve essere un leader. Con la creazione di IonQ Italia, vogliamo dimostrare che il Paese ha il talento, la creatività e la visione per guidare il Rinascimento Quantistico mondiale.


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