La premier Meloni vuole che l’Italia sia un ponte tra l’Europa e il resto del mondo, e per questo è importante anche che l’Imec abbia successo, spiega Rizzo (Acus) su [Over]views, dove Decode39 analizza sfide e opportunità della politica estera italiana
“Il successo del corridoio Imec potrebbe essere trasformativo, approfondendo la connettività tra l’Europa e altre regioni.” Con questa valutazione, Rachel Rizzo, Senior Fellow dell’Atlantic Council, colloca l’India-Middle East-Europe Economic Corridor tra i progetti più strategici della fase geopolitica attuale, soprattutto per quei Paesi europei che intendono diversificare catene del valore, rotte commerciali e alleanze politiche.
Proprio questa cornice analitica, tratta da [Over]views (la rubrica di approfondimento di Decode39 curata da Valbona Zeneli), aiuta a leggere ciò che sta accadendo in Italia. Dalla primavera in avanti, Roma ha rilanciato l’impegno per aver un ruolo centrale nel progetto con passaggi come la nomina di un inviato speciale (l’ambasciatore Francesco Maria Talò) oppure il recente avvio dei lavori dell’intergruppo parlamentare creato alla Camera dei Deputati. La presenza diplomatica internazionale di primo livello alla conferenza stampa per il lancio del “gruppo di amicizia”, insolita per un’iniziativa parlamentare, segnala un interesse crescente e un’alta attenzione anche fuori dall’Italia per quello che l’Italia sta facendo. Ossia, trattare Imec non come un semplice progetto infrastrutturale, ma come una piattaforma strategica che tocca sicurezza marittima, integrazione euro-atlantica e proiezione verso l’Indo-Pacifico attraverso l’Indo-Mediterraneo.
Questa dinamica si aggancia in modo naturale all’analisi di lungo periodo che Rizzo dedica al rapporto Italia-India. Nella sua lettura, dopo il ritiro dall’adesione alla Belt and Road Initiative nel 2023, “l’Italia sta aumentando il suo coinvolgimento nella più ampia regione dell’Indo-Pacifico”. Ed è qui che appunto si colloca uno dei passaggi più significativi della politica estera italiana recente: il rafforzamento della relazione con Nuova Delhi.
Secondo Rizzo, si tratta di un percorso accelerato dalla sintonia personale tra Giorgia Meloni e Narendra Modi — i leader si sono incontrati sei volte dall’insediamento della premier italiana — ma fondato soprattutto su un salto di qualità strutturale: “Oltre alla diplomazia personale, le due parti stanno portando alcuni aspetti del rapporto a un livello superiore.”
A testimoniarlo è il Joint Strategic Action Plan del novembre 2024, che ha formalizzato una cooperazione rafforzata su dialogo politico, investimenti, difesa, supply chain e connettività. Un piano che sta già producendo risultati concreti: Rizzo ricorda che nel novembre 2025 “un Aerospace Roadshow ha coinvolto tredici aziende italiane e toccato città come Hyderabad, Bangalore e New Delhi”, segnale della crescente integrazione industriale e tecnologica tra i due Paesi.
In questo contesto, Imec rappresenta per l’Italia più di un dossier infrastrutturale: è un moltiplicatore strategico. Rizzo osserva che “l’ambizione della premier Meloni di fare dell’Italia un ponte tra l’Europa e altre parti del mondo” rende naturale per Roma puntare sul successo del corridoio. E aggiunge un elemento europeo: la partnership Italia-India potrebbe contribuire a plasmare l’approccio dell’Unione Europea nella costruzione di nuove alleanze al di fuori del tradizionale perimetro transatlantico.
Il quadro che ne emerge è duplice: da un lato l’Italia vede in Imec una leva per rafforzare il proprio ruolo in quello che la presidente del Consiglio ha definito in alcune occasioni il “Mediterraneo Globale” e nella competizione tra corridoi internazionali; dall’altro, il crescente rapporto con l’India — economico, politico e strategico — si intreccia con la possibilità di diventare uno degli snodi europei del progetto.
La combinazione di analisi geopolitica e mobilitazione interna – sia sul lato privato che istituzionale – suggerisce che Roma considera Imec una piattaforma su cui costruire un nuovo posizionamento internazionale. E la convergenza tra la lettura di Rizzo e i movimenti diplomatici e parlamentari italiani indica che l’Italia intende giocare questa partita fino in fondo. Da aggiungere, una considerazione di una fonte del mondo finanziario che opera nel settore della logistica: “Ciò che si muove attorno a Imec è attrattivo per gli investimenti, al punto che si stanno già strutturando a strumenti specifici che coinvolgono attori di vari Paesi ed estrazioni’, spiega in via confidenziale e “senza rilevare altro per non bruciare le tappe” (ossia opportunità di business).
















