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Bruxelles approva la seconda tranche dei fondi Safe. Anche l’Italia tra i beneficiari

Luce verde da Bruxelles per la seconda tranche di finanziamenti legati al pacchetto Security action for Europe. Tra i Paesi che beneficeranno di un finanziamento complessivo di 75 miliardi di euro figura anche l’Italia, a conferma del pieno coinvolgimento di Roma negli sforzi di rafforzamento delle difese europee

La Commissione europea ha formalmente approvato la seconda tranche di finanziamenti nell’ambito del pacchetto Safe (Security Action for Europe), lo strumento da 150 miliardi di euro in prestiti garantiti dalla Commissione concepito per sostenere gli investimenti congiunti nella difesa e nell’industria militare dell’Unione. A confermarlo è il commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius, in un post su X. Tra gli otto Paesi che beneficeranno di questa nuova ondata di risorse, pari a 75 miliardi di euro, figura anche l’Italia, confermando la sua partecipazione alla più ampia iniziativa di rafforzamento della prontezza operativa europea.

Nella sua prima fase operativa, Safe ha già visto la Commissione approvare piani nazionali di investimento per un valore complessivo di circa 38 miliardi di euro destinati a otto Stati membri (Belgio, Bulgaria, Danimarca, Spagna, Cipro, Croazia, Portogallo e Romania), con i primi fondi attesi in arrivo dal marzo 2026. La seconda tranche, deliberata ora dal collegio dei Commissari, estende l’accesso alle risorse ad altri Stati richiedenti, includendo l’Italia tra i beneficiari. 

Cos’è e come funziona Safe

L’iniziativa Safe è stata adottata dal Consiglio dell’Unione europea come elemento centrale del piano ReArm Europe – Readiness 2030, con l’obiettivo di permettere ai governi nazionali di accedere a prestiti a lungo termine, a condizioni favorevoli, per finanziare spese per la difesa attraverso appalti e programmi comuni.  

Dal punto di vista operativo, i prestiti concessi nell’ambito di Safe dovrebbero agevolare l’acquisto congiunto di mezzi e tecnologie nei campi più sensibili: dalle munizioni ai sistemi d’arma di precisione, dalla difesa cibernetica a piattaforme integrate di comando e controllo. La logica di fondo è quella di superare la tradizionale segmentazione degli acquisti nazionali per raggiungere livelli di interoperabilità più elevati, riducendo al contempo i costi unitari attraverso commesse di maggiore scala e durata. 

I prossimi passi

Secondo quanto comunicato da Kubilius, la Commissione continuerà a lavorare per accelerare l’esame delle richieste e sbloccare ulteriori tranche del Safe, in linea con l’elevata domanda emersa dai governi dell’Unione. Il commissario europeo ha definito il pacchetto “una risposta storica alle esigenze di cooperazione e modernizzazione delle capacità difensive”.

 


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