L’imprenditore colombiano è stato rimosso dall’incarico come ministro dell’Industria e della Produzione Nazionale. Resta ancora come viceministra per la Comunicazione internazionale la moglie romana Camilla Fabri. I conti in sospeso dei due anche con la giustizia italiana
Rimpasto nel regime chavista. La nuova leader, Delcy Rodriguez, ha deciso la rimozione di alcuni personaggi chiave del gabinetto, tra cui l’imprenditore colombiano, Alex Saab, fino a pochi giorni fa ministro dell’Industria e Produzione Nazionale. Saab è considerato dal Dipartimento del Tesoro americano il prestanome di Nicolas Maduro e su di lui pendono diverse condanne per riciclaggio ed evasione fiscale.
Saab sarebbe l’uomo finanziario più attivo del regime. È accusato di essere la mente dietro gli affari che usavano come facciata la vendita di cibo dei programmi alimentari di sussidi chiamati Clap, lo scambio di petrolio per mais e acqua e il movimento di navi petrolifere per evadere le sanzioni imposte dagli Stati Uniti.
Per questi e altri reati è stato arrestato a giugno del 2020 a Capo Verde, quando era in attesa di un aereo privato che l’avrebbe portato in Iran. Nel 2021 si è presentato davanti ad un tribunale a Miami, ma non è stato condannato perché due anni dopo ha fatto parte di uno scambio di prigionieri negoziato tra il regime di Maduro e il governo americano nell’ambito di uno dei tanti tavoli di negoziati con l’opposizione venezuelana.
Il ritorno di Saab in Venezuela è stato molto pubblicizzato. Per il regime, è uno degli “eroi sequestrati” dell’impero nordamericano. Rientrato in Venezuela è stato messo alla guida del ministero dell’Industria e della Produzione Nazionale e di tutte le importazioni e le esportazioni del Venezuela al fronte del Centro Internazionale di Investimenti Produttivi.
Ma con l’intervento del governo di Donald Trump la favola eroica di Saab sembra essere all’epilogo. Delcy Rodriguez ha detto che l’imprenditore avrà nuove responsabilità nel suo governo, ma non ha fornito dettagli. Al suo posto è stato nominato il militare di basso profilo, Luis Antonio Villegas Ramírez.
Saab è rimasto in silenzio queste settimane dopo l’arresto di Maduro. La sua situazione davanti alla giustizia potrebbe complicarsi, anche se sarebbe protetto dall’accordo di indulto sottoscritto da Biden. Alcuni fonti sostengono che la gestione di Saab per riattivare circa 300 aziende, grazie ad accordi tra pubblico e privato, e l’arrivo di investitori internazionali, lo mette in buona luce davanti all’amministrazione Trump.
Resta invece, per ora, come viceministra per la Comunicazione internazionale la moglie romana Camilla Fabri. L’ex modella ed ex commessa è molto attiva sui social anche a favore della liberazione del suo presidente Nicolas Maduro e la moglie Cilia Flores. Un paio di settimane fa, Fabri e Saab hanno patteggiato pene di un anno e due mesi e un anno e sette mesi per riciclaggio.
La coppia era accusata di avere organizzato e diretto “un’associazione allo scopo di schermare, attraverso l’utilizzo di prestanome, le numerose società estere gestite da Alex Naim, o comunque a costui riconducibili, e di trasferire sui conti correnti di tali società e dai conti correnti di tali società, in modo da rendere difficile l’identificazione, le enormi somme di denaro provento dei delitti di corruzione, appropriazione indebita di fondi pubblici e riciclaggio commessi da Saab Moran Alex Naim in territorio estero”. Nell’inchiesta della Procura di Roma c’è un appartamento in via Condotti e numerosi quadri (qui l’articolo di Formiche.net) che però ha portato ad una rete di riciclaggio tra Dubai, Mosca, Caracas e Roma.
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