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Cipro, doppia morte sospetta. Il caso Panov e l’ombra dello spionaggio russo

Una spia e un oligarca trovati senza vita nelle stesse ore riaccendolo il dibattito sul ruolo geopolitico di Nicosia, player attivo su vari fronti: il gas, alla luce dei nuovi mega giacimenti scoperti; la difesa dal momento che stanno per iniziare i lavori della nuova base per sommergibili; la politica, per il 2026 è presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea

La morte del 47enne Anton Panov, un impiegato dell’ambasciata russa a Nicosia, si sta trasformando in un thriller internazionale, sia perché l’uomo secondo la stampa locale e internazionale non era un semplice addetto diplomatico, sia perché Cipro assieme a Grecia e Israele ha da poco deciso di cambiare il proprio profilo militare e geopolitico, attirando varie attenzioni. Panov non è morto da solo, nelle stesse ore sull’isola è stato trovato senza vita l’oligarca del potassio Vladislav Baumgartner.

SOLO UN CRITTOGRAFO?

I fatti riportano che il corpo dell’uomo è stato rinvenuto lo scorso 12 gennaio, ufficialmente per suicidio. Su blog e siti però circolano varie ipotesi circa il destino dell’uomo che, sempre secondo alcune ricostruzioni, sarebbe un crittografo. Potrebbe essere stato vittima di una frode immobiliare oppure di un’azione di spionaggio? Le indagini proseguono in tutte le direzioni, anche perché il curriculum dell’uomo lo impone. Secondo quanto pubblicato da The Insider, Panov aveva prestato servizio nell’FSB e dell’SVR dopo aver studiato presso il dipartimento di Tecnologie dell’Informazione e Sistemi di Comunicazione Speciali presso la filiale dell’Accademia FSO nella città di Voronezh (al confine con l’Ucraina). Dopo la laurea e la specializzazione in crittografia, passò all’impiego presso il Centro di Controllo Nazionale dell’FSB “Atlas” e in seguito la promozione al ministero degli Esteri. Secondo fonti citate dal ministero russo, Panov sarebbe stato assunto al ministero degli Esteri in seguito alle azioni di Ilya Sosnovsky, assistente del leader del partito LDPR, Leonid Slutsky, noto per i suoi legami con i servizi segreti.

L’OLIGARCA DEL POTASSIO

Si tratta della seconda morte sospetta in pochi giorni a Cipro: trovato senza vita anche l’oligarca russo di 56 anni Vladislav Baumgartner. Si tratta dell’ex Ceo di Uralkali, diventato famoso nel 2013, quando fu arrestato a Minsk per ordine del leader bielorusso Alexander Lukashenko durante la cosiddetta “guerra del potassio”. Era scomparso l’8 gennaio quando, in una zona marittima di Cipro, aveva praticato un’arrampicata su roccia nonostante forti venti. Ma il giorno della scomparsa di Baumgartner coincide anche con la morte Panov, che secondo gli investigatori, era collegato ai servizi di sicurezza.

C’è anche un terzo indizio: lo stesso giorno a Cipro è scoppiato uno scandalo di corruzione dopo la diffusione di un audio carpito in occasione di una riunione di alti funzionari che discutevano di piani di corruzione, tra cui l’aiuto ai russi per aggirare le sanzioni europee. Ciò ha causato le dimissioni del capo dell’amministrazione presidenziale di Cipro, Charalampos Charalambous.

IL RUOLO DI CIPRO

La presenza russa Cipro non è una novità degli ultimi anni, ma una consuetudine sia alla luce della peculiare posizione geografica dell’isola (più vicina all’Anatolia che all’Europa), sia per via del volume di affari prodotto in loco tramite una serie di società, come emerso in occasione della crisi bancaria del 2013, causata dall’eccessiva esposizione delle banche cipriote ai titoli di stato greci e dall’afflusso di depositi esteri soprattutto russi. Ma dall’avvio della guerra in Ucraina, complice il rafforzamento delle relazioni tra Nicosia e Bruxelles, il sistema di alleanze cipriota ha mutato orizzonti, posizionandosi in linea con Israele e Grecia essenzialmente a causa del dossier energetico. Se i giacimenti presenti a Cipro fossero sfruttati si accelererebbe il processo di indipendenza energetica europea dall’energia russa. Un eventuale gasdotto verso l’Ue assieme al Tap già in funzione renderebbe l’Ue molto più stabile per l’approvvigionamento di gas.

Cosa c’entra l’energia con questa morte? In linea retta nulla, ma il tema della geopolitica è strettamente connesso alla presenza sull’isola di una intensa attività di intelligence da parte di potenze straniere. Nicosia infatti è player attivo su vari fronti: il gas, alla luce dei nuovi mega giacimenti scoperti; la difesa dal momento che stanno per iniziare i lavori della nuova base per sommergibili; la politica, per il 2026 è presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea, un ruolo chiave.


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