Lo Stato democratico della West Coast, centro tecnologico dell’America, starebbe pensando a una patrimoniale per far pagare il 5% a chi possiede oltre 1 miliardo di dollari. Se la misura dovesse passare, i grandi del settore tech dovrebbero pagare somme ingenti. Il che li spinge verso posti dove sono più tutelati. L’esodo d’altronde è già in corso
Tra le Big Tech, l’unica che sembra accogliere l’ultima proposta del governo della California sembra essere Nvidia. “Abbiamo scelto di vivere nella Silicon Valley. Qualunque tassa vogliano applicare, così sia”, afferma a Bloomberg Television il ceo Jensen Huang. Lo Stato sulla West Coast vorrebbe introdurre una sorta di patrimoniale. A tutti i cittadini che vantano un patrimonio di oltre 1 miliardo di dollari verrebbe richiesto di pagare il 5% sui propri beni. Con quei soldi verranno finanziati progetti statali, come quelli legati all’istruzione e alla sanità. Prima però devono essere raccolte circa 970.000 firme affinché la misura venga inserita nelle elezioni statali. Il voto è in programma a novembre e, se la proposta dovesse superare tutti le fasi necessarie e poi essere approvata, entrerà in vigore dal 2027 con effetto retroattivo. Il tempo massimo per pagare la tassa è di cinque anni.
Il governatore democratico Gavin Newsom intende sfruttare la presenza massiccia di miliardari sul suo territorio per racimolare fondi e riequilibrare la situazione tra i suoi cittadini. Ma la misura, promossa dalla Service Employees International Union-United Healthcare Workers West, non piace a tutti.
Se Huang si è detto “assolutamente d’accordo” a pagare una cifra che si aggira sui 7 miliardi di dollari (il suo patrimonio si aggira sui 159 miliardi) c’è chi storce il naso. Ufficialmente nessuno sembra essersi opposto all’idea, ma basta scorrere nel recente passato per individuare chi può essere contrario. Tra questi figurano certamente Larry Page, co-fondatore di Google, Peter Thiel, il padre di Palantir, e David Sacks, zar dell’intelligenza artificiale e delle criptovalute nell’amministrazione di Donald Trump. Tutti loro sposano la visione del presidente, che preferirebbe far lavorare in pace le proprie aziende tecnologiche. E infatti avevano già espresso la loro volontà di trasferirsi altrove. Sempre in posti caldi, ma sull’altra costa e dove governano i repubblicani, che mai metterebbero una tassa sul reddito. In altre parole: Texas e Florida.
A spostarsi nel Lone Star State sono stati Joe Lonsdale, altro fondatore di Palantir che abita ad Austin da cinque anni, e Micheal Dell, fondatore dell’omonima società che produce strumenti elettronici. Anche Larry Ellisson, ex amministratore delegato di Oracle, si era mosso verso il Texas, trasferendo lì la sede centrale della sua azienda. Per non parlare di Elon Musk, che dopo aver trasferito X dalla California al Texas starebbe pensando di fare lo stesso con SpaceX, per via delle leggi di Newsom.
Proprio il primo dell’anno, Sacks si era aggiunto al gruppo ufficializzando di aver portato la sua Craft Ventures in Texas nella certezza che “come risposta al socialismo, Miami sostituirà New York come capitale finanziaria e Austin sostituirà San Francisco come capitale tecnologica”. Se la prima previsione è difficile che possa concretizzarsi, per la seconda c’è già qualche possibilità in più – ovviamente, non nell’immediato.
Il prossimo a muoversi potrebbe essere Page, che secondo il New York Times potrebbe lasciare Palo Alto per spostarsi in Florida entro la fine dell’anno e per il Wall Street Journal avrebbe già acquistato due case a Miami. Verrebbe seguito da Thiel, che a fine anno ha aperto un ufficio della sua società Thiel Capital nella metropoli della Florida, dove ha un’abitazione da diversi anni.
Questo solo per citare i nomi più importanti del settore tecnologico americano. Se dovessero agire, tanti altri investitori potrebbero seguire il loro esempio. Ro Khanna, rappresentante della California che sostiene l’introduzione di una patrimoniale, è certa che l’esodo non si verificherà. Una sicurezza che nasce dalla grande presenza di talenti e strumenti che vanta il suo Stato. Deve augurarsi che sia davvero così.














