Il fattore geopolitico è stato senza dubbio un acceleratore che ha determinato la scelta del governo di dotarsi di una agenzia ad hoc per una serie di ragioni di merito. Geopolitica, sicurezza e acque sono quindi intrecciate nella consapevolezza che elementi come cyber sicurezza, interconnessione di cavi sottomarini, infrastrutture energetiche sono pezzi dello stesso puzzle che vanno analizzati e gestiti con strumenti innovativi
Il settore sottomarino nazionale cambia pelle e con il via libera al ddl Frjia (che colma un vuoto normativo) si apre la strada ad una fase del tutto nuova, in virtù della nascita dell’Agenzia per la sicurezza delle attività subacquee. Dalla Camera ieri è arrivato il sì dopo il voto favorevole dato dal Senato nel luglio scorso. Come è noto, la dimensione subacquea è diventata assolutamente strategica nella stessa misura dello spazio, vista la presenza di energia, dati e infrastrutture critiche. Per questa ragione verranno monitorati spazi subacquei, protette le infrastrutture strategiche (energetiche e di comunicazione) e regolamentati i lavori. Il tutto in coordinamento con la cooperazione internazionale ed europea, con il ministero degli Affari esteri e delle infrastrutture e dei trasporti.
RUOLO E COMPETENZE DELL’AGENZIA
Prevenire, attenuare o eliminare pericoli gravi e imminenti al territorio nazionale è un altro aspetto nevralgico dell’Agenzia, che al contempo darà l’autorizzazione alla navigazione in immersione dei sommergibili civili battenti bandiera diversa da quella italiana, segnalerà eventuali interferenze tra attività subacquee, provvederà ad un percorso di formazione e di conoscenza multidisciplinare dell’ambiente subacqueo anche tramite il coinvolgimento del settore privato, di istituzioni, enti e organismi di altri Paesi per la partecipazione dell’Italia a programmi sulla dimensione subacquea. La cabina di regia organizzativa sarà a cura della Presidenza del Consiglio, che di fatto bypassa sovrapposizioni tra amministrazioni.
A La Spezia il governo Meloni ha istituito nel 2023 il Polo Nazionale della Dimensione Subacquea, ovvero la risposta del Sistema Paese per promuovere e coordinare le sinergie delle diverse eccellenze nazionali nel settore. Uno strumento che nelle intenzioni punta a rafforzare la cooperazione fra le strutture nazionali pubbliche e private con tre obiettivi: potenziare la ricerca tecnico-scientifica e l’innovazione tecnologica; perseguire l’incremento della competitività dell’industria nazionale; tutelare la proprietà intellettuale.
IL FATTORE GEOPOLITICO
Il fattore geopolitico è stato senza subbio un acceleratore che ha determinato la scelta del governo di dotarsi di una agenzia ad hoc per una serie di ragioni di merito. Geopolitica, sicurezza e acque sono sempre più intrecciate nella consapevolezza che elementi come cyber sicurezza, interconnessione di cavi sottomarini, infrastrutture energetiche rappresentano pezzi dello stesso puzzle che vanno analizzati e gestiti con strumenti innovativi. Il dominio subacqueo implica una presa (politica e geopolitica) di coscienza non solo sull’economia e le attività marine ad essa connesse, ma abbraccia le risorse sottomarine, le relative infrastrutture e le relazioni con alleati e player esterni.
Ad esempio l’Italia a questa voce è un soggetto ben presente nel mare nostrum: si pensi a Unitirreno, una delle infrastrutture di rete esistenti più importanti, che consta di un cavo sottomarino di nuova generazione da mille chilometri tra Sicilia e Liguria: di fatto rappresenta il primo sistema Open Cable nel bacino mediterraneo. Una infrastruttura moderna e funzionale che, tra le altre cose, va adeguatamente protetta per la sensibilità dei “prodotti” trasportati, ovvero il transito dati/Internet tra Europa, Africa e Medio Oriente. Un altro cavo sensibile è il BlueMed di Sparkle che collega l’Italia con diversi Paesi che si affacciano sul Mediterraneo fino alla Giordania ed è parte dei sistemi di cavi sottomarini Blue & Raman, realizzati in collaborazione con Google. Si tratta di fibre che assicurano connettività ad alta velocità tra Europa, Medio Oriente e Africa. In Italia, precisamente in Puglia, giunge il gasdotto Tap che porta il gas dall’Azerbaigian, via Grecia e Albania. L’Algeria è collegata all’Italia tramite il gasdotto il Transmed che trasporta gas naturale fino Mazara del Vallo.
















