Un anno lacerato da guerre e divisioni, in un quadro geopolitico incerto, si è chiuso nel dolore con la tragedia di Crans-Montana. Il 2026 potrà ritrovare forza vitale nell’autenticità del cuore?
Addio al 2025. Un anno lacerato da guerre e divisioni, in un quadro geopolitico incerto, si è chiuso nel dolore con la tragedia di Crans-Montana. Passioni, valori e sogni infranti di giovanissimi e il devastante strazio delle famiglie non possono lasciare indifferenti.
Un anno nero per le donne. Oltre 80 uccise, per una violenza che, in un quadro normativo sempre più stringente, ha ora un nome e un’identità, con la legge sul reato autonomo di femminicidio, punito con l’ergastolo. E, per la prima volta, su richiesta della rettrice de La Sapienza, un ateneo è parte civile, nel processo per l’omicidio di Ilaria Sula, per una consapevolezza, non solo giuridica, che la violenza sulle donne non è un fatto privato ma riguarda la società e la formazione.
Cresce la determinazione delle donne, in Italia e nel mondo, sempre più unite nelle battaglie per i diritti. In Iran, duemila atlete hanno corso senza velo la maratona di Kish, in un contesto repressivo del dissenso che, dopo la morte di Mahsa Amini, secondo le Nazioni Unite, ha procurato la morte di oltre 500 persone. Linguaggio simbolico silenzioso ma potente per un percorso ancora lungo e che non deve fermarsi. Per le donne ai vertici nel lavoro, il 2025 sembrerebbe un anno da record, almeno nei numeri. Ma la loro presenza resta minata da pregiudizi e stereotipi, in una cultura di maternità e cura e dinamiche diseguali di potere, e cala la fiducia nella leadership femminile, secondo una recente ricerca.
“Il bello è grazia e bontà, perfezione estetica e morale”, affermava Papa Francesco, il papa di tutti che ha lasciato la vita terrena consegnando alla società messaggi di una fede che va ben oltre il credo religioso. Il 2025 sembra aver cancellato anche il senso della bellezza, con la scomparsa di figure iconiche che interrogano su relazioni, femminilità, seduzione lasciando il vuoto di un mondo nutrito da sentimenti, passioni, desideri, non sostituito da qualcosa di comparabile. Per ciascuno, ogni nuovo anno è tempo di bilanci e di buoni propositi.
“Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi”, afferma Cesare Pavese. Quegli istanti che non hanno fatto rumore, nella gioia come nella sofferenza, quei ricordi che restano nella memoria e sono in grado di orientare la scia del futuro. La felicità sembra sempre appartenere al domani. La vita considerata bella non è quella già vissuta, è quella ancora sconosciuta, aperta a speranze e illusioni, richiamata, dall’Ottocento, nell’opera leopardiana “Dialogo di un venditore d i almanacchi e di un passeggere”.
La realtà cambia continuamente le sue regole e i suoi obiettivi mentre, secondo le neuroscienze, il cervello si adopera per ridurre le incertezze della vita. Una diversità che, tuttavia, diventa anche luogo per scegliere, tagliare, orientarsi senza perdersi. Forse, la bellezza e la ricchezza dell’esistere sono proprio lì, nell’imprevisto e nell’imprevedibile, per un cambiamento possibile? Quali propositi, dunque, per l’anno appena iniziato?
Il domani intimorisce. Una prevalente stanchezza dell’anima sembra aver rallentato ogni cosa e opacizzato progetti e desideri. Bisogna trovare nuove strade per aprire orizzonti e rianimare la vita.“Portatori di libertà, perdonati e dispensatori di perdono”, secondo l’esortazione di papa Leone XIV nella giornata mondiale della pace che ha aperto il 2026. Personaggio dell’anno della Treccani, “per aver improntato il pontificato a valori fondamentali dell’esperienza cristiana, come sobrietà, misura e ascolto. Parsimonioso di presenza e di parole”, secondo la motivazione dell’enciclopedia italiana. Laura Mattarella, scelta per la prima copertina Vogue 2026, è interprete di un delicato ruolo nella grazia, la gentilezza, la spontaneità. Una discrezione che esprime sensibilità e vicinanza più di ogni parola.
Nella velocità di una prospettiva che, tra potenzialità e rischi, sembra stridere con individui inariditi e incerti, la rivista Time elegge, invece, come “persona dell’anno”, gli “architetti dell’intelligenza artificiale”, sancendo la fine del mito di solitarie conquiste. Per una normalità che è la vera forza di cambiamento, il 2025 di Alley Oop del Sole 24 Ore premia, infine, le “eroine del quotidiano”. Il loro impatto “invisibile” rompe schemi e svela una forza silenziosa fatta di gesti e scelte in grado di creare valori, a partire dalle relazioni umane. L’amore amplifica e rigenera l’esistenza. Ed è la forza che rinasce dalla fragilità, il coraggio di essere se stessi. Fuggire dalla tentazione di giudicare, misurare, valutare ogni comportamento. Lasciare spazio al sorriso del cuore in connessione autentica con sé stessi e con gli altri. Non alla ricerca di consensi ma guardando avanti con responsabilità, a volte in solitudine.
Nel volto del Bambino nato, la fragilità diventa forza dell’umanità. La fragilità “chiede cura, invoca accoglienza, cerca mani capaci di tenerezza e menti disposte all’attenzione, desidera parole buone”, ha affermato Papa Leone invitando a non considerare la pace lontana e impossibile e a superare la logica aggressiva e la corsa al riarmo. Non è solo un monito spirituale. Significa coltivare la pace combattendo l’idea radicata di un nemico sempre presente in noi. In ogni giorno dell’anno. Un cammino impervio che deve partire dalle coscienze, attraverso processi individuali, formativi e sociali, contro ingiustizie e sopraffazioni. Senza distinzione di genere.
La più grande sfida di civiltà per un’umanità afflitta da circa sessanta guerre attive chiama in campo le donne. Una risoluzione Onu del 2000 “Donne, pace e sicurezza”, impegna la comunità internazionale alla partecipazione femminile nei processi di pace e nella prevenzione dei conflitti. Una risoluzione che non tralascia di evidenziare come, spesso, sia passato inosservato il loro impegno contro totalitarismo, colonialismo, imperialismo, discriminazione razziale e altre violazioni dei diritti umani. A distanza di venticinque anni, la realtà non è cambiata.
Le donne sono portatrici di pace, nella Storia, perché a loro è affidato il compito di dare la vita. La loro identità è fatta di relazione, la capacità di conoscenza è guidata da sentimenti, empatia. Nuovi neologismi come tornanza, droga degli zombie, affidopoli, allucinazione dell’intelligenza artificiale, keybox, pro-Pal, la qualunque, occhi spaccanti, sono entrati nell’uso comune del linguaggio del 2025 mentre è boom delle relazioni virtuali.
Ma è “Fiducia” è la parola dell’anno della Treccani, dopo “Rispetto” dello scorso anno. Una delle parole più cliccate dai giovani. “Risposta essenziale al diffuso bisogno di guardare al futuro con aspettative positive” spiega Treccani.
“Non rassegnatevi. Siate esigenti. Coraggiosi. Scegliete il vostro futuro. Sentitevi responsabili come la generazione che, ottant’anni fa, costruì l’Italia moderna”, ha affermato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella rivolgendosi ai giovani nel discorso di fine anno. Una fiducia da testimoniare, soprattutto, da parte degli adulti, con gesti e comportamenti concreti. Con amore e vicinanza. Una pratica quotidiana da costruire nelle relazioni.
Auguri per il nuovo anno!















