In fuga dal Venezuela, la Marinera, una petroliera sanzionata, più volte ribattezzata, oggi formalmente russa, è stata monitorata, seguita e fermata da forze statunitensi, britanniche ed europee in acque scozzesi. Tutti i dettagli
Una nave, nessuna e centomila
La Marinera non nasce russa. Come ricostruisce il Times, la petroliera ha cambiato nome e bandiera più volte. In precedenza, operava come Bella 1, con bandiera della Guyana, ed era impegnata nel trasporto di greggio venezuelano. Dopo un tentativo di intercettazione da parte della Guardia Costiera statunitense nel Mar dei Caraibi, la nave ha disattivato i sistemi di tracciamento ed è riapparsa in Atlantico con una nuova registrazione.
Secondo i dati citati dal quotidiano londinese, dal 2020 l’imbarcazione ha avuto sei nomi e cinque bandiere, incluse registrazioni considerate di comodo. Le informazioni di Kpler riportate dal Times indicano che nel 2024 avrebbe trasportato oltre sei milioni di barili di petrolio iraniano, spesso tramite trasferimenti in mare aperto, una pratica tipica delle reti che aggirano i regimi sanzionatori, in un contesto di totale coerenza con la metodologia russa riguardante l’utilizzo di flotte fantasma di petroliere formalmente straniere ma funzionali all’export energetico sotto sanzioni.
Battaglia navale
Secondo The i Paper, gli Stati Uniti inseguirebbero la Marinera dopo la sua fuga dal Venezuela, nel contesto del blocco navale imposto dall’amministrazione Trump. Il giornale riferisce dell’arrivo nel Regno Unito di assetti ad alta intensità, tra gunship AC-130, elicotteri MH-47G per operazioni speciali e numerosi voli C-17.
Gli open source flight data mostrano poi attività anomala tra Raf Mildenhall e Raf Fairford, mentre aerei P-8 e velivoli Nato monitorerebbero la rotta della petroliera verso le acque europee. The Times aggiunge che anche un Eurofighter britannico decollato da Raf Lossiemouth ha puntato l’area prima di sparire dai radar pubblici, mentre sorvoli di aerei britannici, francesi e irlandesi seguono la rotta della nave, diretta verso il Mare del Nord.
I nodi
Il tema centrale resta il diritto del mare. La Convenzione Onu garantisce il diritto di passaggio inoffensivo, ma vieta il cambio di bandiera durante la navigazione. Questo elemento alimenta l’interpretazione secondo cui la Marinera potrebbe essere considerata priva di nazionalità, quindi soggetta a sequestro.
Secondo il Times, la Marinera potrebbe dirigersi verso il Mare del Nord e successivamente verso Murmansk, trasformando la rotta in un vero e proprio banco di prova per l’Europa, sia per quanto riguarda la gestione delle flotte ombra, sia per le proprie capacità di deterrenza e controllo delle rotte lungo le proprie acque. Nel mentre, tra l’orientamento interventista Usa e gli approcci prudenti europei, la Marinera continua la sua rotta verso il Mare del Nord, mettendo a dura prova la credibilità dei regimi sanzionatori, il coordinamento transatlantico e il margine di manovra europea tra Washington e Mosca.
L’abbordaggio
Accompagnata da unità navali russe e da un sommergibile militare di Mosca, la Marinera è stata abbordata da unità statunitensi che, con probabile coinvolgimento e supporto britannico, hanno potuto avvicinarsi all’imbarcazione via elicottero per portare a termine l’operazione e prenderne il controllo.
















