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Un manager al servizio esclusivamente del Paese e della sua industria. Castellaneta ricorda Guarguaglini

Ricordare oggi l’operato di Pier Francesco Guarguaglini mi riporta in particolare agli anni della campagna americana, una fase complessa e decisiva. Fu anche grazie al suo impulso e alla sua determinazione che riuscimmo a ottenere risultati allora tutt’altro che scontati. Il ricordo dell’ambasciatore Giovanni Castellaneta

Pier Francesco Guarguaglini è stato un manager di rara qualità, capace di guidare Finmeccanica – oggi Leonardo – in una fase decisiva della sua crescita, portandola a confrontarsi ai massimi livelli della difesa italiana e internazionale, dal rafforzamento industriale agli investimenti in ricerca e innovazione.

Di lui conservo un ricordo fatto di stima sincera e di affetto. Era un uomo di intelligenza pronta, concreta, con il quale ho avuto l’onore di lavorare in momenti diversi e importanti: prima come consigliere diplomatico durante il Governo Berlusconi, poi come Ambasciatore a Washington e infine all’interno dello stesso Consiglio di amministrazione di Finmeccanica.

Ricordare oggi il suo operato mi riporta in particolare agli anni della campagna americana, una fase complessa e decisiva. Fu anche grazie al suo impulso e alla sua determinazione che riuscimmo a ottenere risultati allora tutt’altro che scontati: dalla vittoria nella gara per la fornitura dell’elicottero presidenziale AgustaWestland EH101, superando una concorrenza americana agguerrita, fino all’acquisizione della società statunitense DRS. Un passaggio che consentì a Finmeccanica di entrare a pieno titolo nel settore della difesa degli Stati Uniti, con ricadute importanti non solo sul piano economico, ma anche su quello strategico e industriale.

Al di là del manager, Pier Francesco era una persona modesta e un toscanaccio nel senso migliore del termine. Accanto a lui c’è sempre stata la moglie Marina, che ha sostenuto con forza e che egli ha difeso con fermezza in più di un’occasione dagli attacchi di cui fu bersaglio.

La sua scomparsa lascia un vuoto profondo, non solo nel mondo dell’industria, ma anche nel ricordo di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di lavorare con lui.


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