Concetto chiave espresso dal Capo dello Stato è la concretezza. Quella che il governo di Roma sta usando nelle sue relazioni con Abu Dhabi. Al centro del colloquio la cooperazione in settori trainanti come gli investimenti, la tecnologia avanzata, l’intelligenza artificiale e l’energia (senza dimenticare sanità e difesa). Non solo esportatore di tecnologia, l’Italia è diventata partner di sicurezza
Per la prima volta un Presidente della Repubblica italiano visita gli Emirati Arabi. La visita di Stato di Sergio Mattarella per due giorni Abu Dhabi e Dubai, accompagnato dal vice ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Edmondo Cirielli, racconta di un legame che sta prendendo sempre più la forma di una cooperazione intensa e costante, con Italia e Eau che stringono alleanze in vari campi con una consapevolezza geopolitica precisa: il Golfo e il governo di Giorgia Meloni hanno un ampio paniere di temi su cui dialogare, a maggior ragione in una fase internazionale dove lo sviluppo della cosiddetta Italia globale è un fenomeno su cui si stanno concentrando le attenzioni di molti players internazionali.
Come l’Italia guarda il Golfo
Concetto chiave espresso da Mattarella è la concretezza. Quella che Roma sta usando nelle sue relazioni con Abu Dhabi, a maggior ragione in una visita storica come questa. Al centro del colloquio tra i due Capi di Stato la cooperazione in settori trainanti come gli investimenti, la tecnologia avanzata, l’intelligenza artificiale e l’energia (senza dimenticare sanità e difesa). Non va dimenticato infatti che la firma dell’accordo di cooperazione nel settore della difesa tra Italia ed Emirati Arabi Uniti del febbraio 2025 a Roma ha aperto una fase del tutto nuova tra i due Paesi, con la volontà di operare insieme in una moltitudine di iniziative come formazione militare, esercitazioni congiunte, cooperazione industriale, ricerca, trasferimento tecnologico, supporto logistico. Accanto a ciò c’è la volontà emiratina di punta con forza sull’Italia, come dimostra l’annuncio di investimenti emiratini in Italia per decine di miliardi di dollari in energia, infrastrutture e tecnologia. Lo raccontano i numeri: nelle pagine di quell’accordo c’è la volontà di rafforzare il partenariato strategico con gli Emirati Arabi Uniti, siglando oltre 40 intese per circa 40 miliardi di dollari in investimenti.
Il programma
Il Presidente della Repubblica è stato ricevuto al Palazzo Qasr Al Shati dal Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sua Altezza Mohamed bin Zayed al Nahyan, che lo scorso febbraio è stato in visita al Quirinale. In precedenza aveva visitato la Grande Moschea per poi proseguire nel Museo Nazionale Zayed, nel cuore del Saadiyat Cultural District, dedicato alla figura del padre fondatore degli Emirati, Sheikh Zayed bin Sultan Al Nahyan; la Casa della Famiglia Abramitica, monumento simbolo dell’amicizia tra le fedi, dove sorgono la Chiesa di San Francesco d’Assisi, la Sinagoga Moses Ben Maimon e la Moschea Ahmed El-Tayeb e, quindi, il Museo Louvre di Abu Dhabi. Prima di partire per Dubai, il Presidente Mattarella incontrerà i rappresentanti italiani del mondo accademico e scientifico presso la Residenza dell’Ambasciatore d’Italia. Giovedì 29 gennaio, ultimo giorno della visita di Stato, si aprirà con l’incontro con i rappresentanti del mondo imprenditoriale italiano a Dubai. A seguire, Mattarella sarà ricevuto al Palazzo Za’abeel, sede amministrativa della Famiglia Reale di Dubai, dal Sovrano di Dubai e Vice Presidente e Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti, Sua Altezza Mohammed bin Rashid Al Maktoum.
Scenari
La visita dello sceicco Mohamed bin Zayed a Roma ha segnato una svolta in questo senso, oltre ad essere stata la prima visita di Stato di un presidente emiratino nel nostro Paese. Tra gli impegni siglati da Meloni e bin Zayed spiccò l’aumento della cooperazione militare e di sicurezza per rafforzare la capacità di difesa e così promuovere la stabilità regionale. Non solo esportatore di tecnologia, l’Italia di Giorgia Meloni è diventato partner di sicurezza.
Inoltre un cenno lo merita il “Rome Process Mattei Plan Financing Facility”, luogo istituito dall’Italia insieme alla Banca Africana di Sviluppo e agli Emirati Arabi Uniti come strumento operativo per il cofinanziamento delle iniziative approvate. Significa che a maggior ragione un progetto arioso come il Piano Mattei prevede il coinvolgimento di soggetti esterni e qualificati come appunto gli Eau, che nel golfo Persico rappresentano un interlocutore prezioso per le strategie di Roma.










