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Sicurezza nazionale. Via libera del governo alla riorganizzazione del Dis

Con un Dpcm dell’8 gennaio 2026 pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Palazzo Chigi ha adottato il nuovo regolamento che ridefinisce ordinamento e organizzazione del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza della Repubblica

Il governo interviene sull’architettura dell’intelligence. Con un Dpcm dell’8 gennaio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, è stato adottato il nuovo regolamento che definisce l’ordinamento e l’organizzazione del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (Dis). Il provvedimento entrerà in vigore quindici giorni dopo la pubblicazione e, dalla stessa data, abroga il Dpcm del 21 gennaio 2022, varato durante il governo Draghi,

Il decreto attua quanto previsto dalla legge 124 del 2007 e ridefinisce il funzionamento del Dipartimento incardinato presso la Presidenza del Consiglio, snodo centrale del sistema informativo nazionale e punto di raccordo tra Aise, Aisi e vertice politico.

Mettere mano al regolamento del Dis significa toccare il cuore della catena di comando della sicurezza nazionale, riaffermando i ruoli del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e dell’autorità delegata, Alfredo Mantovano, come autorità di indirizzo e coordinamento del comparto.

La scelta di abrogare esplicitamente il regolamento del 2022 chiude una fase segnata dall’emergenza cyber e dalla riorganizzazione del sistema, con lo scorporo della cybersicurezza e la nascita di un’agenzia dedicata. Un modello che rispondeva ad esigenze particolari dettate da un contesto specifico.

La riorganizzazione del 2026 non smonterà l’impianto, ma ne ricalibra i meccanismi, adattandoli a uno scenario in cui le minacce sono strutturali e permanenti. Guerra ibrida, competizione strategica, sicurezza delle infrastrutture critiche e intelligence economica. In questo quadro, il Dis resterà lo snodo centrale, ma con un’organizzazione aggiornata alle nuove priorità operative e politiche.

La mossa di Palazzo Chigi, più che amministrativa, è un segnale di controllo e indirizzo. La sicurezza, infatti, resta materia altamente politica, e il coordinamento informativo è uno degli strumenti attraverso cui l’esecutivo esercita la propria funzione strategica e lo Stato svolge il più fondamentale tra i suoi compiti: proteggere i suoi cittadini.


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