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Tutto pronto per basi Ue in Ucraina? Ma senza il cessate fuoco russo…

Anche le parole del primo ministro inglese lasciano intendere la volontà di intervenire in loco: “Regno Unito e Francia istituiranno centri militari in tutta l’Ucraina e costruiranno strutture protette per armi e attrezzature militari a supporto delle esigenze difensive dell’Ucraina”. Ma al di là della convergenza tra i 35 Paesi presenti ieri all’Eliseo, resta da vedere se la Russia sarà davvero pronta a un cessate il fuoco preventivo

Parigi, il giorno dopo del vertice dei volenterosi, fa rima con decisioni per sostenere la deterrenza. Quelle che Francia, Regno Unito e Germania sembrano pronte a prendere alla voce basi in Ucraina. I Paesi membri della coalizione si sono detti pronti, in caso di cessate il fuoco, a fornire truppe a Kyiv se avessero la garanzia che gli Stati Uniti avrebbero scoraggiato ulteriori attacchi russi. In modo particolare la dichiarazione di Parigi spiega che la possibilità reale di schierare una forza multinazionale in Ucraina e di partecipare al monitoraggio del cessate il fuoco, sotto la “leadership” americana, una volta raggiunto un accordo di pace con la Russia, è il passo su cui l’Ue concorda.

Entrando nel dettaglio, per la prima volta si riconosce una sorta di “convergenza operativa” tra la Coalizione, l’Ucraina e gli Stati Uniti, con “robuste” garanzie di sicurezza, come spiegato dal presidente francese Emmanuel Macron. Il capo dell’Eliseo va anche oltre e annuncia su France 2 che “diverse migliaia” di soldati francesi potrebbero essere dispiegati per mantenere la pace in Ucraina. Al contempo è stato deciso di istituire una cellula di coordinamento Usa/Ucraina/Coalizione presso il centro di coordinamento nella capitale francese.

La forza multinazionale sarà formata dai Paesi volontari della Coalizione, guidata dagli europei e “sostenuta” dagli Stati Uniti: l’Italia, come è noto da tempo, non invierà soldati sul campo. Aperturista sull’intervento, ma più prudente di Macron, si è mostrato il cancelliere tedesco Merz secondo cui le truppe potrebbero partecipare alla forza multinazionale ma solo in un Paese membro della Nato confinante con l’Ucraina, particolare non secondario nell’economia complessiva dei ragionamento.

Ecco perché si sta facendo largo la possibilità di realizzare basi in Ucraina. “La Germania continuerà a contribuire politicamente, finanziariamente e militarmente. Questo potrebbe includere, ad esempio, lo schieramento di forze in Ucraina, sul territorio Nato confinante, dopo un cessate il fuoco”, ha affermato il cancelliere, solo dopo che la forza di monitoraggio sostenuta dagli Stati Uniti verrà costituita allora il governo e il parlamento di Berlino “decideranno la natura e l’entità del contributo tedesco”.

Anche le parole del primo ministro inglese Keir Starmer lasciano intendere la volontà di intervenire in loco: “Abbiamo firmato una dichiarazione d’intenti sullo spiegamento di forze in Ucraina in caso di accordo di pace, una parte fondamentale del nostro impegno a sostenere l’Ucraina a lungo termine. Posso affermare che, dopo un cessate il fuoco, il Regno Unito e la Francia istituiranno centri militari in tutta l’Ucraina e costruiranno strutture protette per armi e attrezzature militari a supporto delle esigenze difensive dell’Ucraina”.

Ma al di là della convergenza tra i 35 Paesi presenti ieri all’Eliseo, resta da vedere se la Russia sarà davvero pronta a un cessate il fuoco preventivo.


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