Secondo Demarais (Ecfr), l’accordo Ue–Mercosur rafforza in modo significativo il peso geopolitico ed economico dell’Europa, offrendo una risposta strategica a protezionismo, dazi Usa e competizione con la Cina. L’intesa segna anche un passo chiave nella diversificazione dei mercati di export europei e nell’accesso a materie prime critiche essenziali per la transizione verde
Dopo oltre venticinque anni di negoziati, l’Unione Europea ha raggiunto un accordo commerciale con i Paesi del Mercosur — Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay — mettendo a segno quello che viene considerato il più ampio accordo di libero scambio mai concluso da Bruxelles. L’intesa copre un’area che rappresenta circa 780 milioni di persone e arriva in un momento segnato da crescenti tensioni commerciali globali, dal ritorno del protezionismo e dal confronto strategico tra Stati Uniti e Cina.
Il Mercosur è il principale blocco economico dell’America Latina. Nato negli anni Novanta per favorire l’integrazione regionale, riunisce alcune delle economie più rilevanti del continente sudamericano ed è oggi al centro di una competizione geopolitica sempre più esplicita tra attori occidentali e Pechino. È proprio in questa cornice che va letto il significato dell’accordo, come sottolinea Agathe Demarais, Senior Policy Fellow dello European Council on Foreign Relations.
“La conclusione dell’accordo Ue–Mercosur – ha sottolineato Demarais – è un’ottima notizia per il peso geopolitico ed economico globale dell’Europa. Per gli europei, la finalizzazione di accordi di libero scambio con nuovi partner rappresenta una delle migliori risposte ai dazi statunitensi, alla crescita del protezionismo e alle tensioni commerciali con la Cina”.
Secondo Demarais, l’intesa va ben oltre la dimensione commerciale. L’America Latina è oggi uno spazio di competizione strategica sempre più intensa, dove l’influenza cinese è cresciuta rapidamente negli ultimi anni. Non firmare l’accordo avrebbe significato, per Bruxelles, correre il rischio di spingere ulteriormente le economie latinoamericane verso l’orbita di Pechino. “L’accordo non riguarda solo l’economia. L’America Latina è una regione di forte competizione per l’influenza tra i Paesi occidentali e la Cina. Il mancato accordo Ue–Mercosur avrebbe rischiato di avvicinare ulteriormente le economie latinoamericane a Pechino”.
L’intesa, aggiunge Demarais, manda anche un segnale chiaro sulla volontà europea di diversificare i propri mercati di esportazione, riducendo la dipendenza dagli Stati Uniti in un contesto di crescente incertezza commerciale. Un altro elemento centrale riguarda la credibilità globale dell’Unione. Le trattative con il Mercosur sono state seguite con attenzione da molte economie in via di sviluppo, spesso critiche verso l’approccio europeo nei negoziati commerciali.
Secondo Demarais, le richieste massimaliste avanzate da Bruxelles sono state a lungo percepite come paternalistiche, un atteggiamento che ha finito per indebolire l’immagine dell’UE proprio mentre la competizione globale per l’influenza si è fatta più aspra. L’accordo ha poi una rilevanza strategica diretta sul fronte delle materie prime critiche, tema centrale per la transizione energetica europea. I Paesi del Mercosur dispongono di riserve fondamentali per le filiere verdi e tecnologiche dell’Unione.
“L’intesa sostiene gli sforzi dell’Europa per individuare nuove fonti di materie prime critiche, dal momento che i Paesi del Mercosur detengono vaste riserve delle risorse necessarie alla transizione energetica verde dell’Ue”. Il Brasile, in particolare, concentra circa il 20% delle riserve mondiali di grafite, nichel, manganese e terre rare, e possiede il 94% delle riserve globali di niobio, un metallo strategico per il settore aerospaziale e incluso nella lista europea delle materie prime critiche. L’Argentina, invece, dispone delle terze riserve mondiali di litio, essenziale per le batterie dei veicoli elettrici.
L’accordo si inserisce anche nella strategia europea di de-risking nei confronti della Cina. Riducendo i dazi sulle esportazioni europee verso il Mercosur — in particolare nei settori chimico e dei macchinari — l’intesa potrebbe incentivare le imprese UE a sviluppare linee produttive in America Latina piuttosto che in Cina.
Infine, Demarais non risparmia una valutazione critica sulle resistenze politiche interne emerse in Europa, in particolare in Francia. L’opposizione del presidente Emmanuel Macron, osserva, è stata guidata soprattutto da considerazioni di politica domestica, con l’estrema destra che ha strumentalizzato i presunti effetti negativi dell’accordo per rafforzare il consenso tra gli agricoltori. Secondo l’analista, la retorica dura e le richieste massimaliste avanzate da Parigi non hanno rafforzato la posizione francese, ma al contrario ne hanno indebolito la credibilità agli occhi dei partner europei
















