In questo preciso momento storico, e al di là della crisi a Caracas, l’Italia è particolarmente attenta alle dinamiche dell’America Latina e intende rafforzare il proprio ruolo a quelle latitudini. Una predisposizione che, proprio alla luce della transizione politica in Venezuela, potrebbe rivelarsi importante. La visita di Meloni a Madrid ricevuta dal leader di Vox Abascal si muove nella stessa direzione
Mentre il deposto presidente venezuelano Nicolás Maduro e la moglie Cilia Flores sono stati condotti al tribunale di Manhattan per il processo con l’accusa di narcotraffico, spiccano due elementi analitici su tutti: la predisposizione dell’Italia a dialogare con l’area del latinoamerica, per una serie di ragioni sociali, politiche, economiche e i passi che prossimamente verranno compiuti dal governo.
LA POSIZIONE DI ROMA
Che Roma sia stata in grado di allacciare vari e diversi rapporti con i Paesi del latinoamerica è un fatto ormai acclarato, come dimostrano i numerosi incontri della premier Giorgia Meloni con leader di altri Paesi, come José Antonio Kast, reduce dal successo ottenuto alle elezioni presidenziali del Cile. Una posizione che si ritrova, integra, nella conversazione telefonica con Maria Corina Machado sulle prospettive di una transizione pacifica e democratica in Venezuela. Nel corso della telefonata è stato condiviso come l’uscita di scena di Maduro, spiega una nota di Chigi, “apra una nuova pagina di speranza per la popolazione del Venezuela, che potrà tornare a godere dei principi base della democrazia e dello Stato di diritto”.
Significa che in questo preciso momento storico, e al di là della crisi a Caracas, l’Italia è particolarmente attenta alle dinamiche dell’america latina e intende rafforzare il proprio ruolo a quelle latitudini. Una predisposizione che, proprio alla luce della transizione politica in Venezuela, potrebbe rivelarsi molto utile. La visita di Meloni a Madrid ricevuta dal leader di Vox, Santi Abascal, è un altro elemento interconnesso, anche in considerazione del fatto che l’esperienza di Pedro Sanchez alla guida della Spagna potrebbe terminare prima del previsto e la coalizione di centrodestra iberica (Pp più Vox) è data avanti da tutti i sondaggi.
LE REAZIONI
Il concetto dell’Italia che “lavora per l’affermazione della democrazia e dei diritti, in Venezuela come negli altri scenari di crisi” è stato ripreso da Maria Stella Gelmini, senatrice di Noi Moderati che punta il dito contro l’atteggiamento dell’opposizione italiana “che, qualsiasi cosa accada nel mondo, ritiene di dover attaccare il governo, anche a costo di difendere un narcotrafficante come Maduro, che opprimeva il suo Paese con un potere assoluto, conseguito senza elezioni legali”.
Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo e vicepresidente dell’Assemblea interparlamentare EuroLat, mette l’accento sui “rappresentanti di quella sinistra rosso-verde che da 4 anni strizzano l’occhio a Putin, che vanno a braccetto con gli Hannoun e i filo-Hamas e che mai hanno condannato un regime criminale come quello di Nicolas Maduro”. E si augura che deposto Maduro, gli esponenti del suo regime criminale depongano le armi e consentano finalmente la transizione democratica e l’entrata in carica del legittimo presidente eletto Edmundo Gonzalez Urrutia. Le opposizioni invece tuonano contro il governo e chiedono a Meloni di riferire in Aula.
















