Il deputato di FdI è impegnato a Taipei assieme a una delegazione dell’associazione di amicizia fra i due Paesi. Obiettivo, consolidare i rapporti politici, industriali ed economici alla luce delle potenzialità taiwanesi per la produzione di semiconduttori e di quelle italiane su macchinari e difesa
Avere a che fare con partner taiwanesi è significativo perché fanno ben attenzione a rispettare la proprietà intellettuale, a differenza dei cinesi. È questo uno dei motivi più significativi, accanto alla postura occidentale di difesa di Taipei dagli attacchi alla sua sovranità territoriale, per cui lo sforzo posto in essere dal governo italiano per rafforzare le relazioni con Taiwan prosegue senza sosta. Il prossimo passo si ritrova alla voce diplomazia parlamentare, per incrementare le collaborazioni fra università, parchi scientifici e imprese. In queste ore una delegazione dell’associazione parlamentare di amicizia fra i due Paesi è in visita a Taiwan al fine di consolidare i rapporti politici, industriali ed economici.
GLI INCONTRI
Gli incontri della delegazione italiana (composta da Alessandro Cattaneo di Fi, Simona Malpezzi del Pd, Roberto Traversi del M5s, Vanessa Cattoi della Lega e Fabrizio Benzoni di Azione) si sono snodati con le più alte personalità del mondo politico, istituzionale e industriale di Taiwan, come il ministro degli Esteri Dott. LIN Chia-lung e il suo vice Amb. GER Bau-shuan, la vice presidente HSIAO Bi-khim, la vice direttrice generale dell’Amministrazione del Commercio Estero dott.ssa Phoebe CHENG, il presidente dell’Istituto di Ricerca sulla Tecnologia Industriale dott. CHANG, Pei-zen. Un momento particolarmente saliente è stato quello in cui la delegazione ha visitato il Parco Scentifico di Hsinchu, dove operano oltre 580 aziende high-tech (tra cui spicca la STM Microelectronics), con circa 177.000 addetti e che assicura il 70% della produzione nei semiconduttori, 1.500 miliardi di dollari di fatturato annuo. Di fatto è il cuore globale della chip supply chain, con uno status certificato di leader mondiale incontrastato dei semiconduttori. Gli incontri, poi, con l’Ambasciatore italiano Marco Lombardi e la comunità italiana hanno l’obiettivo di aprire nuove opportunità per gemellaggi tra Istituti di Ricerca, Università ed investimenti italiani.
IL SOFT POWER PARLAMENTARE E DIPLOMATICO
“Si è trattato di una missione di diplomazia parlamentare per consolidare le relazioni tra Italia e Taiwan – spiega a Formiche.net il deputato di FdI Emanuele Loperfido, raggiunto telefonicamente a Taipei – Di fondamentale importanza è la strada tracciata per consolidare i rapporti tra le università, tra le aziende comprese le interazioni tra parchi tecnologici dal momento che sviluppano interessi altamente strategici. Il tutto nel solco di ciò che cerca di fare Taiwan ovvero coinvolgere sempre più le imprese occidentali per fare in modo che l’Occidente abbia tutto l’interesse affinché sia mantenuto lo status quo”.
E aggiunge: “Quando sono entrato nel parco scientifico ho letto una frase ad effetto, ovvero ‘tutto ciò che quotidianamente si maneggia, dal telefonino allo smart watch, dalla televisione all’auto, sicuramente buona parte della tecnologia è stata realizzata a Taiwan’. Il perché è presto detto. Qui c’è il 50% della produzione mondiale di semiconduttori e il 90% dei microprocessori più avanzati, questo vuol dire un’economia dove anche l’Italia sta facendo i suoi investimenti sull’intelligenza artificiale e dove sono presenti componenti sempre più fondamentali. In secondo luogo avere a che fare con partner taiwanesi è significativo perché fanno ben attenzione a rispettare la proprietà intellettuale, a differenza dei cinesi. Per cui è bene continuare a sviluppare rapporti di carattere politico, commerciale e culturale con questo mondo che dal punto di vista della tecnologia è sicuramente più avanzato”.
I RAPPORTI TRA ROMA E TAIPEI, DI OGGI E DI DOMANI
L’interscambio tra Italia e Taiwan è 5,5 miliardi di dollari e negli ultimi cinque anni è cresciuto di 15 volte rispetto al quinquennio precedente, mentre gli investimenti diretti taiwanesi in Italia ammontano a 2,2 miliardi. “Significa che i rapporti stanno crescendo sempre più e quindi anche compito del sistema Italia è quello di tutelare l’aumento di scambi. C’è un’azienda taiwanese che ha investito a Novara per realizzare uno stabilimento ad hoc, fondamentale perché contribuisce a rafforzare la nostra economia nel settore della tecnologia avanzata, che per noi può essere molto utile anche nel campo medicale, dove l’Italia è molto forte. Non dimentichiamo che l’economia di Taiwan è la 14ma a livello mondiale e la sesta asiatica. Negli ultimi dieci anni ha avuto una crescita media del PIL del 3,1% e per il 2025 i dati prevedono invece un tasso di crescita del 7,3%. Numeri impressionanti davvero”. Ecco quindi che, spiega il deputato friulano, la volontà di questa diplomazia parlamentare è quella di imprimere un’accelerata a quelle collaborazioni che possono esserci tra università, parchi tecnologici, aree di ricerca per fare in modo di sviluppare borse di studio, interscambio culturale e per dare mutuo beneficio sia alla parte della ricerca ma anche la parte alla parte dell’economia”.
Ufficialmente non si è parlato di difesa, ma è molto probabile che anche in occasione di prossimi incontro la questione del partenariato tra i due Paesi verrà approfondita, anche alla luce delle numerose potenzialità italiane in quel settore e dei pericoli dati dagli attacchi hacker. Taiwan infatti ne riceve circa 24 milioni all’anno e può indicare all’Italia le modalità con cui evitarli. “Il dato di fatto – conclude Loperfido – è che prosegue il continuo miglioramento dei rapporti occidentali con Taiwan e con l’Occidente c’è una anche una oggettiva condivisione di valori democratici della sovranità della sovranità territoriale, senza dimenticare la proiezione indopacifica in generale su cui il governo di Giorgia Meloni sta investendo con convinzione”.
















