L’Italia punta a un ruolo guida nell’IA con una legge nazionale, un Osservatorio sul lavoro e la candidatura a una gigafactory europea. Con il supporto di imprese come Leonardo, Eni e Seri, Roma mira a creare una filiera nazionale integrata tra industria e ricerca
L’Italia è tra le prime Nazioni ad essersi dotate di una legge nazionale sull’intelligenza artificiale, all’interno della quale è previsto l’Osservatorio sull’adozione dell’IA nel mondo del lavoro.
Le parole pronunciate da Giorgia Meloni in un messaggio al convegno su AI e lavoro sono anticamera per capire quanto Roma punti su questo tipo di sviluppo, anche in chiave europea. Per questa ragione l’Italia è candidata a ospitare una delle quattro gigafactory europee sull’Intelligenza artificiale con un consorzio che vede in campo le principali imprese italiane a cominciare da Leonardo e Fincantieri, insieme alla fondazione per l’Intelligenza artificiale. Si tratta, come spiegato oggi dal ministro delle imprese del made in Italy Adolfo Urso, intervenendo all’evento “Ia e Lavoro” in corso al Tempio di Adriano a Roma, di un unico progetto di sistema che si svilupperà in più realtà, “consapevoli che l’Italia ha qualche vantaggio competitivo dovuto anche alla nostra geografia”.
In campo dunque l’eccellenza italiana di Leonardo ed Eni, che sono anche la spina dorsale del cosiddetto Made in Italy industriale rispettivamente nel campo della difesa e dell’aerospazio, e nell’energia e nel supercalcolo. L’occasione della gigafactory, inoltre, è preziosa per l’Italia perché le permette non solo di realizzare un’infrastruttura a conti fatti vitale nell’epoca moderna, ma può essere il primo passo verso la nascita di una filiera italiana dell’intelligenza artificiale: unire in un solo sforzo industria, ricerca, software e hardware è una sfida che Roma può vincere.
In questa direzione vanno letti i progressi compiuti dalla Gigafactory di Seri Teverola 2, in provincia di Caserta, con un investimento da circa 200 milioni di euro. La gran parte degli impianti è pronta e la produzione rispetterà il cronoprogramma del 2027, diventando un polo di interesse europeo a seguito del fallimento della svedese Northvolt e del disimpegno di Stellantis all’investimento su Termoli.
Una settimana fa in occasione di “Officine d’Intelligenza”, il primo Forum nazionale sull’AI per l’Industria, era stato presentato dall’Istituto italiano di Intelligenza Artificiale Il piano strategico 2026-2030 per favorire un ecosistema integrato tra ricerca scientifica e sistema produttivo.
Entusiasti i rappresentanti del governo presenti (il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alessio Butti, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti) consci di numeri molto incoraggianti, come le 92 aziende produttrici coinvolte nel progetto e le 124 soluzioni tecnologiche da applicare nei singoli settori industriali.
La crescita dell’Italia globale dipende anche da un passo in avanti alla voce AI. Una consapevolezza che è stata alla base del G7 di Borgo Egnazia e che ha spinto il governo a raddoppiare gli sforzi.
















