L’arrivo della portaerei Ford a Creta, insieme ad altri asset Usa nella regione, indica un rafforzamento della presenza americana mentre i negoziati sul nucleare iraniano restano incerti. Anche la Cia intensifica il monitoraggio della situazione interna iraniana, in un quadro di tensioni ancora aperte
L’arrivo a Creta nella base som di Souda Bay della portaerei americana Ford, la più grande al mondo, dice molto dello stato di avanzamento della crisi tra Stati Uniti e Iran. Racconta che lo schieramento americano in Medio Oriente è propedeutico ad un possibile attacco contro l’Iran se i negoziati sul programma nucleare di Teheran dovessero fallire. La Ford non è sola, perché si aggiunge alla portaerei USS Abraham Lincoln e a diverse navi da guerra, a dimostrazione di un quadro in rapidissima evoluzione.
Lo hanno detto apertamente anche vari funzionari israeliani secondo cui l’attacco degli Stati Uniti sarà “inevitabile”, mentre l’Iran ha dichiarato di approvare una controproposta per il prossimo round di colloqui sul nucleare che si terra domani. In Israele infatti sono atterrati una decina di caccia stealth americani F-22, schierati presso una base dell’aeronautica militare israeliana nel sud del Paese, provenienti da base aerea nel Regno Unito. Appare di tutta evidenza che l’arrivo della portaerei Ford a Creta, assieme al contemporaneo arrivo dei Raptor in Israele è la spia di un ulteriore passo avanti nell’accumulo di mezzi americani nella regione. Infatti con l’esercito statunitense praticamente schierato in pompa magna Medio Oriente, ecco che incombe lo spettro di un imminente attacco da parte dell’Iran mentre i colloqui sul programma nucleare iraniano sono praticamente fermi tra Stati Uniti e Iran. Numerose sono le fonti che segnalano come bombardare la Repubblica Islamica potrebbe essere questione di ore.
Tra l’altro la Cia ha pubblicato ieri un messaggio in lingua persiana sul suo account ufficiale X, esortando gli iraniani a contattare l’agenzia in modo sicuro, nel contesto dei continui disordini interni e delle crescenti tensioni tra Iran e Stati Uniti. Questo il testo: “Ciao. La Central Intelligence Agency (Cia) sente la tua voce e desidera aiutarti. Di seguito troverai le istruzioni necessarie su come contattarci virtualmente in modo sicuro”, il tutto accompagnato da un breve video che illustrava i metodi di comunicazione crittografati.
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di raccogliere informazioni sui programmi nucleari e militari dell’Iran, nonché sul dissenso interno. Non è la prima volta che l’agenzia utilizza i social: già nell’ottobre del 2024 aveva pubblicato un testo in mandarino, coreano e persiano su come contattare l’agenzia in modo sicuro attraverso i suoi siti pubblici e dark web. La posizione ufficiale della Casa Bianca è che l’Iran e i suoi alleati “non hanno diffuso altro che terrorismo, morte e odio”. Parole che Donald Trump ha pronunciato nel suo discorso sullo stato dell’Unione, aggiungendo che i suoi leader hanno ucciso almeno 32.000 manifestanti nelle ultime settimane. Per cui dal momento che Teheran ha sviluppato missili in grado di minacciare l’Europa e sta lavorando a missili “che presto raggiungeranno” gli Stati Uniti, il presidente non intende restare con le mani in mano.
















