La premier fa il punto sulle mosse italiane nella crisi mediorientale: sì al sostegno verso i Paesi-amici del Golfo, no all’ingresso dell’Italia in guerra. E sulla proposta francese di un ombrello nucleare richiama l’attenzione sulla cornice comune della Nato: “Non si tratta di rendere l’ombrello nucleare francese europeo, si tratta di mantenerlo francese”. Nasce task force sui prezzi
“Manderemo aiuti ai Paesi del Golfo”. Giorgia Meloni lo dice a chiare lettere intervenendo in radio, a Rtl 102.5, per ragionare sulla crisi in Medioriente e rassicurare i Paesi coinvolti. Primo punto: l’Italia non è in guerra e non intende entrarci in un frangente in cui “la crisi sempre più evidente del diritto internazionale sta generando un mondo sempre più governato dal caos”. Precisa poi sull’uso delle basi, che la richiesta al momento non è giunta a Roma da Washington, ma “se ne arrivassero la competenza sarebbe del governo, dobbiamo deciderlo con il parlamento”.
I rientri e la sicurezza interna
È chiaro, aggiunge, che dall’escalation in Iran ci saranno “conseguenze imprevedibili”, ma al momento la priorità per il governo è mettere in sicurezza gli italiani in Iran, dando assistenza a chi è rimasto bloccato. Assicura di aver già organizzato i voli per far rientrare i primi convogli anche per far rientrare chi è rimasto bloccato particolarmente a Dubai. “Alcuni convogli si stanno spostando nelle nazioni limitrofe quindi cominciamo a farli partire da aeroporti sicuri e da questo penso che dobbiamo ringraziare anche Emirati Arabi Uniti e Oman che sono Paesi amici e ci stanno dando una mano”, passaggio nevralgico per tanti punti di vista e che si inserisce all’interno del gran lavoro diplomatico e politico portato avanti in questi tre anni dalla premier con i leader del golfo.
Il governo, spiega, è pronto ad affrontare eventuali rischi terrorismo, “la guardia è altissima”, il ministro dell’interno Matteo Piantedosi ha già convocato il Comitato nazionale ordine sicurezza, nella consapevolezza che il terrorismo legato al fondamentalismo islamico “è un fenomeno particolarmente complesso, un fenomeno sul quale non si può e non si deve mai abbassare la guardia”. Si tratta di un fenomeno che, secondo Meloni, utilizza anche attori e azioni solitarie. “E questo è particolarmente complesso ma posso dire che anche da questo punto di vista siamo totalmente mobilitati”.
La cornice è la Nato, non l’ombrello francese
C’è poi spazio per la progettualità legata al caos iraniano, con in evidenza la proposta francese. Meloni osserva che da molto tempo Parigi vuole imporre la sua capacità di dissuasione nucleare come un ombrello che può proteggere anche il resto d’Europa. “E però insomma, per quello che riguarda il tema dell’ottica dell’autonomia strategica europea, penso che valga la pena di specificare che in nessun caso la Francia intende mettere sotto controllo europeo il suo arsenale nucleare. Cioè, Macron ha ribadito che l’utilizzo del nucleare francese rimarrebbe sotto l’esclusiva decisione del presidente francese”.
Di fatto, è la tesi della premier, si tratta di due temi diversi, con lo sviluppo di un dibattito molto più ampio e “una materia di questo tipo non può, ad esempio, non tenere conto delle garanzie che già esistono in ambito Nato”. Già, l’alleanza atlantica, che in quel caso sarebbe scavalcata dalla fuga in avanti dell’Eliseo, quando invece ribadisce Meloni la “nostra cornice rimane sempre l’Alleanza Atlantica” e chiama in causa la complementarietà e le garanzie: passaggio che sarà al centro del prossimo vertice intergovernativo. Il dato politico è che “non si tratta di rendere l’ombrello nucleare francese europeo, si tratta di mantenerlo francese”.
Task force si prezzi
Di rilievo poi il riferimento alle “conseguenze” interne del conflitto, come i prezzi dell’energia, su cui Meloni garantisce che Arera darà vita ad una apposita task force soprattutto per monitorare i prezzi del gas: “Anche se non dipende solo dall’Italia, faremo quello che possiamo per non darla vinta alla speculazione: sono pronta anche a reagire, se necessario, e anche ad aumentare le tasse a aziende che eventualmente dovessero speculare per proventi sul taglio delle bollette”.
















