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Deficit, modello Albania, energia. Le rivendicazioni di Meloni

Al consiglio informale il premier puntualizza che il deficit italiano è sceso dall’8,1 al 3,1%, nonostante il suoper bonus. Rivendica l’azione del governo in Albania, come conferma la giustizia europea e chiede di più per l’energia. Poco prima dell’inizio, si è tenuto un incontro tra Ursula von der Leyen, Antonio Costa e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.

“Ci siamo insediati con un deficit all’8,1%, oggi è al 3,1%: i conti italiani sono in ordine grazie al lavoro fatto dal governo in questi tre anni e mezzo”. L’arrivo del presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Cipro per il vertice informale europeo coincide con alcune precisazioni che il premier è costretto a fare circa numeri e strategie legate ai parametri europei.

“Avrei voluto scendere sotto il 3? Certo. Avrei voluto fare ancora meglio? Certo. Ma nessuno può dire che oggi l’Italia non abbia i conti in ordine”, replica alle domande dei cronisti ad Agia Napa. “Erano molto in disordine ieri e quel disordine pesa, perché finirò di pagare il debito del super bonus quando arriveranno le prossime elezioni politiche. Qualcuno ha lasciato dei debiti che per cinque anni il governo successivo ha dovuto ripagare: un impatto da 140 miliardi è un impatto importante visto che ogni anno pesa per 35 miliardi, a fronte di una legge di bilancio da 18 all’anno. Penso che tutti stiano vedendo gli sforzi fatti da questo governo”. E ancora: “Le opposizioni ci accusano di aver speso un miliardo in Albania? Lo sanno tutti che non è vero, visto che sono 138 milioni in un anno”.

Anche il tema migranti è di attualità nel Mediterraneo orientale, dal momento che dopo due anni la giustizia europea riconosce che l’iniziativa italiana era legale: “Una notizia importante – la definisce il premier – che conferma la validità della strada che abbiamo indicato e quanto siano costati all’Italia due anni persi a causa di letture giudiziarie forzate e infondate. Noi, intanto, andiamo avanti. Perché sul contrasto all’immigrazione illegale servono serietà, coraggio e soluzioni concrete”. Passa poi all’energia Meloni, per ricordare a tutti che l’Europa dovrebbe andare al di là del compitino e “essere più coraggiosa”. Dice di apprezzare la proposta presidente della Commissione europea sul tema dell’energia: “è un passo in avanti, ma non sufficiente”.

Secondo Meloni sarebbe un errore illudersi di affrontare la questione energetica dopo la crisi a Hormuz, perché vorrebbe dire muoversi troppo tardi”. Il riferimento è alla proposta che il governo di Roma avanzerà a Cipro, ovvero la flessibilità sugli aiuti di stato, “ma sappiamo che quando si parla di aiuti di stato lo spazio fiscale non è lo stesso per tutti e in questo caso bisogna ragionare su un modello per cui anche queste spese non vengono conteggiate come si fa per prestito Safe per spese per la difesa”.

Tesi condivisa Nikos Christodoulides, presidente di Cipro, secondo cui l’Ue deve trovare delle risposte come ad esempio l’unione energetica. “Ci sono quindi due aspetti: le misure immediate, quelle di cui discuteremo stasera e che riguardano i costi energetici a causa degli sviluppi nella regione, e quelle a lungo termine che riguardano il raggiungimento dell’obiettivo dell’unione energetica”, senza dimenticare un altro aspetto determinante: l’articolo 42.7 sulla mutua assistenza tra gli Stati membri in caso di attacco.

Secondo Christodoulides occorre un piano operativo, dal momento che l’articolo 42.7 ha già avuto una applicazione de facto con l’episodio dei missili su Cipro, con “una risposta immediata da parte di cinque Stati membri: Grecia, Francia, Paesi Bassi, Spagna e Italia”. “Non è un problema solo per Cipro. È un problema per tutti i 27 Stati membri. Permettetemi di ricordarvi che per la prima volta, l’articolo 42.7 è stato attivato dalla Francia nel 2016 in seguito all’attacco terroristico di Parigi. Ciò di cui abbiamo bisogno è dare sostanza a questo articolo, il 42.7, e avere un piano operativo da attuare nel caso in cui i membri decidano di intervenire”. Poco prima dell’inizio, si è tenuto un incontro tra Ursula von der Leyen, Antonio Costa e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.


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