Tra Intelligenza Artificiale e crescenti esigenze di stoccaggio dei dati, entro il 2030 la domanda di elettricità risulterà aumentata del 220% rispetto a tre anni fa. Il fabbisogno dei data center sarà così all’incirca pari a quello del sesto Paese al mondo per consumo energetico. E con il mondo sull’orlo di una crisi energetica c’è da farsi qualche domanda. I numeri di Goldman Sachs
Sempre di più. Continua ad aumentare il fabbisogno della tecnologia applicata ai dati. Non una gran bella notizia in un mondo che va verso una potenziale crisi energetica su larga scala. Goldman Sachs research ha rivisto infatti al rialzo le proprie previsioni sulla domanda energetica dei data center, alla luce dei segnali di una crescente domanda di intelligenza artificiale (IA) e del fatto che il processo di addestramento ed esecuzione dei modelli di IA risulta più dispendioso in termini energetici di quanto si pensasse in precedenza.
La banca d’affari prevede ora che la domanda energetica globale dei data center crescerà del 220% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2023, in aumento rispetto alla precedente previsione del 175%, datata novembre. Per mettere le cose in prospettiva, secondo Brian Singer, responsabile globale di Goldman Sachs Sustain presso Goldman Sachs Research, nel 2030 il fabbisogno energetico dei data center sarà all’incirca pari a quello del sesto Paese al mondo per consumo energetico. Questa previsione al rialzo è determinata da due fattori chiave: il numero crescente di server immessi sul mercato e il boom nella costruzione di data center in tutto il mondo.
Singer sta inoltre osservando l’implementazione dei server di IA generativa. Affermando che vi sono segnali che indicano che l’implementazione di modelli basati sull’IA, denominata “inferenza”, consumi più energia di quanto si pensasse: in genere consideravamo l’inferenza come un periodo molto meno energivoro per singolo server. Ma stiamo iniziando a vedere un cambiamento”, ha spiegato l’esperto. E pensare che, solo pochi mesi fa, come detto Goldman stimava intorno al 175% l’aumento della domanda di energia destinata ai data center. Una crescita più intensa di quella calcolata appena un anno fa (+165%), che proietta il settore digitale ai livelli di consumo di un Paese come Giappone o Germania.
Negli Stati Uniti, la sola espansione dei data center aggiungerà 1,2 punti percentuali alla crescita media annua della domanda elettrica, portandola al +2,6% fino al 2030, un ritmo mai visto dagli anni Novanta. In Europa, l’aumento sarà più graduale (circa +1,5% annuo), mentre in Asia, trainata da Cina e India, si concentrerà oltre il 40% delle nuove installazioni globali. Non a caso le emissioni globali del comparto, pur in calo in termini di intensità, raddoppieranno entro il 2030, raggiungendo +215 milioni di tonnellate di CO2, pari allo 0,6% delle emissioni energetiche mondiali.







