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Verso il Mercosur. Missioni, investimenti e nuove filiere industriali per l’export italiano

In vista del primo maggio, giorno nel quale diventerà operativo l’accordo commerciale che apre all’industria europea lo sterminato mercato sudamericano, Confindustria incontra i principali rappresentanti degli imprenditori locali. In vista di una prima missione strategica a settembre

Ora che l’accordo tra Unione europea e Mercosur è a un passo dall’entrata in vigore, per le imprese italiane in cerca di nuovi sbocchi commerciali, possibilmente lontani dai rumori sordi e cupi dello Stretto di Hormuz è tempo di tessere le prime tele. Anche e non solo per questo Confindustria ha ospitato presso la propria sede il primo High-level meeting on Italy-Mercosur economic relations, un incontro con le principali organizzazioni industriali e con i rappresentanti dei Paesi Mercosur, a una settimana dell’entrata in vigore provvisoria del Trattato che lega a doppio filo il Vecchio continente al Sud America, il 1° maggio.

Padroni di casa, il presidente Emanuele Orsini e la vice presidente per l’Export, Barbara Cimmino, i quali hanno ricevuto i leader delle associazioni industriali Mercosur: Ricardo Alban, a capo della Confederação Nacional da Indústria do Brasil, Leonardo García, alla guida della Cámara de Industrias del Uruguay), Martin Rappallini, della Unión Industrial Argentina) e Carlos Insfran Micossi, numero due della Unión Industrial Paraguay. Al centro del confronto, la consapevolezza di dover rafforzare e rendere operativa la collaborazione con le associazioni industriali dei Paesi Mercosur. In tal senso Confindustria è pronta con un piano dedicato a consolidare il partenariato economico, sostenere la modernizzazione del Trattato e creare nuove opportunità per le imprese su entrambe le sponde. Le iniziative puntano a rafforzare competenze, filiere strategiche e strumenti digitali, con un approccio integrato che combina formazione, promozione industriale e intelligence sui mercati.

Anche e non solo per questo, dal 7 all’11 settembre, Confindustria guiderà una missione di Sistema in Argentina e Brasile, con tappe a Buenos Aires, San Paolo e Brasilia, per valorizzare le opportunità nei comparti più strategici: transizione energetica, infrastrutture, farmaceutica, macchinari, agri-tech e digitale. Inoltre, il 13 ottobre la Union Industrial Argentina organizzerà un Foro Pymes Italia–America Latina, pensato per favorire incontri diretti e iniziative congiunte tra imprese. Non c”è bisogno di soffermarsi più di tanto sulla posta in gioco rappresentata da un accordo arrivato dopo ben 25 anni di negoziati.

L’intesa, che poggia sull’eliminazione dei dazi sul 91% delle esportazioni europee verso Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay entro 15 anni, prevede nello specifico l’abbattimento di dazi fino al 35% su prodotti alimentari e macchinari, del 20% sui veicoli e del 18% su prodotti chimici, plastica, gomma e strumenti ottici. È inoltre prevista la tutela dei principali prodotti alimentari italiani attraverso il riconoscimento di 57 indicazioni geografiche, pari a un sesto delle 344 europee. Le nuove condizioni commerciali sosterranno la crescita dell’export italiano, pari a 7,5 miliardi di euro nel 2025, consolidando il ruolo dell’Italia come secondo partner europeo dell’area dopo la Germania e confermando un saldo commerciale positivo di circa 600 milioni di euro.

E, cosa più importante, per l’industria europea l’eliminazione dei dazi comporterà risparmi annui stimati in circa 4 miliardi di euro. Per tutti questi motivi, con tale accordo l’Ue diventa il primo partner della regione latinoamericana per numero di intese commerciali e pone le basi per assicurare l’approvvigionamento di minerali critici, come litio e rame, favorendo la creazione di nuove catene del valore strategiche per lo sviluppo tecnologico europeo.

L’accordo Mercosur “non è solo uno scambio commerciale, ma la volontà di fare crescere, con le migliori tecnologie, la nostra area e la loro area, lavorare insieme proprio per far crescere i prodotti”, ha chiosato al termine dei lavori Orsini. Con loro “abbiamo cominciato a scrivere una roadmap delle cose da fare insieme, io credo che questa sia per l’Europa e per l’Italia un’ottima opportunità di interscambio”.


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