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Sicurezza economica e visione comune. 165 anni di relazione Usa-Italia oltre le divergenze

Decode39 co-organizza al Wilson Center un evento per i 165 anni delle relazioni Italia-USA, in occasione della visita a Washington del ministro Giancarlo Giorgetti. Industria, tecnologia e politica si intrecciano in un confronto che riflette le nuove tensioni e il riequilibrio del rapporto transatlantico

Tra policymaker protagonisti dell’evento che Decode39 ha co-organizzato al Wilson Center emergono letture complementari del rapporto transatlantico. L’incontro arriva in occasione della visita a Washington del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che dà l’occasione per una giornata di riflessione dedicata ai 165 anni di relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Italia, inserita nel quadro delle celebrazioni per i 250 anni degli Stati Uniti.

“Le tensioni geopolitiche, la competizione tecnologica e le interruzioni del commercio globale hanno evidenziato la necessità di reti di approvvigionamento più sicure, diversificate e affidabili”, ha detto Giorgetti, inquadrando la sicurezza economica come una priorità condivisa tra partner affini. Il ministro ha sottolineato come Italia e Stati Uniti condividano l’obiettivo di ridurre le dipendenze critiche e rafforzare catene del valore affidabili nei settori strategici, evidenziando la necessità di un maggiore coordinamento transatlantico per coniugare resilienza, apertura ed efficienza.

Una relazione che, ha osservato il ministro, si è rafforzata proprio nella capacità di gestire anche momenti di divergenza: “È proprio la nostra capacità di gestire questi momenti che ha rafforzato nel tempo il nostro partenariato”

In una conversazione con Formiche.net a margine dell’evento di Washington, il deputato leghista Giulio Centemero sottolinea la profondità storica e strategica del legame: “Il legame tra Italia e gli Stati Uniti d’America ha radici profonde, secolari, che risalgono all’anno della sua scoperta nel 1492 grazie a un italiano, Cristoforo Colombo. Una storia di relazioni in cui i nostri paesi hanno condiviso valori fondamentali merito anche della grande emigrazione di italiani che hanno dato un importante contribuito, culturale e sociale, alla crescita di questa democrazia”.

Per il politico italiano, le relazioni transatlantiche tra l’Italia e gli Usa rappresentano oggi uno dei pilastri fondamentali della geopolitica contemporanea che si inserisce in un contesto mondiale importante nel definire le regole del gioco globale. “L’Italia, essendo strategicamente posizionata al centro del Mediterraneo, dove sono nate le culle della civiltà, ha da sempre una naturale vocazione alla mediazione e al dialogo”, ricorda Centemero, che è anche presidente dell’Assemblea parlamentare del Mediterraneo.

“La nostra politica estera – continua – mira a non rompere mai i legami ma anzi cerca di trovare sempre spunti di collaborazione piuttosto che di scontro. Il rapporto speciale che si è instaurato tra Italia e Stati Uniti in tutti questi anni si è sempre basato sul rispetto reciproco anche quando vi sono stati momenti di dissenso su specifiche questioni”.

Il riferimento corre alla vicenda di ieri, con l’intervista al Corriere della Sera in cui Donald Trump ha attaccato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “La critica di un alleato non può essere vista come un atto di tradimento ma come una riflessione che può aiutare a migliorare una situazione”, sottolinea Centemero, che aggiunge: “La relazione transatlantica ha bisogno di convinti sostenitori su entrambe le sponde dell’Oceano anche su argomenti non necessariamente popolari. L’Italia, nello scacchiere internazionale, non è un partner subalterno ma è una protagonista alla pari anche nella diversità di vedute”.

Una linea che insiste sulla continuità e sul valore della cooperazione anche nelle divergenze. Più netto il senatore del Pd Antonio Misiani: “Il rapporto transatlantico resta essenziale, ma deve essere riequilibrato sulla base della pari dignità e del reciproco interesse”.

Di fronte a quelle che definisce “politiche aggressive dell’amministrazione Trump”, Misiani evidenzia quanto sia “necessario rispondere con fermezza, non con compiacenza”. Difendere gli interessi europei, spiega, “richiede credibilità, unità e la capacità di coniugare la diplomazia con chiare linee rosse fondate sul diritto internazionale. L’Europa non deve essere un destinatario passivo delle scelte di Washington su Ucraina, Iran o commercio.”

Una posizione che riflette il dibattito europeo sulla necessità di una maggiore autonomia strategica. È la deputata Ylenja Lucaselli, di Fratelli d’Italia, a collegare il tema alle priorità economiche e di sicurezza: “Se vogliamo più difesa, più sicurezza energetica e più crescita, non possiamo trattare ogni euro investito come una spesa qualsiasi: le regole europee vanno rese coerenti con le priorità strategiche dell’Occidente, e su questo l’asse tra Roma e Washington può fare la differenza.”

Al di là della dimensione celebrativa, l’iniziativa co-organizzata da Decode39 e ospitata dal Wilson Center si inserisce in un momento di ridefinizione del rapporto transatlantico.

Tra competizione tecnologica, tensioni politiche e nuove priorità industriali, il legame tra Italia e Stati Uniti resta solido ma sempre meno automatico. Più che una relazione data, appare come un equilibrio da costruire, tra cooperazione economica, autonomia europea e coesione occidentale.


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