Ecco chi c’era e cosa si è detto alla giornata “Il Goal mancante: la cultura, fondamento dello sviluppo sostenibile”, promossa, a Roma, il 27 maggio scorso dalla direzione generale affari europei e internazionali del ministero della Cultura e dall’ASviS (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile), nell’ambito della decima edizione dell’annuale festival itinerante
Quale futuro senza cultura?
Parlare di sostenibilità significa parlare di ambiente, energia, economia, innovazione ed è ormai centrale anche nel dibattito internazionale il ruolo della cultura. Riconosciuta “bene pubblico globale”, la cultura come diritto, infrastruttura civile, elemento di coesione sociale, strumento di educazione, consapevolezza critica, inclusione e partecipazione, ha la capacità di immaginare il futuro in un mondo incerto.
La cultura orienta valori, rafforza le pratiche e costruisce modelli equi, inclusivi e duraturi. Elemento fondamentale per ogni strategia di sviluppo, tra emergenza climatica, tensioni geopolitiche e necessità di cambiamenti anche per effetto di nuove tecnologie. Strumento di democrazia.
È tempo di ripensare a nuovi modelli di azione, in una visione integrata delle diverse dimensioni dello sviluppo sostenibile, ma l’agenda Onu 2030 non include la cultura come obiettivo autonomo, tra i diciassette previsti. È il goal mancante. Pilastro trasversale, in grado di orientare le grandi transizioni, climatica, sociale, tecnologica.
È il tema della giornata intitolata “Il Goal mancante: la cultura, fondamento dello sviluppo sostenibile”, promossa, a Roma, il 27 maggio scorso dalla Direzione generale affari europei e internazionali del Ministero della Cultura e dall’ASviS (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile), nell’ambito della decima edizione dell’annuale festival itinerante. Roma, Milano, Bologna, Parma, Torino, Bari, Genova e Bruxelles le “tappe” del 2026.
Un dibattito a più voci moderato dal giornalista Marco Frittella presso la sede dell’Istituto centrale per la grafica, con affaccio sulla fontana di Trevi, per spunti, riflessioni e proposte di qualificati relatori del mondo della cultura e delle istituzioni, enti di ricerca, anche stranieri. Per convergere sulla certezza che non esiste autentica sostenibilità senza cultura.
Focus su diritti umani, clima, educazione ed economia, in linea con gli indirizzi della conferenza mondiale Unesco Mondiacult 2025. Ampio spazio anche alle iniziative del dicastero della Cultura legate al Pnrr e alla digitalizzazione.
Il rapporto tra cultura e sostenibilità non è da considerare accessorio ma strutturale, sottolinea, in apertura, Fabio De Chirico, direttore dell’organismo museale ospitante, un luogo per custodire memoria, ma anche per renderla accessibile e in dialogo con il presente. Sostenibilità della conoscenza non è soltanto una questione normativa o tecnologica, ma è cambiamento di comportamenti e modelli di pensiero, in un’ottica di responsabilità verso le nuove generazioni e per guardare al futuro. La sostenibilità richiede responsabilità condivise e nuovi modi di intendere il rapporto tra individuo, comunità e ambiente. È trasformazione culturale. La cultura deve essere, quindi, considerata dimensione trasversale dello sviluppo sostenibile.
Non può esistere uno sviluppo sostenibile senza una dimensione culturale forte, inclusiva e condivisa, afferma Valentina Gemignani, capo di Gabinetto del ministero della Cultura.
La cultura attraversa le grandi sfide, dalle emergenze climatiche all’intelligenza artificiale. Colmare il divario tra consapevolezza del suo ruolo e integrazione nelle politiche pubbliche richiede collaborazione istituzionale.
Infrastruttura immateriale dello sviluppo, il patrimonio culturale è dialogo e ponte tra i popoli, alimenta innovazione, contribuisce a dare senso e direzione ai processi di cambiamento. Leva fondamentale per governare il presente e prospettiva che guarda oltre l’agenda 2030, come sottolinea Alfonsina Russo, capo dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale del ministero della Cultura.
E per Massimo Osanna, direttore generale dei musei, anche la governance dei musei non può prescindere dal tema dello sviluppo sostenibile per una piena accessibilità non solo fisica, ma anche cognitiva e sensoriale.
Una cultura accessibile a tutti, come ribadisce Mariassunta Peci, direttrice generale affari europei e internazionali, è speranza per il futuro. Educazione e formazione sono i pilastri del domani. Autentico ascolto e accoglienza dei giovani aprono alle esigenze di cambiamento.
Mancano quattro anni alla scadenza dell’Agenda 2030 e, a livello globale, solo il 20% dei suoi target sarebbe raggiungibile e anche per l’Italia non si prospettano scenari migliori.
Indispensabile, quindi, una decisa accelerazione delle politiche pubbliche e un valido coordinamento, secondo Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’Allenza ASviS, nata nel 2016 per la diffusione della cultura della sostenibilità in Italia e nel mondo, che coinvolge istituzioni, imprese, società civile, enti territoriali, università, centri di ricerca, fondazioni e reti nazionali e internazionali.
La cultura permea le nostre vite, definisce il nostro modo di essere e di stare al mondo. Deve essere presente in modo trasversale in ogni obiettivo dell’agenda 2030, secondo Paola Dubini, coordinatrice AsviS, in uno sviluppo che richiede sostenibilità dal punto di vista economico, ambientale, sociale, istituzionale e culturale.
Protagonisti dell’incontro romano i giovani, presenti in gran numero in sala Dante, premiati al termine dell’evento all’esito di due concorsi nazionali dedicati all’educazione allo sviluppo sostenibile.
Il primo, intitolato “Facciamo 17 Goal”, promosso dal ministero dell’Istruzione e del Merito e dall’ASviS, rivolto alle scuole italiane di ogni ordine e grado, statali e paritarie e ai Centri provinciali per l’istruzione degli adulti. L’altro, “Consapevolmente in viaggio. Un’agenda nello zaino”, organizzato da Trenitalia e sviluppato da Bandusia in collaborazione con ASviS, per le scuole primarie e secondarie di primo grado.
La cultura è un acceleratore fondamentale, motore invisibile dello sviluppo sostenibile. Unisce, genera sviluppo e rafforza il legame tra patrimonio e comunità. Diritto fragile, tuttavia, che richiede protezione.
Nel disorientamento di riferimenti e valori, la forza della cultura potrà rendere il mondo migliore?













