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La Difesa lancia una piattaforma digitale per imprese e innovatori

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La nuova piattaforma digitale della Difesa punta a rendere più trasparente, ordinato e accessibile il rapporto con aziende, Pmi e start-up interessate a collaborare con il dicastero. Presentata a Roma alla presenza di Guido Crosetto, l’iniziativa nasce per tracciare le interlocuzioni con i portatori di interesse, ma anche per aprire di più l’amministrazione all’innovazione e mettere in relazione grandi gruppi e realtà emergenti

È stata presentata a Roma, presso la Biblioteca Centrale dell’Esercito, la nuova piattaforma digitale della Difesa rivolta ad aziende, Pmi, start-up e portatori di interesse interessati a collaborare con il dicastero. All’evento era presente il ministro Guido Crosetto, insieme ai vertici militari e istituzionali. Presente anche Francesco Lo Voi, procuratore di Roma, che ha definito la piattaforma “una eccellente iniziativa”, auspicandone la diffusione anche ad altri settori della pubblica amministrazione “per garantire trasparenza e legalità, anche sulle attività lobbistiche”. Lo strumento punta a rendere più trasparente e tracciabile il rapporto tra amministrazione e sistema produttivo.

La piattaforma voluta dal ministro

Crosetto ha rivendicato la scelta di realizzare la piattaforma, spiegando che il percorso è durato oltre due anni e nasce dall’esigenza di rendere “totalmente trasparente la Difesa”, anche alla luce del peso crescente che il dicastero potrà avere come stazione appaltante. Lo strumento, ha chiarito, non è un sistema di controllo fine a sé stesso, ma una tutela per chi lavora nella Difesa e dialoga con soggetti esterni. “Questa app serve a dare la libertà a chi lavora per la Difesa, nel solo interesse della Difesa, di lavorare con più tranquillità”.

Il ministro ha collegato la piattaforma alla necessità di garantire a tutte le aziende la stessa possibilità di proporre soluzioni, soprattutto sul terreno del rinnovamento tecnologico. Da una parte, ha spiegato, serve un filtro per evitare accessi impropri ai dipendenti della Difesa; dall’altra, occorre consentire al personale di rendere tracciabili i propri contatti e di lavorare con maggiore serenità.

Innovazione oltre i grandi gruppi

Per Crosetto, la velocità del cambiamento tecnologico impone di ampliare gli interlocutori della Difesa. I grandi gruppi hanno da sempre canali consolidati con il dicastero, mentre le realtà più piccole e innovative incontrano maggiori difficoltà. Anche il caso ucraino, ha osservato, mostra come spesso siano i soggetti più rapidi a sviluppare soluzioni efficaci in tempi brevi.

In questo quadro, la piattaforma serve a mettere in competizione grandi gruppi e realtà emergenti. “Noi dobbiamo mettere in competizione i nostri grandi con questi piccoli”, ha affermato Crosetto, collegando la concorrenza alla possibilità di aumentare tecnologia e velocità e di contenere i costi. Lo strumento, ha aggiunto, deve spingere anche le aziende che non hanno mai lavorato con la Difesa, ma hanno idee innovative utili, “a farsi avanti e a proporre”.

Un quadro di trasparenza

Michele Corradino, presidente di sezione del Consiglio di Stato e consigliere giuridico del ministro, ha spiegato che il decreto punta ad assicurare in modo “imparziale e tracciabile” i rapporti tra personale della Difesa e portatori di interesse, nel rispetto dei principi di legalità e parità di trattamento.

Corradino ha inserito l’iniziativa nel cambiamento del rapporto tra amministrazione e impresa. Gli appalti, ha ricordato, sono anche strumenti di politica industriale e innovazione. Per questo diventa necessario regolare il dialogo con il mondo produttivo e rendere ricostruibili le interlocuzioni che precedono le decisioni.

Come funziona il sistema

Il generale Luca De Marchis, vice capo di gabinetto del ministro, ha illustrato il funzionamento del sistema. I portatori di interesse potranno accreditarsi tramite Spid o carta d’identità elettronica, indicando azienda, referenti autorizzati e requisiti richiesti. Il personale della Difesa userà invece un’app per registrare incontri, partecipanti, oggetto e modalità del contatto.

Successivamente, ha sottolineato che il sistema riconosce soltanto soggetti già accreditati e consente di mantenere uno storico delle interlocuzioni. “Da oggi tutti, in condizioni di imparzialità, possono avere rapporti con la Difesa”.

La piattaforma nasce così come infrastruttura di trasparenza e apertura, pensata per rendere più accessibile e verificabile il dialogo tra Difesa, imprese e innovazione.


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