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Difesa aerea, ecco perché la Svizzera guarda al sistema italo-francese Samp/T

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Il segretario di Stato per la Sicurezza svizzero ha indicato il sistema franco-italiano come possibile complemento ai Patriot statunitensi, le cui consegne sono state rinviate di almeno cinque anni. L’eventuale decisione di acquistare il sistema italo-francese non implicherebbe però l’abbandono del programma Patriot

La Svizzera sta valutando l’acquisizione di un secondo sistema di difesa aerea e missilistica a lungo raggio mentre le consegne dei sistemi Patriot ordinati agli Stati Uniti registrano ritardi che potrebbero protrarsi fino al 2032 o oltre. Lo ha dichiarato Markus Mäder, segretario di Stato per la Sicurezza, indicando il sistema franco-italiano Samp/T come la principale opzione europea presa in esame da Berna.

La Svizzera aveva acquistato nel 2022 cinque batterie Patriot nell’ambito del programma Air2030 per un valore di circa 2,3 miliardi di franchi svizzeri. Le consegne erano inizialmente previste tra il 2027 e il 2028, ma il calendario è stato successivamente posticipato di almeno cinque anni.

Secondo Mäder, la priorità della Svizzera è garantire l’interoperabilità con il contesto europeo. “Vogliamo essere interoperabili con il nostro ambiente, e il nostro ambiente è l’Europa”, ha affermato in un’intervista al Financial Times. Pur escludendo l’abbandono del programma Patriot, Mäder ha spiegato che Berna sta valutando soluzioni complementari alla luce dei ritardi accumulati.

Un eventuale ordine del Samp/T rappresenterebbe una novità significativa per la strategia di approvvigionamento svizzera. Il governo ha confermato il mese scorso di aver ricevuto risposte da Francia, Germania, Israele e Corea del Sud nell’ambito della ricerca di un secondo sistema di difesa aerea e missilistica a lungo raggio.

Il Samp/T è il principale sistema europeo della categoria ed è attualmente in fase di evoluzione verso la versione Samp/T NG. Il programma è sviluppato da MBDA insieme ai partner industriali Thales e Leonardo. Le prime consegne della nuova versione a Francia e Italia sono previste entro la fine di quest’anno, mentre la Danimarca è diventata nel 2024 il primo cliente export del sistema, con consegne attese a partire dal 2028.

Pur mantenendo la propria posizione di neutralità e restando al di fuori della Nato e dell’Unione europea, la Svizzera intende rafforzare la cooperazione in materia di difesa con i Paesi vicini. Mäder ha sottolineato che Berna si considera “parte integrante della sicurezza europea”.

Il segretario di Stato ha inoltre ribadito che una maggiore cooperazione con l’Europa non è incompatibile con il mantenimento dei rapporti con Washington. “Vogliamo intensificare la cooperazione con l’Europa, ma allo stesso tempo mantenere quella cooperazione in materia di sicurezza e difesa che funziona bene con gli Stati Uniti”, ha dichiarato. 


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