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La Royal Navy ferma Smyrtos, la petroliera della flotta ombra russa

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I Royal Marines hanno abbordato nel Canale della Manica la petroliera Smyrtos, ritenuta parte della rete usata da Mosca per aggirare le sanzioni sul petrolio. È la prima operazione britannica di questo tipo. Sullo sfondo, la scelta di Londra di trasformare la pressione economica sulla Russia in interdizione marittima

La guerra delle sanzioni contro Mosca si sposta sempre più spesso in mare. Nelle prime ore di domenica, Royal Marine Commandos britannici, affiancati da ufficiali della National Crime Agency, hanno abbordato nel Canale della Manica la Smyrtos, una petroliera riconducibile alle flotte ombra russe. L’operazione, riportata dalla BBC e confermata dal ministero della Difesa britannico, è durata circa sei ore ed è stata sostenuta da assetti aerei della Raf, da elicotteri militari e da unità della Royal Navy.

La nave sarà trattenuta e monitorata al largo della costa meridionale inglese mentre proseguono gli accertamenti. La Nca ha arrestato un cittadino indiano di 38 anni con l’accusa di presunte violazioni delle sanzioni previste dai Russia Regulations. Altri ventiquattro membri dell’equipaggio, di nazionalità georgiana e indiana, sono rimasti a bordo e stanno collaborando con gli investigatori.

La Smyrtos, secondo i dati citati dalla BBC e da MarineTraffic, navigava sotto bandiera camerunense ed era partita il 5 giugno dal terminal petrolifero russo di Ust-Luga, nei pressi di San Pietroburgo. Il suo profilo è coerente con quello di molte unità impiegate da Mosca per mantenere attivi i flussi di greggio nonostante le restrizioni occidentali: passaggi di proprietà opachi, cambi di bandiera, rotte indirette, assicurazioni difficili da tracciare. OpenSanctions indica che la nave, già nota come Myrtos, è stata sottoposta a misure restrittive da parte dell’Unione europea, della Svizzera, del Regno Unito, dell’Ucraina e del Canada tra il 2025 e il 2026.

Per Londra il segnale è soprattutto politico-operativo. A marzo Keir Starmer aveva annunciato che le forze britanniche avrebbero potuto abbordare le navi sanzionate in transito nelle acque del Regno Unito. Con la Smyrtos, quella linea diventa azione. Il governo britannico sostiene che l’interdizione sia stata condotta nel rispetto del diritto interno e internazionale, e che l’operazione sia avvenuta in acque internazionali, a più di dodici miglia nautiche dalla costa.

Il premier ha definito l’azione “un altro colpo” contro chi alimenta la guerra di Vladimir Putin in Ucraina. Il ministero della Difesa britannico afferma che la flotta ombra russa conta oltre settecento navi e trasporta una quota rilevante del petrolio russo sottoposto a sanzioni. La funzione strategica di questa rete è quella di preservare entrate energetiche essenziali per il Cremlino, riducendo l’efficacia del price cap e delle restrizioni occidentali.

In reazione all’operazione, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ringraziato il Regno Unito e ha chiesto all’Europa di rafforzare il quadro normativo, fino a consentire non solo il fermo delle petroliere, ma anche la confisca del carico, passando dal contenimento dei traffici alla sottrazione materiale delle risorse economiche.

Per questo l’operazione britannica indica la volontà di intensificare la pressione sulle entrate energetiche di Mosca dal terreno delle sanzioni a quello del controllo marittimo, giocando un ruolo più attivo e indebolendo le flotte ombra bloccando, intervento dopo intervento, meccanismo che consente loro di continuare a muoversi.


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