Francia e Germania hanno raggiunto un accordo sulla strategia e sulla governance di Knds, la holding franco-tedesca al centro dello sviluppo del Main Ground Combat System, il programma del futuro carro europeo. L’intesa rafforza il percorso verso una gestione sempre più paritaria tra i due Paesi
Francia e Germania ci riprovano. A poche settimane dal fallimento del programma Fcas (il caccia di sesta generazione su cui i due Paesi avevano scommesso miliardi e anni di lavoro) Parigi e Berlino hanno annunciato di aver raggiunto un accordo sulla strategia e sulla governance congiunta del gruppo Knds, la holding franco-tedesca che dovrebbe rappresentare il principale attore industriale dell’altro progetto: il Main ground combat system (Mgcs), noto altresì come il “carro europeo”. Attualmente, lo Stato francese detiene il 50% del capitale, mentre la metà tedesca è in mano alla famiglia Bode-Wegmann attraverso KMW. Con questa intesa, Berlino aumenterà la propria quota al 40% in una prima fase, puntando più avanti a raggiungere una partecipazione del 50% e diventare così co-proprietaria al pari di Parigi.
La lunga storia del carro europeo
Il Main ground combat system è un programma avviato nel 2017 da Francia e Germania con l’obiettivo di sostituire i carri armati Leopard 2 e Leclerc. Non si tratta di un singolo veicolo, ma di una serie di sistemi concepiti attorno a una piattaforma principale, sviluppata da Knds e da Rheinmetall, entrata nel programma nel 2019. Un ingresso, quest’ultimo, che ha causato tensioni e disaccordi nella ripartizione delle attività industriali tra le due sponde del Reno. Knds, nata nel 2015 dalla fusione tra la francese Nexter e la tedesca Krauss-Maffei Wegmann, aveva sin dall’inizio incarnato l’ambizione di costruire un polo industriale terrestre europeo competitivo con i grandi player americani. Nell’aprile 2024, dopo anni di stallo, era arrivato un primo segnale incoraggiante, con i ministri della Difesa francese e tedesco che avevano firmato l’accordo di impegno per la Fase 1A del programma. A gennaio 2025, le quattro aziende coinvolte (Knds Deutschland, Knds France, Rheinmetall Landsysteme e Thales) avevano poi sottoscritto l’accordo per la costituzione della Mgcs Project Company GmbH, con sede a Colonia, partecipata in parti uguali al 25% ciascuna.
Le capitali riusciranno dove le industrie hanno fallito?
Non è un mistero che l’Fcas sia andato incontro al fallimento a causa delle divergenze, divenute ormai inconciliabili, tra le parti francese e tedesca riguardo il workshare e la design authority del fu (ormai) programma di sesta generazione. Ma tra i due dossier c’è una differenza sostanziale. Nel caso dell’Fcas, tutta la partita si è giocata tra Dassault e Airbus, con i governi “costretti” ad assistere a una lite tra privati che nessuno dei due riusciva a dirimere. Stavolta, con Knds, la storia è un po’ diversa: la struttura della holding era già pubblica e l’accordo appena raggiunto apre al percorso verso la piena paritarietà tra Parigi e Berlino. È possibile che, con questa mossa, le due capitali puntino a dimostrare che il problema non sono tanto le collaborazioni intra-europee, ma le loro cabine di regia. Le liti che hanno portato al tramonto del caccia rientrano pienamente nel noto copione delle collaborazioni europee degli ultimi ottant’anni, caratterizzato da partnership non paritarie e da un ruolo preminente delle singole industrie. Nel caso dell’Mgcs e della struttura paritaria in via di definizione, invece, i governi dei due Paesi giocheranno un ruolo molto più attivo. Basterà questo per dare alla luce il futuro carro europeo?
















