Skip to main content

Con TrophyLab l’Ucraina apre agli alleati l’arsenale russo catturato

CONDIVIDI SU:
Aggiungi Formiche su Google

La nuova piattaforma ad accesso controllato raccoglie 225 studi su 115 sistemi d’arma russi catturati al fronte. Governi alleati, aziende della difesa e centri di ricerca potranno fare richiesta per consultare i dati, ma anche per richiedere apparecchiature per i test

Si chiama TrophyLab la nuova piattaforma ad accesso controllato lanciata dal governo ucraino con l’obiettivo conclamato di mettere a disposizione di alcuni attori selezionati, a partire dai governi dei Paesi partner fino ad arrivare ad aziende della difesa ed istituti di ricerca, tutta una serie di informazioni di intelligence acquisite dai mezzi bellici russi catturati nel corso degli scontri che imperversano nel Paese est-europeo da più di quattro anni.

Non che fino ad ora Kyiv non avesse fatto nulla di simile, anzi. Sin dall’inizio delle ostilità l’Ucraina ha sempre condiviso con i propri alleati informazioni sui sistemi bellici di Mosca a cui aveva ottenuto accesso. Adesso però, questo processo ha assunto una forma più strutturata e stabile, che permette ad enti abilitati di entrare nel sito web dove sono raccolte caratteristiche tecniche e altri dati utili provenienti da 225 studi effettuati da laboratori militari e agenzie di intelligence su 115 diversi sistemi d’arma impiegati al fronte dalle forze armate del Cremlino, classificati in 79 diverse categorie.

“Ogni missile, drone e veicolo sequestrato sul campo di battaglia è ora una fonte di conoscenza per il mondo libero”, ha scritto su X il ministro della difesa Ucraino Mykhailo Fedorov nel post concepito per lanciare pubblicamente l’iniziativa, specificando che oltre ad avere accesso alle informazioni, gli utenti possono inoltre richiedere apparecchiature fisiche da sottoporre a test, riducendo in modo significativo le tempistiche dei cicli di sviluppo delle contromisure. “Quello che doveva essere il vantaggio segreto del nemico viene ora smantellato per difendere la democrazia”.

L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio volto a istituzionalizzare, da parte di Kyiv, le conoscenze acquisite sul campo di battaglia come risorsa trasferibile. Tra le iniziative simili, l’Ucraina ha già condiviso innumerevoli ore di filmati ripresi dai droni in prima linea per addestrare i sistemi di IA degli alleati e ha firmato un accordo bilaterale con la Germania (noto come programma “Brave Germany”) per sostenere congiuntamente le startup nello sviluppo di armi a raggio lungo sulla base delle lezioni apprese sul campo. Il mese scorso, Kyiv ha inoltre istituito un quadro giuridico formale per l’utilizzo delle attrezzature russe catturate nell’ambito della cooperazione internazionale in materia di difesa.

Lo sforzo portato avanti dall’Ucraina sul condividere le informazioni relative ai sistemi d’arma russo prende luogo in parallelo a quello di condivisione del proprio expertise militare accumulato in questi anni di conflitto, in particolar modo riguardo ai sistemi unmanned. Una rilevanza che è cresciuta in modo significativo in seguito all’escalation con l’Iran, quando i droni Shahed di Teheran, gli stessi che Mosca utilizza da anni contro le città e le infrastrutture energetiche ucraine, sono diventati una delle armi centrali degli attacchi contro Israele e gli Stati del Golfo. Sulla base di questa expertise, Kyiv ha siglato accordi di sicurezza decennali con Arabia Saudita e Qatar, mentre un’intesa analoga con gli Emirati Arabi Uniti era attesa a breve, e ha firmato anche un partenariato di difesa con il Regno Unito per combinare le conoscenze ucraine con la base industriale britannica nella produzione di drone e altre capacità innovative.


×

Iscriviti alla newsletter