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Ombre russe. Come Fonbet ha terremotato la Nazionale

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La vicenda che ha spinto la Federcalcio a congelare e, infine, accantonare la candidatura del fuoriclasse campione del mondo 2006 alla panchina azzurra, rivela quanto ancora Mosca e I suoi unicorni possano influenzare lo sport più amato di sempre

Tre settimane, giorno più, giorno meno, da cuori forti per la nazionale di calcio italiana e il suo governo, affidato oltre un mese fa, era il 22 giugno, a Giovanni Malagò. Andrea Pirlo non sarà il commissario tecnico degli Azzurri, al timone salirà per la seconda volta Roberto Mancini, che con il manager romano che ha rilanciato il Coni e inventato le Olimpiadi di Milano-Cortina ha un rapporto anche personale. Una cosa, però, è certa. La Russia ha allungato, ancora una volta, la sua ombra sullo sport più amato dagli italiani. C’è un nome che risuona in queste ore, mentre la tensione intorno alla Federcalcio va, lentamente, a scemare: Fonbet, piattaforma di scommesse russa di cui Pirlo è global ambassador.

Mosca, alle prese con una crisi energetica che forse nemmeno Vladimir Putin aveva previsto, ancora una volta, ha destabilizzato. E poco importa che si tratti di pallone, piuttosto che di altro. Fondata negli anni Novanta da Anatoly Machulsky, campione internazionale di scacchi sovietico, classe 1956 e deceduto nel 2017 a Londra, Fonbet è una delle più antiche, famose e imponenti piattaforme di gioco e scommesse sportive dell’area eurasiatica. L’azienda, finita immediatamente nella black list dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e i cui portali sono stati oscurati in Italia, impiega circa 4 mila dipendenti e gestisce sia un’imponente rete capillare di agenzie fisiche in Russia e nei Paesi limitrofi, sia un’ampia presenza online che spazia dalle scommesse sportive ai casinò virtuali e al poker.

Senza considerare che sul piano sportivo locale, Fonbet è un attore istituzionale di primaria importanza: è infatti sponsor e partner ufficiale della Federcalcio russa e della KHL (la Kontinental Hockey League, la massima lega di hockey su ghiaccio dell’Eurasia). Che la questione russa abbia presto sconfinato nella politica è di tutta evidenza. Non poteva essere altrimenti, vista la portata e la stazza dell’azienda russa. Gli interessi di Fonbet, oggi accostata all’oligarca Sergey Lomakin vanno ben oltre la semplice raccolta delle puntate sulle partite: si inseriscono in un fitto network di partecipazioni sportive, immobiliari e finanziarie che collegano la Russia agli Emirati Arabi Uniti. Parallelamente, il marchio ha avviato una strategia di espansione internazionale, ingaggiando testimonial di alto profilo. Il tentativo è di espandere il brand al di là dei confini nazionali e del mondo russo. Mica poco.


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