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Mar Nero, Kyiv rilancia la diplomazia per salvaguardare i porti

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L’Ucraina starebbe studiando due meccanismi per garantire la continuità del traffico commerciale nel Mar Nero. Nel frattempo, Stati Uniti e Kyiv lavorano a nuove proposte per rilanciare i negoziati con Mosca

L’Ucraina sta valutando due possibili meccanismi per garantire la continuità delle attività commerciali nei porti della cosiddetta “Grande Odessa” (il principale polo portuale dell’Ucraina, costituito dai tre hub di Odessa, Chornomorsk e Pivdennyi) e ridurre il rischio di attacchi contro il traffico mercantile nel Mar Nero. La questione, secondo quanto afferma la piattaforma di market intelligence Expertgrain, sarebbe stata affrontata nel corso di una riunione ad alto livello che avrebbe coinvolto il presidente Volodymyr Zelensky, rappresentanti del governo e vertici militari, confermando come la sicurezza delle esportazioni marittime rimanga una priorità strategica per Kyiv.

L’opzione considerata più promettente prevede l’introduzione di un sistema basato sulla notifica preventiva da parte dello Stato di bandiera della nave o dell’armatore. In questo schema, il proprietario della nave o del carico comunicherebbe formalmente alle autorità ucraine e russe l’intenzione di fare scalo in un porto di uno dei due Paesi. L’obiettivo sarebbe ottenere un impegno reciproco a non colpire le imbarcazioni registrate nei Paesi aderenti al meccanismo. Secondo le informazioni emerse, solo un numero limitato di Stati (anche se con un peso specifico piuttosto importante) sarebbe disposto a partecipare all’iniziativa. Tra questi figurerebbero Cina, India, diversi Paesi arabi e alcuni altri partner internazionali. Il progetto sarebbe già oggetto di consultazioni tra i ministeri degli Esteri di Ucraina e Russia, anche se al momento non esiste alcun accordo formale.

Una seconda ipotesi allo studio prevede invece l’istituzione di finestre temporanee di cessate il fuoco della durata di due o tre giorni, durante le quali le navi potrebbero entrare e uscire dai porti ucraini in sicurezza. Questa soluzione viene tuttavia considerata meno realistica sia per le difficoltà operative sia per la complessità del monitoraggio e dell’attuazione.

Il tema sarà inoltre discusso nei prossimi giorni in una riunione online di Coceral con rappresentanti della Commissione europea, cui seguirà un incontro della Grain and Feed Trade Association (Gafta), dedicato alle possibili conseguenze per il commercio agricolo nel Mar Nero e alle prospettive dei flussi commerciali nella regione.

La sicurezza della navigazione nel Mar Nero rappresenta uno dei dossier più delicati fin dall’inizio dell’invasione russa. Nel luglio 2022, grazie alla mediazione di Turchia e Nazioni Unite, Mosca e Kyiv avevano sottoscritto la Black Sea Grain Initiative, che consentiva l’esportazione di cereali dai porti della “Grande Odessa” attraverso un corridoio marittimo protetto. L’intesa ha permesso per quasi un anno di alleviare le tensioni sui mercati alimentari globali, ma nel luglio 2023 la Russia si è ritirata dall’accordo, riprendendo gli attacchi contro le infrastrutture portuali ucraine. Da allora Kyiv ha sviluppato un proprio corridoio marittimo costiero lungo le acque territoriali di Romania e Bulgaria, riuscendo gradualmente a ripristinare gran parte delle esportazioni, sebbene il traffico commerciale continui a operare sotto la costante minaccia di missili e droni russi.

Intanto, parallelamente agli sforzi per garantire la sicurezza del traffico marittimo, Ucraina e Stati Uniti stanno lavorando a un nuovo pacchetto di proposte negoziali da sottoporre a Mosca nel tentativo di riaprire il dialogo diplomatico. Secondo funzionari ucraini e statunitensi, il nuovo quadro rifletterebbe le mutate condizioni sul campo di battaglia, con Washington convinta che il Cremlino possa essere oggi più disponibile ad accettare almeno una tregua parziale nei bombardamenti aerei, alla luce dell’intensificazione degli attacchi ucraini in profondità sul territorio russo.

Negli ultimi giorni il presidente Zelensky ha avuto un colloquio con gli inviati del presidente Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, durante il quale la Casa Bianca ha illustrato l’intenzione di predisporre una nuova cornice negoziale da coordinare preventivamente con Kyiv prima della presentazione a Mosca. I due emissari dovrebbero recarsi in Russia tra la fine di luglio e l’inizio di agosto dopo aver definito una posizione comune con la leadership ucraina. Nel frattempo Trump e Zelensky preparano un nuovo incontro per discutere i prossimi passi dell’iniziativa diplomatica, inclusa la possibilità di rilanciare un confronto diretto tra il presidente ucraino e Vladimir Putin. Sebbene Kyiv continui a ritenere improbabile un accordo complessivo sulla fine della guerra, i funzionari ucraini considerano più realistico un possibile cessate il fuoco limitato allo spazio aereo, mentre i combattimenti terrestri potrebbero proseguire.


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