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Se la vera spina nel fianco del Movimento 5 Stelle si chiama Beppe Grillo

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Il fondatore del Movimento 5 Stelle torna a pubblicare un post sul suo sito personale, criticando il Movimento 5 Stelle guidato da Conte e chiamando a raccolta chi ancora crede nei valori storici degli inizi. Qualcuno risponderà?

Si avvicinano le elezioni, torna Beppe Grillo. Il fondatore del Movimento 5 Stelle ha pubblicato oggi un post sul suo sito, beppegrillo.it, intitolato “Si sono montati la testa senza leggere le istruzioni”, non il primo post scritto dal comico prestato alla politica che critica l’evoluzione della forza oggi guidata da Giuseppe Conte, che avrebbe ormai perso la sua “diversità”.

“Osservare la trasformazione antropologica dei suoi protagonisti serve a poco – scrive Grillo parlando di chi oggi guida e milita tra le fila del partito di Conte -, è il solito film, il nuovo che diventa vecchio, i rivoluzionari che scoprono i palazzi e le intenzioni che lastricano la strada per l’inferno, con tanto di pedaggio”. Eppure, per Grillo, qualcosa resta. “Qualcosa deve essere ricordato, il MoVimento era nato da un sentimento popolare che continua a esistere, anche se chi avrebbe dovuto rappresentarlo ha smesso di ascoltarlo…”. “Le domande sono rimaste – sottolinea -, le risposte sono scomparse”.

Alcune risposte, ricorda il comico genovese, il Movimento aveva provato a darle: “Le avevamo chiamate reddito di cittadinanza, limite dei due mandati, restituzioni, democrazia diretta e transizione ecologica”, che col tempo sono diventate solo slogan. Oggi il modello occidentale attraversa una crisi ancora più profonda, spiega, con pressioni interne ed esterne, e i sistemi politici non riescono ad affrontare problemi come l’immigrazione, la sicurezza, la salute, il lavoro. E ancora il dati, “viviamo nel capitalismo della sorveglianza” in cui “società private conoscono i nostri comportamenti meglio dei nostri familiari”. “Quei dati sono nostri – spiega Grillo -, dovremmo poterli controllare e decidere come utilizzarli, anche per rendere la società più sicura e migliorare i servizi pubblici”.

E poi la democrazia, quella rappresentativa, per il fondatore di M5S andrebbe radicalmente ripensata, lasciando spazio alla democrazia diretta. “La rete permette a milioni di persone di comunicare e votare in pochi secondi, eppure continuiamo a delegare quasi ogni decisione a rappresentanti che, una volta eletti, rispondono ai partiti e alle correnti, e prima o poi finiscono per rispondere soprattutto alla propria sopravvivenza”. La tecnologia, spiega Grillo, “potrebbe permettere una partecipazione continua dei cittadini e un controllo sulle decisioni, più che per eliminare la rappresentanza, per limitarne il potere e impedire che la delega diventi una cambiale in bianco per cinque anni”.

Insomma, secondo Grillo c’è spazio politico per una forza che provi ancora e di nuovo a rispondere a quelle domande inevase, in diretta concorrenza con l’attuale Movimento 5 Stelle. E così conclude “l’Elevato”: “Le domande non sono scomparse, sono ancora fuori dai palazzi e aspettano qualcuno che provi a rispondere…”.

Ma la vera domanda è: qualcuno risponderà al richiamo di Grillo?


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