Il Polo nazionale droni affida ad Antonio Mazza il coordinamento dei rapporti tra le Entità riconosciute ed Enac. L’obiettivo è raccogliere esigenze e criticità di chi opera nella formazione dei piloti Uas e rendere più strutturato il confronto con l’Autorità su standard operativi, applicazione delle regole e loro evoluzione
Il rapporto tra chi forma i piloti di droni e l’autorità che ne regola l’attività punta a diventare più strutturato. Il Polo nazionale droni ha affidato ad Antonio Mazza l’incarico di referente per i rapporti tra le Entità riconosciute ed Enac, con l’obiettivo di creare un punto di raccordo dedicato alle organizzazioni impegnate nella formazione Uas. Il nuovo canale dovrà raccogliere esigenze e criticità comuni e portarle in maniera coordinata nel confronto con l’Ente nazionale per l’aviazione civile.
Un raccordo per le Entità Riconosciute
Le Entità riconosciute (Re) sono organizzazioni autorizzate da Enac a svolgere attività legate alla formazione dei piloti Uas. Il nuovo referente dovrà mettere a sistema le questioni che emergono dal loro lavoro quotidiano. Tra gli ambiti indicati dal Polo figurano la formazione dei piloti, gli standard operativi e l’applicazione delle disposizioni regolamentari.
L’obiettivo, precisa Mazza, non è creare un ulteriore livello di rappresentanza, ma offrire alle Re e all’Ente “un punto di raccordo specifico e continuativo” per affrontare problematiche operative, regolamentari e organizzative.
Il rapporto con la regolamentazione
Il tema ha una dimensione concreta perché l’attività delle Re deve adattarsi all’evoluzione delle regole europee e delle procedure Enac. Un esempio recente riguarda l’addestramento negli scenari Sts-01 e Sts-02. A dicembre 2025 Enac ha introdotto un’esenzione che consente, a determinate condizioni, di utilizzare per l’addestramento pratico anche Uas privi della marcatura C5 o C6, purché abbiano caratteristiche tecniche equivalenti, con la misura che resterà valida fino alla fine del 2027. Il nuovo raccordo dovrebbe quindi servire soprattutto a far emergere problemi condivisi prima che arrivino al confronto con l’Autorità.
Verso un confronto più coordinato
Il percorso delineato dal Polo prevede anche la condivisione delle esperienze tra le Entità riconosciute e, quando utile, una partecipazione coordinata a tavoli tecnici e incontri istituzionali.
Non viene annunciata la nascita di un nuovo organismo interno a Enac. L’iniziativa parte dal Polo nazionale droni e punta piuttosto a organizzare meglio il confronto dal lato delle Re, trasformando esigenze operative comuni in temi tecnici da sottoporre all’Autorità.
















