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L’energia nascosta sotto i nostri piedi. La sfida di Enel sulla geotermia del futuro

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L’Europa della geotermia avanzata si è riunita a Larderello, in Toscana, la storica capitale mondiale dell’energia che viene dalla Terra, per il kick-off meeting tecnico di Shift, il nuovo progetto europeo dedicato alla geotermia supercalda. Un progetto che punta a sviluppare tecnologie per l’utilizzo di fluidi geotermici attraverso pozzi più profondi e performanti e di cui Enel è protagonista

La risposta, a volte, è proprio sotto i propri piedi. E non è solo una questione di petrolio, di gas. C’è dell’altro. Molto altro. E senza fare troppi chilometri, poco più di 250. Tanto separa Roma da Larderello, borgo toscano incastonato a 390 metri di altezza sulle Colline Metallifere e cuore pulsante della geotermia mondiale, con una quota del 10% della produzione globale. Proprio lì, tra il 19 e il 20 maggio scorsi, Enel ha ospitato il Kick-off meeting tecnico del progetto Shift, al secolo Superhot geothermal Integrated demonstration and flow testing. E così, dalla Toscana all’Islanda, passando per le viscere della Terra, il gruppo guidato da Flavio Cattaneo rafforza il proprio ruolo internazionale nello sviluppo della geotermia avanzata, portando competenze e tecnologie sulle nuove frontiere della cosiddetta Geotermia superhot.

L’Italia ha d’altronde un potenziale di energia geotermica estraibile e sfruttabile che si stima valga tra i 500 milioni e i 10 miliardi di tonnellate di petrolio equivalente. Vale a dire, tra i 5.800 e i 116mila terawattora di energia, a fronte di un fabbisogno annuo di poco superiore ai 300 terawattora. Insomma, basterebbe estrarre una piccola frazione di quell’energia per soddisfare interamente tutta la domanda interna. Anche perché questi dati si limitano alla fascia superficiale, entro i primi 5 chilometri di profondità.

Rinnovabile, pulita e di fatto inesauribile, l’energia sprigionata sotto forma di calore della Terra occupa invece un ruolo ancora relativamente marginale nel paniere italiano dell’energia, fermandosi a qualche punto percentuale appena. Nonostante questo, l’Italia si colloca tra i principali produttori di energia geotermica a livello europeo, oltre che nel contesto mondiale. A fare da volano è la naturale ricchezza di risorse geotermiche, perché in diversi punti della penisola si concentrano molte sorgenti naturali di acqua calda, pronte per essere sfruttate come elementi chiave della transizione energetica nazionale verso le fonti green.

In tale cornice, l’evento in Toscana, regione nella quale è attivo il più antico e innovativo complesso geotermico al mondo con 34 centrali che, tra le province di Pisa, Siena e Grosseto, producono ogni anno quasi 6 miliardi di kWh, pari al 33% del fabbisogno elettrico regionale e utili a riscaldare 13mila utenti, si è svolto a stretto giro dopo il Superhot Geothermal Summit di Reykjavik dell’ottobre scorso. Appuntamento che ha visto Enel protagonista nell’ambito dell’Assemblea del Circolo Polare Artico 2025, dove sono stati condivisi i risultati del progetto europeo Descramble, dedicato alla perforazione in ambienti geotermici ad altissima temperatura. Un programma finanziato dal programma Horizon Europe con 10 milioni di euro su un investimento complessivo di 28 milioni, che coinvolge 17 partner europei, tra cui Enel e che punta a sviluppare tecnologie per l’utilizzo di fluidi geotermici oltre i 400°C, attraverso pozzi più profondi e performanti, con l’obiettivo di ampliare in modo significativo il potenziale della geotermia.

Già Descramble, guidato da Enel come capofila, aveva segnato un passaggio chiave per lo sviluppo delle tecnologie nelle Superhot Rocks, raggiungendo temperature fino a 515°C, tra le più alte registrate a livello mondiale in sistemi idrotermali, e contribuendo ad aprire orizzonti innovativi di ricerca e sviluppo per materiali e attività di perforazione in condizioni estreme. Il kick-off meeting del progetto SHiFT ha segnato dunque un ulteriore passo nella direzione dello sviluppo della geotermia ad altissime temperature. Il progetto, insomma, integrerà tecnologie avanzate di perforazione, completamento e misure di temperatura in pozzo, prove di produzione e conversione energetica in superficie, al fine di portare l’utilizzo di sistemi Super Hot ad un livello tecnologico prossimo al commerciale, attraverso una dimostrazione unica nel suo genere in Islanda.


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