Sin dallo scorso anno il numero uno della Cpac, Matt Schlapp, aveva spinto per organizzare una conferenza in Italia dopo aver promosso conferenze già in Ungheria e in Polonia dal 2025 e la sua prima edizione britannica a Londra a luglio, dove intervenne l’eurodeputato di FdI/Ecr Carlo Fidanza, capo della delegazione FdI al Parlamento europeo, sul delicato tema della migrazione. Più volte Giorgia Meloni è intervenuta alla Conferenza, l’ultima delle quali tramite collegamento video nel febbraio 2025. Tra i promotori spicca la figura di Marcel Kaminstein, consulente di Donald Trump
Non un semplice evento politico, ma l’assise che riflette e ragiona sui macro temi cari ai conservatori, come l’atlantismo, la difesa, il futuro industriale, la famiglia, la geopolitica a cavallo tra le due sponde dell’Atlantico. Dopo Messico, Australia e Regno Unito, Roma ospiterà il 5 e 6 settembre per la prima volta la Conservative Political Action Conference (Cpac), alla presenza dei leader conservatori provenienti da Stati Uniti, Italia ed Europa. Tra gli invitati il premier Giorgia Meloni, e i due vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini. Un’occasione significativa per proseguire nel racconto del mondo conservatore, analizzando sia le contingenze attuali sia le prospettive future e per certificare la centralità dell’Italia all’interno del dibattito internazionale. Si tratta di un appuntamento interlocutorio, che precederà la conferenza vera e propria che si terrà nel 2027.
Sin dallo scorso anno il numero uno del Cpac, Matt Schlapp, aveva spinto per organizzare una conferenza in Italia dopo aver promosso conferenze già in Ungheria e in Polonia dal 2025, e organizzando la sua prima edizione britannica a Londra a luglio, dove intervenne l’eurodeputato di Fdi/Ecr Carlo Fidanza, capo della delegazione FdI al Parlamento europeo, sul delicato tema della migrazione. Più volte Giorgia Meloni è intervenuto al Cpac, l’ultima delle quali tramite collegamento video nel febbraio 2025. Tra i promotori spicca la figura di Marcel Kaminstein, consulente di Donald Trump, a stretto contatto con l’area conservatrice e l’amministrazione statunitense, occupandosi anche di iniziative transatlantiche e di eventi appunto la Cpac, tra l’altro ha anche seguito le linee di politica economica e commerciale tra Stati Uniti ed Europa.
L’obiettivo della conferenza, nata nel 1974 per volontà dell’universo repubblicano a stelle e strisce, è rafforzare il legame tra conservatori di Europa e gli Stati Uniti e costruire così un futuro più libero e più forte, scrivono gli organizzatori sui propri canali social. Una delegazione dagli Stati Uniti sarà presente a Roma il 5 settembre per la conferenza stampa e l’indomani si svolgerà nella Capitale una cena a porte chiuse con ospiti americani e italiani. Mesi addietro era stato lo stesso Schlapp a mettere in risalto il ruolo italiano, parlando di Meloni come un’alleata, e aprendo al dialogo con il governo per svolgere il Cpac a Roma. Cosa che si è concretizzata.
Schlapp è anche presidente dell’American Conservative Union, che organizza il Cpac, oltre a far parte del consiglio di amministrazione dell’American Conservative Union Foundation e della 60 Plus Foundation. In precedenza, è stato vice assistente e direttore politico dell’ex presidente George W. Bush.















