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Il vicepresidente ucraino Korniyenko a Roma. Chi ha incontrato e perché

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Il tavolo diplomatico sull’Ucraina si apparecchia a Roma, tra Senato e Santa Sede. Un passaggio, quello del sostegno alla popolazione ucraina e più in generale della postura europea, che è stato ripreso oggi anche dal segretario generale della Nato, Mark Rutte, che intervenuto a un evento del Chicago Council on global affairs ha spiegato che gli europei devono mantenere la calma e continuare a sostenere l’Ucraina

Giornata romana per il primo vicepresidente del Parlamento ucraino Oleksandr Korniyenko, ospite al Senato delle commissioni Affari Europei ed Esteri/Difesa e a seguire in Vaticano. L’occasione è stata utile per ribadire il peso specifico delle relazioni tra Roma e Kyiv, anche all’interno del tentativo di uscire dalla crisi bellica in atto.

“La cooperazione tra il parlamento italiano e quello ucraino è una solida base su cui poggiano le relazioni tra i nostri due Paesi”. Con queste parole il presidente della commissione Politiche Ue del Senato, Giulio Terzi ha accolto in Senato il vicepresidente della Rada. Un incontro che è servito per proseguire un dialogo parlamentare in atto con le istituzioni di Kyiv e dare seguito ai rapporti sempre pià solidi tra Italia e Ucraina. Il riferimento, secondo il senatore meloniano, è alla partecipazione alla Piattaforma di Crimea, alle riunioni dedicate alla ricostruzione dell’Ucraina. Tutte circostanze che raccontano “la miglior dimostrazione di quanto il Governo Meloni sia convintamente dalla parte di Kyiv e del suo popolo. L’Italia sostiene l’integrazione dell’Ucraina nell’ Ue all’interno di forum come la Cosac e nelle sedi del Consiglio Europeo. Ricordo che il Senato italiano si è impegnato a collaborare, a livello amministrativo, con la Verkhovna Rada, a dimostrazione che vi è tutta la volontà di sostenere il Parlamento ucraino nel suo percorso di adesione e allineamenti ai criteri e parametri europei”.

In seguito Korniyenko è stato ricevuto in Vaticano dall’arcivescovo Paul Richard Gallagher, Segretario per le relazioni con gli Stati e le Organizzazioni internazionali del Santa Sede, alla presenza dell’ambasciatore dell’Ucraina presso la Santa Sede, Andriy Yurash per discutere di pace e di negoziati per il ritorno dei prigionieri ucraini, tra militari, bambini, civili. Per cui, recita una nota, “è stato raggiunto un accordo sulla importanza di continuare e approfondire queste iniziative, che sono state sviluppate fino ad oggi e hanno un serio potenziale per una successiva attuazione”. Tali iniziative, secondo l’ambasciatore Yurash, “riguardano la missione umanitaria del cardinale Zuppi per la liberazione dei prigionieri e il ritorno dei bambini ucraini e il costante sostegno del Santo Sede alle iniziative ucraine su diverse piattaforme internazionali”.

Proprio Gallagher un mese fa venne ricevuto a Mosca per un colloquio con il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov: si trattò del primo incontro di persona tra funzionari vaticani e russi negli ultimi cinque anni. Anche al centro di quel vertice ci fu il tema della pace e la cooperazione sull’assistenza ai bambini colpiti dalla guerra e sul ritorno dei prigionieri. Un passaggio, quello del sostegno alla popolazione ucraina e più in generale della postura europea, che è stato ripreso oggi anche dal segretario generale della Nato, Mark Rutte, che è intervenuto a un evento del Chicago Council on global affairs ha spiegato che gli europei devono mantenere la calma e continuare a sostenere l’Ucraina.

“Bisogna mantenere la calma perché sappiamo che la Russia, in fin dei conti, sta facendo questo perché al momento non sta avendo successo in Ucraina. Sono stati i generali russi a dire a Putin che avrebbe avuto successo in Ucraina in due o tre settimane. Siamo ormai a quattro anni e mezzo dall’inizio di questa guerra, che dura da più tempo di quanto gli Stati Uniti abbiano partecipato alla seconda guerra mondiale, e questo la dice lunga”, ha aggiunto Rutte. “Dobbiamo mantenere la calma e dobbiamo andare avanti. Dobbiamo continuare a fare gli investimenti necessari, assicurandoci di essere pronti a proteggere ogni centimetro di territorio alleato, e i russi sanno che lo faremo. E dobbiamo assicurarci di mantenere il sostegno all’Ucraina: è importantissimo, perché quello che lui cerca di fare è spaventarci, di dividerci, e spera che gli europei smettano di sostenere l’Ucraina”.

Anche al palazzo di vetro dell’Onu si parla di Ucraina, alla presenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che su X scrive: ”In ogni riunione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ci impegniamo a garantire un sostegno continuo all’Ucraina. Altrettanto importante è la giusta pressione esercitata sulla Russia attraverso le sanzioni”.


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