Il cardinale Matteo Zuppi torna a Mosca per la terza volta dall’inizio della guerra in Ucraina. Al centro della missione umanitaria i prigionieri, i bambini trasferiti dalle zone di combattimento e le conseguenze civili del conflitto
Nel quadro dell’impegno diplomatico e umanitario che la Santa Sede porta avanti fin dall’inizio del conflitto in Ucraina, il cardinale Matteo Zuppi torna a Mosca per la terza volta dall’inizio della guerra, nell’ambito della missione umanitaria affidatagli prima da Papa Francesco e successivamente confermata da Papa Leone XIV. L’arcivescovo di Bologna è atteso nella capitale russa già oggi, mentre da domani inizieranno tre giornate di incontri e colloqui con esponenti delle autorità russe.
La missione arriva dopo la visita compiuta da Zuppi in Ucraina a luglio, quando il cardinale aveva visitato anche un campo di prigionieri russi a Leopoli. In quell’occasione era emersa la richiesta di effettuare una visita analoga in Russia, per verificare le condizioni dei cittadini ucraini catturati dalle forze russe. Poco dopo il viaggio di Zuppi, dal 16 al 21 luglio, è stato in Ucraina anche l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali della Santa Sede, in una missione insieme pastorale e diplomatica che lo ha portato a Kyiv, dove ha incontrato il presidente Volodymyr Zelensky.
Il dossier dei prigionieri sarà infatti uno dei temi centrali dei colloqui moscoviti, insieme alla questione dei bambini trasferiti dalle aree di combattimento e alle conseguenze umanitarie del conflitto. “Mi è stato ordinato di sostenere gli sforzi delle parti per affrontare le questioni relative ai bambini, agli scambi di prigionieri e ai problemi civili derivanti dal conflitto”, ha spiegato Zuppi alla Tass.
Tra i dossier sul tavolo ci sarà anche quello degli sfollati della regione russa di Kursk. Secondo il cardinale, le parti stanno verificando se tutti i civili che, secondo Mosca, sarebbero stati evacuati con la forza dalle forze ucraine siano rientrati nelle proprie abitazioni. “Stiamo valutando tutte le richieste sia da parte ucraina che russa nell’ambito del dialogo già iniziato”, ha affermato Zuppi, ribadendo l’intenzione di contribuire a sviluppare ulteriormente il confronto.
La visita si inserisce così in un canale di dialogo prevalentemente umanitario che il Vaticano mantiene aperto con entrambe le parti. Un’attività distinta dai negoziati politici sul conflitto, ma che punta a produrre risultati concreti su alcune delle questioni più delicate emerse durante la guerra.








