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Anche Tamoil si unisce alle major contro il caro carburanti

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Palazzo Chigi ha coinvolto anche Tamoil al suo appello per calmierare i prezzi del carburante. Fumarola e Leo soddisfatti, da Cna Roma critiche su una “situazione fuori controllo”

Sono salite a quattro le major a cui il governo italiano ha rivolto un appello sul price cap dei carburanti. Dopo le decisioni assunte da Eni, IP e Q8, infatti, Palazzo Chigi ha fatto sapere ieri che erano molto ben avviate le interlocuzioni tra la Presidenza del Consiglio e il Governo libico, con l’obiettivo di estendere ulteriormente l’iniziativa e contribuire a contenere il costo di benzina e gasolio a beneficio degli automobilisti italiani.

Nello specifico, le interlocuzioni dirette avviate con i rappresentanti di Tamoil, azienda energetica controllata dalla Libyan Foreign Bank, si sono concluse con la decisione di estendere l’adesione al meccanismo di calmiere noto come “price cap” (2.19 diesel, 1.99 benzina), già pattuito con altri operatori del settore della raffinazione e della distribuzione, fino al 31 ottobre. In questo momento, inoltre, già vari distributori di carburante situati nei pressi dei grandi centri commerciali stanno proponendo prezzi anche inferiori rispetto al price cap.

Sullo sfondo il monitoraggio effettuato dal ministero delle Imprese e del Made in Italy al fine di tenere viva la rete distributiva. Per questa ragione l’inclusione di Tamoil viene considerata un passaggio chiave per incrementare la quota di mercato coperta dall’iniziativa di contenimento dei prezzi al consumo per benzina e gasolio. Tamoil presenta una rete di oltre 1.500 punti vendita su tutto il territorio italiano, coprendo una quota di mercato superiore all’8%. Ancora di più i punti vendita, 2.900 stazioni di servizio, di Q8 gestite da Kuwait Petroleum Italia, mentre IP sale a 4500 stazioni e Eni sfonda 15mila.

Positivi i commenti sul price cap, come quello di Daniela Fumarola, numero uno della Cisl, secondo cui ”l’inflazione ritorna a volare per effetto della situazione geopolitica e della crisi energetica. Condividiamo gli interventi emergenziali messi in campo, ma bisogna attivarsi per misure più durature. Abbiamo apprezzato il price perché era anche una nostra richiesta, ma bisogna pensare anche a chi ha esigenze completamente diverse: le persone più fragili”.

Soddisfatto il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, che incontrando la giunta esecutiva dí Confartigianato ha spiegato che “il risultato è sicuramente apprezzabile, anche se forse una parte della politica non è d’accordo ma ha fatto in modo che si ottenesse il risultato di abbassare il prezzo del carburante, benzina e gasolio. Ha iniziato l’Eni poi IP, Q8, ora tutti si stanno adeguando. E questo nel rispetto del principio della libera concorrenza. Dicono: tassate gli extra profitti ma questo è un intervento sugli extra profitti”.

Chi chiede di fare di più è la Cna Roma, pronta a mettere nero su bianco le proprie doglianze. Rispetto a gennaio 2026, oggi gli autotrasportatori di Roma e del Lazio sono costretti a spendere, di media, oltre 2mila euro al mese in più di rifornimento per ogni singolo camion. Cna Roma ritiene che “senza interventi immediati e consistenti, il caro carburanti rischia di paralizzare il trasporto merci sul territorio e il blocco delle forniture innescherebbe un effetto a catena che comprometterebbe la continuità delle attività delle pmi”. “Nonostante il price cap introdotto da Eni e Ip, la situazione è ormai fuori controllo”, denuncia Roberto Orlandi.


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